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Il Comitato ABC manda un vocabolario al sindaco Ferrari che replica “Prima di parlare di atti amministrativi bisogna conoscere la legge”


23-04-2012

Infuocato e animato è stato il consiglio comunale dello scorso 17 aprile, al III piano del Palazzo di Città di Sala Consilina è esplosa la discussione quando si è toccato il punto inerente la gestione del servizio idrico integrato affidato da qualche mese al CONSAC SPA di Vallo della Lucania. “Abbiamo voluto mandare al primo cittadino Gaetano Ferrari un vocabolario della lingua italiana con allegata una lettera – esordisce il portavoce del comitato ABC Rosy Pepe- al fine di aiutarlo ad approfondire il significato semantico delle parole che nei prossimi giorni dovranno descrivere e accompagnare le decisioni in merito alla richiesta delle proposte del comitato sui due referendum locali. Tutto ciò perché abbiamo appreso che la decisione della commissione sarebbe stata vagliata durante il consiglio comunale ma questo più che ratificare avrebbe dovuto a maggioranza di tutti i consiglieri deliberare su una proposta della commissione tecnica. Quindi noi con questo omaggio vogliamo far capire bene qual è la differenza tra valutare una proposta e ratificare una decisione. Chiaramente è provocatorio ciò che abbiamo fatto ma vogliamo cercare di instaurare un giusto contraddittorio tra i cittadini e questa così lontana amministrazione arroccata nelle sue posizioni”. Va detto che il Comitato Acqua Bene Comune appellandosi allo statuto che, prevedeva la consultazione referendaria, aveva proposto due quesiti referendari ma la commissione tecnica composta dal Sindaco, Presidente dei Giudici di Pace e Segretario Comunale solo qualche giorno fa si è espressa in merito respingendoli perché come formulati “non rispondono a determinati requisiti”, una risposta ufficiale che, lamentano, pare ancora non essere arrivata nelle sedi opportune. In faccia e negli occhi, come continua a dire Rosy Pepe in quella sede, sono stati fissati i consiglieri comunali riunitisi chiamati a rispondere sull’ammissibilità dei due quesiti referendari avente come oggetto il trasferimento del servizio idrico integrato dal Comune di Sala Consilina al Consac spa di Vallo della Lucania. “A noi del Comitato Acqua Bene Comune che siamo mossi nella nostra attività dall’esclusivo intento di usufruire di uno strumento di democrazia partecipativa quale è il referendum popolare, non negate la possibilità di esercitare un diritto che non appartiene a nessuno in particolare ma a tutti in generale – si legge nella lettera aperta inviata ai consiglieri comunali- ci richiamiamo al senso di responsabilità che dovrebbe muovere ognuno di voi nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche. Perché si scrive Acqua ma si legge Democrazia!”. Sessanta componenti del comitato fanno poi riferimento a ben 250 lettere di cittadini indirizzate al Sindaco e Consac per chiedere lumi sul servizio stesso. Tuttavia sull’apertura a un possibile confronto il comitato risponde seccamente no: “Non possiamo confrontarci in questi termini - continua Rosy Pepe- perché non abbiamo avuto nemmeno una risposta ufficiale negativa o positiva che sia sulle nostre proposte ecco perché parlo di una forma di arroganza”. Non tarda ad arrivare però la replica del sindaco Gaetano Ferrari che preso atto di questo stato di agitazione, annuncia: “Prima di parlare di atti amministrativi bisogna conoscere le leggi perché le leggi non si interpretano ma si applicano. Sono pronto al confronto in qualsiasi momento il comitato ritiene opportuno ma solo quando si parla in base alle leggi e non si usano termini per fare pura e sterile demagogia. E’ vero la Commissione tecnica riunitasi per l’occasione in base all’art. del regolamento comunale ha fornito una risposta esclusivamente tecnica sull’argomento referendario ma la risposta politica va rintracciata nel fatto che, se la gestione fosse restata al comune, le bollette da far pagare ai cittadini sarebbero aumentate del triplo rispetto a quelle attuali e avremmo contribuito a far aumentare in ogni caso un malcontento generale. Avremmo cioè dovuto applicare l’attuale legge? E il costo delle bollette sarebbe stato sensibilmente più elevato. Se ho ricevuto in dono un dizionario della lingua italiana rispedisco al mittente un libro di diritto amministrativo e solo in seguito forse ci sarà un confronto dialettico alla pari”.

 
Antonella Citro   



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