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150 ANNI FA LO SBARCO DI PISACANE A SAPRI


28-03-2007

Importante iniziativa culturale del Club Rotary Sala Consilina Vallo di Diano. Nel corso della serata, il presidente del Club, Gianni Bracco ha consegnato la Paul Harrys Yellow, importante riconoscimento rotariano, ai soci Giovanni Borgia e Luigi Macchia, è stata presentata la campagna pubblicitaria intesa a far conoscere le iniziative sociali della Rotary Fondation che partirà nei prossimi giorni sulle emittenti Italia 2 TV (Canale satellitare SKY 849) e Radio Alfa, che copre un vasto territorio (Campania, Basilicata e Calabria). Inoltre, è stato comunicato che continua il progetto “I fiori di vetro” per la raccolta di fondi da destinare all’acquisto di un pulmino da destinare alla Caritas Diocesana che lo utilizzerà per il trasporto dei ragazzi diversamente abili.  
Al conclusione della serata il giornalista Giuseppe D’Amico, autore di numerose pubblicazioni dedicate alla storia del Vallo di Diano e del Cilento, ha tenuto una relazione sul tema 
La fine di un sogno: pensiero e morte di Carlo Pisacane nel 150° della spedizione di Sapri”.
In un rapido exursus il relatore ha ripercorso le tappe della vita del “rivoluzionario senza rivoluzione”, soffermandosi, inoltre, sul pensiero politico e sulla morte di Pisacane (omicidio o suicidio?) avvenuta il 2 luglio del 1857 nello scontro decisivo combattuto a Sanza tra i Trecento e l’esercito borbonico. In merito ala morte di Pisacane gli storici sono ancora oggi divisi per cui D’Amico ha illustrato entrambe le ipotesi, riportando l’opinione di studiosi di ieri e di oggi come Leopoldo Cassese, Paolo Emilio Bigotti, Alberto Moravia (“Egli è l’uomo per antonomasia in anticipo nel paese per antonomasia in ritardo”) e Luciano Russi (docente universitario e presidente del Centro di documentazione pisacaniana a Sapri), concordando con gli ultimi due i quali hanno sostenuto la tesi del suicidio. A tal proposito ha citato una testimonianza, pressoché sconosciuta e non riportata dagli storici, rinvenuta agli atti di un processo per diffamazione celebrato a Firenze venti anni dopo i fatti di Sanza, intentato dal ministro Giovanni Nicotera (ex luogotenente di Pisacane) contro il direttore della Gazzetta d‘Italia di Firenze che lo aveva accusato di avere venduto i reduci per avere salva la vita. Dinanzi ai giudici fiorentini, Angiolo Quaranta, un gendarme in servizio a Ponza che si era unito ai rivoltosi , afferma testualmente: "Ero vicino a Pisacane che si tirò un colpo di fucile. Falcone pure si uccise sparandosi un colpo alla testa. Il Nicotera voleva essere ammazzato, diceva che non poteva uccidersi, perché era ferito ad una mano ". A sostegno della tesi del suicidio il relatore ha poi ricordato le teorie introdotte dal sociologo francese Emile Durkeim il quale per primo ha indagato sulla eventuale dimensione sociale del suicidio al quale attribuiva “una valenza sociale, espressione di un sentimento di solidarietà sociale”.
Il relatore, inoltre, ha rafforzato tale ipotesi spiegandola con il pensiero politico di Pisacane (“Io non ho che la mia vita…ed in questo non esito”) che, però, è stato oscurato dall’immagine romantica tramandata soprattutto dalla poesia di Luigi Mercantini (La spigolatrice di Sapri). Invece, Pisacane ha lasciato scritti importanti come la Guerra combattuta in Italia nel 1848-49, i Saggi storici-politici-militari sull’Italia (pubblicati postumi), il Testamento politico, consegnato a Jessie White prima di imbarcarsi per Sapri, e il Cartolaretto (cinque pagine di appunti ritrovate sul suo cadavere a Sanza). In quello che è l’ultimo scritto Pisacane sintetizza il suo concetto di Repubblica che “vuol dire sostituzione della volontà collettiva all’individuale; quindi Repubblica vuol dire eguaglianza”.
Molto importante era in Pisacane il concetto di Patria, un concetto che nel corso del settennato trascorso al Quirinale il presidente Ciampi ha riproposto con forza. L’augurio è che che tutti gli Italiani lo facciano proprio perché oggi è il Paese ad averne bisogno: è più che mai necessario riannodare i fili spezzati della memoria e riscoprire virtù e tensioni morali.  



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