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Mea (PD) interviene sui temi caldi del Vallo di Diano: Petrolio e Tribunale


17-03-2012

Petrolio, Shell, Tribunale di Sala Consilina, problematiche che affliggono la città di Teggiano ed il Vallo di Diano, proposte e soluzioni, il Segretario Marco Mea del Partito democratico di Teggiano esprime il proprio punto di vista su queste tematiche che ultimamente sono il fulcro delle discussioni e delle polemiche che animano il valdianese.
Segretario qual è la situazione di salute attuale dei suo partito nel territorio?
Il Partito Democratico come gli altri partiti che sostengono il Governo tecnico vivono tutti i malumori delle basi che rappresentano perché il Prof. Monti sta portando avanti delle riforme e sta applicando delle misure molto incisive e non certo indolori. Anche nel Vallo di Diano, come in tutta Italia gli elettori del PD esternano i loro “mal di pancia” per le misure approvate ma allo stesso tempo sono anche convinti che, purtroppo, si tratti di misure necessarie, vista la pessima situazione economico-finanziaria lasciata dal precedente governo che il nuovo esecutivo si è trovato inevitabilmente a fronteggiare. I cittadini chiedono però delle misure più eque, sia dal punto di vista sociale che territoriale. Richiesta più che condivisibile e di cui ritengo dovermi fare portavoce in quanto segretario di circolo. Il PD, sul territorio, è in procinto di varare il coordinamento territoriale. Come accade alla vigilia della costituzione di ogni organo rappresentativo cominciano ad emergere i tanti i protagonismi. Sono dell’opinione che il coordinamento territoriale debba dare una forte rappresentanza ai giovani e alle donne che non vanno scelti semplicemente per riempire delle caselle ma per apportare al partito e al territorio quel bagaglio di idee e progetti che solo chi è ai margini dello scacchiere delle poltrone politiche può avere. I tatticismi, i giochi di correnti e le quote non servono in questa fase che ci vede alle porte di prossimi ed importanti appuntamenti elettorali. Vorrei un coordinamento in cui i prescelti siano valutati per il merito di quello che si è dato al partito e non per ciò che si è avuto già dallo stesso. Il coordinamento deve facilitare la sintesi delle varie opinioni che caratterizzano un partito grande e vario come il nostro e nello stesso tempo lasciar vivere i circoli e garantire loro la giusta autonomia. Il coordinamento deve combattere l’antipolitica, fare politica ed interloquire con gli amministratori.
Secondo lei quali problematiche ci sono nella città Teggiano, e nel Vallo di Diano, e come possono essere affrontate al meglio?
Per rispondere a questa domanda ci vorrebbe un’intera edizione del giornale. Per Teggiano, la prima problematica da risolvere è il completo sviluppo dell’area PIP per creare nuova occupazione ed attrarre nuove idee imprenditoriali. Per fare ciò però, occorre, oltre ad un’opera di attrazione di capitali e di imprese, una serie di infrastrutture utili anche per ridare dignità agli abitanti della popolosa frazione di Pantano con particolare riferimento a via Codaglioni, la cui situazione è, a voler essere magnanimi, da terzo mondo. La Provincia, a parte qualche vana promessa, non ha mantenuto gli impegni su questo tema. Il Vallo di Diano è sempre più un territorio abbandonato da parte delle istituzioni, sia di quelle regionali che di quelle provinciali, tant’è che il nostro territorio quotidianamente subisce gli attacchi ad opera delle multinazionali, quali la Wind a Salvitelle e da ultimo la Shell che vede nel Vallo solo una fonte di approvvigionamento energetico. A ciò va aggiunto il fatto che da anni ormai questo territorio viene continuamente spogliato delle sue risorse e dei suoi servizi, servizi pubblici “essenziali” che dovrebbero sempre ed in ogni caso essere garantiti ai cittadini, si pensi alla sanità e alla vicenda dell’ospedale, al trasporto pubblico sempre più colpito dalle continue decurtazioni sulle linee di