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Sala Consilina : prossima fermata del “Treno della Democrazia”. Il Comitato Acqua Bene Comune ritorna sulla vicenda "gestione idrica"


15-03-2012

Quando il Comitato Acqua Bene Comune invitò gli utenti del servizio idrico integrato a protocollare presso l’apposito ufficio del Comune di Sala Consilina una lettera, fu mosso esclusivamente dall’intento di tutelare i cittadini da ogni atto o fatto che potesse arrecare pregiudizio ai loro interessi. Tant’è che nel testo di tale missiva esplicitamente si riportava: “nega il consenso alla cessione del proprio contratto idrico alla Consac spa ai sensi e per gli effetti dell’art. 1376 cc. e art. 1406 cc., atteso che il rapporto contrattuale non rimane immutato a seguito della cessione al Consac spa”. Avevamo predisposto tale lettera di rimando ad un’altra pervenuta nelle case dei cittadini salesi a nome della medesima società per azioni di Vallo della Lucania, ove esplicitamente si ribadiva che “il Comune ci ha richiesto di rateizzare l’anticipo fornitura in tre rate uguali che sarà dunque compreso nelle prossime fatture”.
Nel nostro quotidiano lavoro di coinvolgimento della cittadinanza sui temi della difesa del diritto all’acqua bene comune non abbiamo mai indotto i nostri interlocutori a credere che, protocollando la nostra lettera a loro firma, essi potessero comunicare “il diniego del consenso alla cessione del proprio contratto di fornitura idrica alla Società CONSAC Servizi Idrici S. p. A”, come si legge in un avviso a firma del sindaco, fatto affiggere sui muri di Sala Consilina anche in spazi non consentiti. Affermare il contrario, come pure si è sostenuto in un eguale comunicato stampa, vuol dire calpestare non solo la dignità e la buona fede dei componenti del Comitato, che si sono impegnati sin dal mese di novembre nella attività di promozione della tutela dei diritti dei cittadini sul caso in questione, ma negare in malafede l’intelligenza dei singoli sottoscrittori, a cui si verrebbe implicitamente ad attribuire la qualifica di “scemi del villaggio” perché firmano atti senza averne alcuna consapevolezza.
Invece di essere fieri di una comunità che in prima persona si prodiga a mettere in campo azioni di partecipazione alla vita amministrativa della propria istituzione comunale, si tende a ricacciare la stessa negli angusti recinti dell’obbedienza e della sottomissione. Se proprio si vuole imporre che qualsiasi atto proveniente dai cittadini salesi “non potrà avere effetti conseguenti sul piano dei rapporti per la gestione del servizio”, così come recita l’avviso comunale, sarebbe stato molto più onesto dire che l’accordo Comune-Consac spa doveva essere digerito nonostante le variazioni del contratto originario. E dire che proprio sul merito di questa cessione il Comitato ha presentato lo scorso 1° febbraio due quesiti referendari, sulla ammissibilità dei quali attendiamo serenamente che decorrano i sessanta giorni previsti per il relativo responso da parte dell’apposita commissione comunale.
Un dubbio, però, ci assale: forse che l’avviso comunale serve a bloccare ulteriori protocolli della lettera, a quel punto intesa dagli amministratori salesi quale una prova generale del referendum? Difatti la comunicazione è stata certamente frettolosa, tant’è che si è sbagliato persino a definire la legge che regola la materia, menzionando un decreto legislativo 252/2006 invece che 152/2006.
Che dire, se non si riesce a comprendere a rigore di logica il testo della lettera predisposta dal Comitato ABC e protocollata dai cittadini di Sala Consilina, se non riesce a predisporre un comunicato dettato dagli interessi particolari di una società per azioni con sede a Vallo della Lucania, se non si riesce a rispettare la volontà popolare in difesa della gestione pubblica dell’acqua bene comune, espressa dallo scorso referendum, i nostri amministratori dovranno prendere le necessarie determinazioni. Per quel che può valere il nostro parere consigliamo vivamente delle specifiche ripetizioni in materia di logica e dettato, di modo che ai prossimi esami di riparazione siano promossi. Purtroppo, per la disciplina “democrazia” il verdetto è già scritto e conseguentemente la bocciatura è inevitabile perché, decidendo nel dicembre scorso la cessione del servizio idrico integrato al Consac spa, gli amministratori di Sala Consilina non hanno tenuto nel debito conto che quasi il 90% dei votanti del giugno scorso si erano espressi a favore della gestione pubblica dell’acqua.
La difesa di tale volontà, calpestata e denigrata anche da chi, apparentemente parla di proprietà pubblica della stessa, induce noi del Comitato ABC ad invocare, a viva voce ed in modo fermo e convinto, il diritto ad esprimerci nuovamente con un altro referendum. Questa volta non nazionale ma cittadino, poiché siamo convinti che, seppur soppressa da venticinque anni la Sicignano-Lagonegro, anche da Sala Consilina possa ancora transitare il “TRENO DELLA DEMOCRAZIA”.

Comitato ABC - Acqua Bene Comune-
Sala Consilina
 




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