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In discussione l’ampliamento della discarica per far posto all’immondizia della Campania monta la protesta dei residenti


02-06-2008

I "dieci giorni" concessi dal sottosegretario Guido Bertolaso a Palmiro Cornetta scadono domani. L'ultima parola di Serre è affidata al pronunciamento del consiglio comunale. La trattativa però, se di ciò si può parlare, sembra ancora ferma al palo. Su quello che Bertolaso chiede subito, vale dire la disponibilità a consentire immediatamente l'ampliamento di Macchia Soprana, «almeno un milione di tonnellate», c'è un coro di no. Non solo da Serre, con l'intero consiglio comunale ed i vari comitati, tutti uniti nel chiedere il rispetto di quel protocollo d'intesa che non solo "ferma" a 700 mila tonnellate la capienza massima dello sversatoio ma "impone" anche onerosi "ristori ambientali" a carico delle casse pubbliche. La linea della fermezza sul nuovo decreto rifiuti, che impone due discariche nel paese, rimette tutto in discussione e riapre il casus belli dell'uso di Valle della Masseria, che da sempre rappresenta la vera linea del Piave. La divulgazione del contenuto delle intercettazioni ha fatto il resto. L'eventuale ampliamento di Macchia Soprana tira dentro all'interno della discussione anche la vicina Postiglione, competente per territorio e dove risiedono almeno cinquanta famiglie d'agricoltori che hanno le abitazioni nelle vicinanze. Fra questi c'è anche l'assessore provinciale Carmine Cennamo. "Nasco contadino e voglio restarci", proclama orgoglioso. Oggi è nella casa di famiglia, località Terzo di Mezzo, al confine con Macchia Soprana. "Mentre parlo al telefono vedo un'incredibile quantità di gabbiani nei campi qui intorno. Barbirotti lo sappia, se parlo è perché le cose io le vedo direttamente. Ed ho il dovere di battermi per la mia gente. La mia carriera politica può anche finire, non conta rispetto alla distruzione di un mondo". Ed a fianco di Cennamo, della sua crociata, scendono i sindaci dei paesi degli Alburni. A partire dal presidente della comunità montana, Ezio Russo, e poi i sindaci di Sicignano degli Alburni, Controne ed Ottati. Tutti offesi dai toni che Dario Barbirotti ha usato nella replica a Cennamo. Il pensiero comune lo sintetizza Nicola Pastore, ingegnere e sindaco di Controne: "Se a Macchia Soprana va tutto bene perché alzare il sopracciglio per la richiesta di Cennamo di intensificare i controlli? Più chiarezza fa bene a tutti, soprattutto agli addetti ai lavori. Così la gente può anche sopportare il disagio temporaneo della discarica". Oltre si è già spinta la comunità montana che si appresta a fare il conto dei danni già patiti, figurarsi accettare ampliamenti. Intanto Cornetta sembra di giocare di sponda con le "perplessità" della direzione generale Ambiente della Commissione europea sul decreto rifiuti approvato dal Consiglio dei ministri a Napoli il 21 maggio scorso: "La cosa mi fa sentire realmente cittadino europeo", commenta. Il provvedimento risulterebbe infatti in contrasto con la normativa comunitaria in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti: "E' un momento delicato in cui lo Stato mette in serio rischio la sua credibilità e affidabilità nei confronti della Comunità Europea e dei cittadini –commenta Cornetta- l'emergenza rifiuti è una priorità ma lo è ancora più, in un momento così delicato, consolidare la fiducia nelle leggi e nelle istituzioni attraverso il rispetto dei patti stipulati tanto per Caserta quanto per Serre".


ORESTE MOTTOLA

tratto da: www.ilmattino.it



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