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Comuni a secco: allarme bilanci


09-12-2008

E' emergenza bilanci nelle amministrazioni locali: a denunciarlo è un documento unitario proposto dall'assemblea dei sindaci della Campania. Sul banco degli imputati finiscono le ultime scelte del Governo in materia di finanza pubblica: "Mentre la riduzione dei trasferimenti appare coerente con il passaggio ad un sistema federale – spiega il documento - l'inversione di tendenza dell'autonomia tributaria non trova una spiegazione plausibile e non potrà che avere l'effetto di peggiorare i saldi di bilancio". Su questo tema l'associazione dei piccoli comuni guidata da Bartolo d'Antonio ha organizzato per domani (ore 10, Auditorium dell'Isola C3 del Centro Direzionale di Napoli) un convegno a cui parteciperanno il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, il governatore Antonio Bassolino e Leonardo Domenici, presidente dell'Anci nazionale e primo cittadino di Firenze. Intanto, per consentire agli Enti locali di licenziare il bilancio preventivo 2009 in presenza di un quadro normativo definito, proprio ieri il ministero dell'Interno ha deciso di prorogare il termine di approvazione per comuni e province dal 31 dicembre 2008 al 31 marzo 2009.
antonella autero

Blocco delle maggiori entrate tributarie e forti riduzioni dei fondi destinati ai Comuni. Sos dell'Anci: a rischio, per il prossimo anno, sono soprattutto i servizi alla collettività: politiche giovanili, edilizia scolastica, trasporto pubblico e politiche sociali. Emergenza bilanci sotto i riflettori domani, in occasione del convegno organizzato dall'associazione guidata fa Bartolo D'Antonio cui partecipewranno Angelo Rughetti, segretario generale Anci; il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino; Riccardo Di Palma, presidente della Provincia di Napoli; il governatore della Regione Campania Antonio Bassolino. Interventi programmati anche per Fausto Pepe, sindaco di Benevento e coordinatore della Rete delle Città medie, Simone Valiante, coordinatore della Consulta dei piccoli comuni e per il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino dell'Ancim (Associazione nazionale comuni isole minori).


Assemblea dei sindaci

A denunciare le difficoltà in cui versano le amministrazioni locali è l'assemblea dei sindaci della Campania che, in un documento unitario, manifestano grave preoccupazione sulle ultime scelte del Governo in materia di finanza pubblica. E, pur apprezzando alcune modifiche migliorative che sono state apportate alla manovra economica dalla discussione parlamentare, ritengono che non siano sufficienti a determinare le condizioni per approvare bilanci preventivi efficaci e adeguati alle domande e ai bisogni delle Comunità amministrative e per avviare un confronto concreto sul federalismo fiscale.Segue un elenco di richieste che i Comuni campani avanzano al Governo nazionale:almeno il ripristino del Fondo Unico per le politiche sociali con le stesse risorse del 2007;un fondo straordinario per l'edilizia scolastica finanziato totalmente dallo Stato tramite Fondi Fas e dalla Cassa Depositi Prestiti; l'esclusione dal saldo del patto di stabilità dei fondi relativi alle leggi per il terremoto e le calamità naturali; un intervento deciso per un piano di edilizia residenziale pubblica e sociale; l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la riduzione del debito degli enti locali.
Alla Regione Campania i sindaci chiedono di garantire almeno la stessa quantità di risorse per le politiche sociali e per interventi a favore delle imprese e delle famiglie, il fondo per l'edilizia scolastica e per far fronte all'emergenza per accogliere i minori stranieri non accompagnati.


Nuove risorse

L'assemblea ritiene necessario che lo Stato coinvolga con urgenza tutto il sistema istituzionale attivando tavoli specifici per cercare soluzioni concordate sulla finanza locale e per le grandi questioni aperte: sanità, fondo sociale, casa, federalismo fiscale. In particolare si chiede per i Comuni, le Province e le Comunità Montane: la restituzione integrale, anche per il 2009 e seguenti, del mancato gettito originato dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa e l'abrogazione dei tagli previsti sui trasferimenti erariali 2009; l'esclusione del calcolo di saldo per il patto di stabilità delle spese per investimenti in opere pubbliche.
E ancora: la restituzione integrale delle risorse per il funzionamento delle istituzioni, compresi i tribunali; la definizione di un piano di investimenti nazionali composto da interventi per infrastrutture e da azioni di valorizzazione del patrimonio delle istituzioni locali e dello stato; la possibilità di rivedere il termine del 30 aprile 2009 per la presentazione da parte dei Comuni delle certificazioni relative al mancato gettito Ici prima casa e per concordarne un altro.
Per finire, l'Anci chiede la restituzione integrale per l'anno 2008 e seguenti, per i comuni che al momento dell'approvazione del decreto 93/2008 avevano istituito l'imposta di scopo, del mancato gettito originato dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa della stessa imposta di scopo; e il riconoscimento ai comuni montani e ai piccoli comuni di un'adeguata forma di perequazione in rapporto alla minore capacità fiscale ed al maggior costo dei servizi con particolare riferimento alla viabilità, servizi sociali e servizi scolastici
Le cifre

Secondo i più recenti dati ufficiali Istat relativi al Conto economico 2007, l'Ici ha offerto alla totalità dei Comuni un gettito pari a 12,1 miliardi di euro, circa un quinto delle loro entratecorrenti. A riportare queste cifre è il Rapporto 2008 Ifel-Anci sulla manovra finanziaria dei Comuni. Senza interventi normativi da parte dello Stato, quale sarebbe stato il gettito relativo al 2008?
Impossibile rispondere con precisione. Tuttavia, l'Ifel dispone di dati che segnalano per il 2006 sull'anno precedente un incremento superiore al 4 per cento per il gettito derivante dalle abitazionidi ogni tipo. Nonappare azzardato considerare un'ipotesi di gettito totale più vicina ai 13 che ai 12 miliardi di euro per il 2008, di cui circa un 24-25 per cento derivato dalla prima casa. Il decreto legge 93/2008 quantifical'ulteriore calo di gettito connesso con l'abolizione totale dell'Ici prima casa in 1,7 miliardi. Secondo stime prudenti, ricavate dai Certificati di conto consuntivo dei Comuni relativi al 2006, tali importi sono sottostimati tra 0,6 e 1,2 miliardi di euro. In sostanza, la cancellazione della prima casa dall'imponibile Ici comporta di ridimensionare il gettito del principale tributocomunale di circa un quarto, un dato di per sé esaustivo.


Irpef

Dal Rapporto Ifel-Anci risulta anche che tra il 2006 e il 2008 il gettito dell'addizionale comunale all'Irpef è aumentato del 42,85 per cento, passando da 121.194mila euro a 173.129mila. Si tratta del gettito più alto del Mezzogiorno, otto volte superiore a quello prodotto dalla Basilicata. Anche la percentuale dei comuni che applicano l'aliquota è salita in Campania da 80,22 a 86,57 per cento.

tratto da: www.denaro.it




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