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Battute finali movimentate al processo di Montesano: l'assenza ingiustificata dell'ingegnere De Falco scatena le ire delle parti


23-06-2009

Battute finali a dir poco movimentate al processo di Montesano sulla Marcellana. Ieri mattina presso il Palazzo di Giustizia di Sala Consilina colorita e dalle tinte forti è stata l’udienza del processo penale che vede alla sbarra Biagio Maceri per i fatti relativi al rogo della Bimaltex, il materassificio dove il 5 luglio del 2006 morirono Giovanna Curcio 15 anni di Casalbuono e Annamaria Mercadante 49 anni di Padula. L’ingegnere Giuseppe De Falco avrebbe dovuto prendere visione della ciabatta elettrica attraverso una lente di ingrandimento, reperto che da qualche udienza, viene considerato come la chiave di volta per inquadrare la reale causa dell’incendio costato la vita a Giovanna e Annamaria. L’ingegnere, teste e consulente della difesa sostenuta dagli avv. Santacroce e Amodeo, però a sorpresa non è comparso in aula scatenando così le ire delle parti e del Pubblico Ministero che sdegnato ha definito tale assenza indecorosa e irriguardosa così come l’avv. Lagreca ha commentato: “Siamo al piccolo cabotaggio”. Il giudice del dibattimento Paola Lombardi ha invitato i presenti a contattare l’uomo per il prosieguo dell’udienza ma purtroppo ogni tentativo di ricerca è andato a vuoto: il professionista salernitano è risultato irreperibile. Allora il tribunale su richiesta del pm Olivieri insorto e adirato per l’assenza ingiustificata, in occasione della prossima udienza fissata in data 29 giugno, ha disposto l’accompagnamento coattivo del De Falco e una ammenda pari a 300 euro. E’ stato invece escusso il teste Martino, titolare di una camiceria ubicata nello stesso luogo del materassificio tra il ‘94 e il ’95 ed è stata richiesta la comparizione ad horas di Anna Elisa Pepe, una operaia assunta dal Maceri che ha riferito di non essere stata mai né regolarmente pagata né regolarmente assunta. La donna ha raccontato inoltre che diverse volte al giorno saltava la corrente elettrica e di aver sentito sempre un cattivo odore come di plastica bruciata. L’imputato Biagio Maceri ha chiesto quindi di poter rilasciare dichiarazioni spontanee su quanto appena affermato, “La signora mente perché non abbiamo mai avuto un buon rapporto e ora spera di farsi valere”, ha detto. Infine si è deciso di procedere con una querela per falsa testimonianza. In aula sono volati pure diversi insulti e qualche parola di troppo. Al prossimo appuntamento del 29 giugno alle ore 9:30 toccherà all’ing. De Falco esporre la sua tesi sulla ciabatta elettrica ritrovata e il pubblico ministero terrà l’assai importante requisitoria nella quale verrà avanzata la richiesta della pena. Mentre il 6 luglio e il 22 luglio si terranno le discussioni delle parti civili e della difesa, ci si avvierà così alla sentenza di primo grado di un processo che ha inorridito e diviso l’opinione pubblica del Vallo di Diano.

Antonella Citro



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