collegamento con la provincia, al comparto scuola flagellato dai ripetuti tagli, alla giustizia con la soppressione del tribunale e via discorrendo. Sono i cittadini a doversi difendere e si trovano a doverlo fare da soli, perché in tante occasioni o non ricevono risposta da parte degli amministratori o quelle stesse risposte sono del tutte inadeguate. Per fortuna però non da tutte le parti è così ed in questo, i Sindaci del PD sono spesso e volentieri all’altezza del ruolo che rivestono a differenza di quanto accade dall’altra parte, dove i politici di riferimento spesso si limitano a qualche operazione di facciata e di scarsa efficacia. Ai rappresentanti locali del PDL non resta che lanciare le “Battaglie del grano” per far finta di dire qualcosa, vista la scarsa propositività e le poche risposte che riescono ad ottenere dagli enti sovracomunali che li vede al Governo. I cittadini del Vallo di Diano grazie all’esperienza fatta e al lavoro delle amministrazioni di centrodestra hanno capito che non era Bassolino ed il centro sinistra il male assoluto della Campania e della Provincia di Salerno, hanno avuto modo invece di ravvedersi, rendendosi conto che c’è di peggio in Caldoro e Cirielli. Il Vallo di Diano deve partire dalle sue risorse, dal rilancio dell’agricoltura di qualità e di prodotti che vadano oltre la concorrenza spietata dei mercati, di una frammentazione dei terreni e di una polverizzazione delle aziende agricole assolutamente dannosa per lo sviluppo. Qualche anno fa, la Comunità Montana, tramite il suo assessore al ramo, il Prof. Paolo Gallo, intraprese un provvedimento di ricomposizione fondiaria. Per rendere più efficace l’operazione, però, necessitano fondi che spesso questi enti non riescono ad ottenere da una Regione che punta tutte le sue risorse sulle Province di Napoli e Caserta. Si deve ripartire dalla sistemazione del territorio sempre soggetto a frane e smottamenti con l’ausilio di tecnici ed operai sempre più specializzati, investire ancora sulla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e monumentali. I comuni, poi, vanno aiutati, non si può lasciarli abbandonati a loro stessi e al loro destino a sopperire a tutte le deficienze nella somministrazione di servizi sociali e alla persona. C’è tanta evasione in giro ma le risorse recuperate non vanno spedite tutte a Roma, facciamo in modo che rimangano sul territorio per i nostri comuni. Questo messaggio non è certo uno slogan di stampo leghista ma è il presupposto per evitare che la paura di perdere consenso elettorale venga superata dalla necessità della ricerca di una maggiore equità fiscale e di un miglioramento dei servizi.
Qual è il suo punto di vista per quanto riguarda la questione petrolio?
Parlare di petrolio nel 2012 nel Vallo di Diano sarebbe come proporre per il rilancio dell’Italia il colonialismo, è semplicemente fuori tempo! Nello stesso momento in cui a livello mondiale si parla dell’acqua come bene primario e, a causa dei cambiamenti climatici, sempre più bene indispensabile e raro, intratteniamo il dibattito pubblico nel Vallo di Diano sul petrolio e si chiede di trivellare a Montesano S/M dove il bene acqua è in abbondanza e crea occupazione e potrebbe crearne di nuova. C’è poi quello che si dice, si sa e si tace sulla diffusione nel Vallo di Diano nei decenni scorsi di grosse quantità di rifiuti di ogni genere, dato tristemente confermato, purtroppo, dalla diffusione, di innumerevoli patologie tumorali, fenomeno che altrimenti non troverebbe nessuna spiegazione logica data l’assenza sul nostro territorio di industrie chimiche, petrolchimiche, siderurgiche e pesanti. A questo punto viene spontaneo chiedersi come mai si registra un così alto numero di queste patologie? A questa verità, da molti ancora sottaciuta e in parecchi casi addirittura negata da chi sa e non dice o non sa, si aggiunge un ulteriore aggravio per il territorio in termini di costo ambientale? Per mia conoscenza indiretta, per sentito dire sullo stato di sviluppo della Val d’Agri non vedo tutto questo osannato ritorno economico per il territorio. e mi pongo un quesito: se in Basilicata il petrolio ha portato sviluppo, come mai i giovani continuano ad andare via da Viggiano, Calvello, Marsico ecc…? è proprio la risposta a questa e a tante altre domande che mi sono posto e che ho girato ai cittadini del Vallo di Diano mi fanno propendere per il NO al petrolio e il si ad uno sviluppo sostenibile che abbia rispetto del territorio in cui ho deciso di vivere e che per troppo tempo è stato vessato.
