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Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano: I danni dei cinghiali li paga l’Ente Parco


27-01-2009

I cinghiali vivranno ma i danni che fanno ai campi coltivati del Cilento saranno pagati dall'Ente Parco attraverso una nuova procedura d'intervento ed un apposito capitolo di spesa previsto nel bilancio interno. Il Parco del Cilento adotta nuove regole per indennizzare gli agricoltori dai danni provocati dalla fauna selvatica sotto protezione. I proprietari dei terreni dovranno denunciare subito tutto, entro le 48 ore, alle compenti autorità. La guerra dei cilentani ai feroci cinghiali ungheresi che depredano soprattutto uliveti e vigneti da sempre fa ricorso alle armi più fantasiose. Oltre ai normali fucili da caccia chi vuol essere più discreto usa anche archi, frecce e lacci di metallo legati ad un albero. Tutto per catturare, illegalmente, i cinghiali che si mangiano i frutti del lavoro dei contadini. Soprattutto fra gli agricoltori più anziani la rabbia monta ed il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano da sempre fatica a dare delle risposte. E sugli Alburni c'è anche il fenomeno dei lupi che azzannano i vitelli più giovani delle mucche podoliche. Le proposte finora sono state tante e tutte inefficaci. Una per tutte: i cacciatori dovevano essere chiamati a "battute" per cercare di limitare il numero degli animali e ad un'impresa specializzata di Siena fu affidato un primo intervento. La verità è che non si è andati oltre gli studi ed i censimenti. L'ultimo consiglio direttivo dell'ente, guidato dal vicepresidente Corrado Matera, ha approvato un regolamento che in meno di un mese è stato convalidato dal ministero dell'Ambiente. La procedura è stata seguita dalla consigliera Teresa Alessandro, avvocato originario di Bellosguardo, che spiega il dettaglio del provvedimento: «Saranno indennizzati i danni provocati dalla fauna selvatica ai proprietari, ai possessori o agli affittuari per legittimo titolo di attività agro-forestali o zootecniche all'interno del perimetro dell'area protetta. Riguarderà le colture erbacee, arboree, scavi prodotti dai cinghiali (con il ripristino della regolarità del suolo), danni a manufatti e alle reti per la raccolta delle olive. La somma sarà determinata sulla base di principi equitativi, assumendo come valore di riferimento l'entità del danno e applicando percentuali secondo la natura del bene danneggiato».
Oreste Mottola
 

tratto da: www.ilmattino.it




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