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Legge Popolare Solare: il voto sulla finanziaria regionale calpesta l’ambiente, la democrazia e la partecipazione popolare, la legalità, il lavoro e lo sviluppo, puliti e di grande qualità.


17-04-2013

L’attacco violentissimo contro la legge popolare sul solare, oggi legge n.1 del 2013 della Campania, con il voto di fiducia sulla finanziaria regionale per il 2013 della Campania,
si è concluso ieri nella maniera più vergognosa possibile, per la Giunta Caldoro e la sua maggioranza.
Non potendo “bocciare” né la legge né i singoli articoli, ma solo impugnarli davanti alla Corte Costituzionale su motivazioni fondate su almeno un minimo di discutibilità Costituzionale, il Governo Centrale era stato costretto alla fine ad impugnare solo gli articoli 3 e 4 ed il comma 2 dell’art 11 della legge: impugnativa per altro facilmente contestabile, come ci hanno ulteriormente confermato valenti costituzionalisti.
Ma con gli immani interessi in gioco, per la Giunta Caldoro e per la maggioranza di Centro Destra della Regione quanto impugnato dal Governo Centrale non era sufficiente e perciò pur costrette a fare marcia indietro rispetto al primo emendamento, proposto dal consigliere Fulvio Martusciello del PdL, che prevedeva l’abrogazione degli articoli 3, 4, 5, 7, 8, 9, hanno soppresso, oltre a quanto impugnato dal Governo, anche l’articolo 8 sulle incentivazioni.
Nella sua estrema gravità per il contenuto dell’Articolo soppresso, l’aggiunta dell’abrogazione dell’Art 8 conferma totalmente la verità che stiamo evidenziando sin dall’inizio della vergognosa vicenda e che cioè la abrogazione di fondamentali articoli della legge non ha nulla a che vedere con la Costituzionalità di essa, saldissima ed inattaccabile, ma è dettata da interessi ed affari di tutt’altra natura: stiamo parlando già oggi di centinaia di milioni di Euro che diventeranno negli anni anche miliardi di Euro!
Non con un disegno di legge ed il suo corretto percorso istituzionale, ma con un emendamento nella legge finanziaria regionale che ha tutte altre finalità istitutive si sono cancellati articoli della legge popolare, agendo in totale contrasto con la “Costituzione della Regione”, espressa dal Suo Statuto.
Ma è mera illusione quella del presidente Caldoro e del consigliere regionale Martusciello, di riportare tutto a come era prima della legge popolare in cui nulla si faceva per “la Cultura e la Diffusione della energia solare in Campania” e quello che si faceva era nella pratica della distruzione dell’ambiente e del territorio, nello sperpero di enormi risorse pubbliche, nel favorire indirettamente la malavita organizzata.
Oltre che per tanti importantissimi contenuti, la legge popolare sul solare resta, anche dopo il violentissimo attacco subito, legge della regione Campania, - nei suoi principi e fondamenti, e ancor più di prima è il riferimento legislativo per ogni scelta energetica della Campania, ivi compresi la imposizione di turbogas o perforazioni.
Contestualmente si apre la battaglia per coprire i gravissimi vuoti creati dalla abrogazione degli articoli su ogni piano a partire dal controllo e dalla gestione delle risorse europee per finire ai nuovi spazi di azione creatisi per i clan e le chiosche malavitose, interessando per quanto accaduto l’Antimafia.
Confidiamo molto in un approdo parlamentare per fare totale luce sulla natura e sui soggetti che hanno aggredito la legge popolare e sugli interessi nascosti.
Nella consapevolezza della urgente necessità che la Giunta Caldoro e la sua maggioranza vadano rapidamente via per poter realizzare i grandi obbiettivi della legge, lavoreremo per ripristinare ancora una volta con la partecipazione popolare quanto illegalmente cancellato!

Il Comitato Promotore
umberto amato; salvatore borrelli; anna maria cicellyn comneno; antonio d’acunto; roberto de luca; salvatore de martino; michele di gerio; francesco diliberto; annamaria esposito; ermete ferraro; nicola lamonica; antonio locoteta; bruno miccio; francesco miccio;aldo pappalepore; pina prezioso; paola silvi; rosario stornaiuolo; valeria vaiano

 




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