Il suo parere per quanto riguarda le numerose problematiche riferenti alla eventuale chiusura del tribunale di Sala Consilina?
Sul tema mi sono già espresso e tutti sanno come la penso, pensiero che non certo è legato solo alla mia professione di avvocato, ma in primis alla mia condizione di cittadino e di giovane del Vallo di Diano, che ha avuto il coraggio di scegliere, perché di coraggio si tratta, di restare, di continuare a vivere nel Vallo di Diano, di credere in questo territorio e di non partire per altre mete lavorative. Il Tribunale è una risorsa per questa terra e tutto ciò che è risorsa deve essere difeso, protetto e rafforzato, per migliorare la vita degli utenti di questa importante istituzione. L’amministrazione della giustizia è l’espressione più alta del potere che uno Stato esercita sul cittadino, è indice della presenza e della tutela che lo Stato offre al cittadino, l’unico periodo della storia d’Italia in cui i tribunali sono stati chiusi è stato quello fascista e sappiamo bene com’è andata a finire! I cittadini del Vallo di Diano hanno diritto ad un accesso efficiente ed al minor costo al servizio giustizia, la semplice richiesta di un certificato o l’autorizzazione per un disabile, un minore, un soggetto che abbisogna di cura, assistenza e sostegno non può vedere una Giustizia lontana e chiusa in mega strutture inefficienti. Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti il Tribunale di Sala Consilina e cercare tutte le soluzioni che ci permettano di risolvere la vicenda nel migliore modo possibile ed in maniera positiva per il territorio.
Quali i suoi futuri impegni e progetti?
Nell’immediato futuro ci sono le battaglie per il territorio, quella per il no alle trivellazioni della SHELL, quelle per salvare il tribunale di Sala Consilina, per il lavoro dei giovani e per il futuro degli idraulici forestali che ancora sono appesi ad un filo. Certamente nel futuro ci sono tante scadenze elettorali che richiederanno il mio impegno con il partito ma ho prima di tutto intenzione di continuare l’opera di rafforzamento della componente giovanile che con tanto entusiasmo si è avvicinata al modo di fare politica del PD unendo passione e militanza. Teggiano ha uno dei gruppi giovanili più interessanti dell’intero panorama della Provincia di Salerno, è insieme a loro e ai tanti amici degli altri comuni che vogliamo portare avanti il grande progetto della salvaguardia e dello sviluppo del Territorio per realizzare quello che è stato lo slogan coniato in occasione dell’inaugurazione della sezione del PD a Teggiano lo scorso mese di maggio: “un progetto di futuro per un futuro di tutti”. Le prossime elezioni amministrative che si terranno a Teggiano nel 2014 vedranno l’impossibilità della ricandidatura del Sindaco uscente del PD, Di Candia, il quale sembra voler puntare sul rinnovamento e sui giovani. Se la parola verrà mantenuta, e ne siamo sicuri, vogliamo portare come PD e come gruppo giovanile il nostro più ampio contributo di idee e di progetti per una Teggiano che vuole recitare un ruolo importante in Provincia di Salerno e nel resto del Paese così come li recitava un tempo quando in consiglio comunale sedevano esponenti di rilevanza nazionale come l’avv. Michele Pinto e il Prof. Antonio Innamorato. Noi però dobbiamo partire da un presupposto: il candidato sindaco sarà del PD, scelto tra gli iscritti del partito.

Patricia Luongo

 




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