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Questione Petrolio. Un netto NO viene fuori dall'incontro ufficiale dei sindaci. Ora tocca alla Regione


25-02-2012

I Sindaci del Vallo di Diano, all’unisono, dicono no alla Shell. La Conferenza dei sindaci, convocata presso la sede dell’Ente montano, dal presidente Raffaele Accetta, ha sostanzialmente chiarito la posizione di tutti i primi cittadini del comprensorio interessato dalla richiesta inoltrata dalla compagnia petrolifera Shell di effettuare sondaggi esplorativi alla ricerca di idrocarburi.
Un no convinto che dovrà essere suffragato dalla decisione unanime dei Consigli comunali nei quali la prossima settimana si discuterà della vicenda.
Un fatto certamente non secondario che ha imposto al sindaco di Sassano, Tommaso Pellegrino, di affermare, nell’eventualità di un pronunciamento diverso da parte della maggioranza in consiglio comunale, che formalizzerà con immediatezza le proprie dimissioni da primo cittadino.
Esempio seguito a ruota dal sindaco di Casalbuono, Attilio Romano. La preoccupazione reale, espressa dai sindaci in assise, è rivolta essenzialmente all’atteggiamento che la Regione Campania potrà eventualmente assumere sulla vicenda. Va infatti considerato che la parola definitiva sulla questione spetterà proprio al Settore Ambiente di Palazzo Santa Lucia che dovrà pronunciarsi sulla valutazione di Impatto Ambientale. Dal canto suo la Comunità Montana Vallo di Diano pone una serie di strumenti di pianificazione territoriale, adottati negli scorsi anni,a supporto di una decisione che non potrà essere altrimenti. Innanzitutto la “Carta di Destinazione del territorio, approvata a maggioranza assoluta dai 54 consiglieri dell’Ente montano nel giugno del 2004, con la condivisione degli Enti pubblici, degli Ordini professionali e delle associazioni presenti sul territorio, dove si stabiliscono, nel rispetto delle peculiarità ambientali, naturalistiche e culturali dell’area, le linee strategiche di sviluppo. In tale documento si esclude nettamente la possibilità di sfruttamento delle eventuali risorse petrolifere presenti nel sottosuolo. A questo si aggiunga il recente PTCP della Provincia di Salerno, strumento di pianificazione dell’intero territorio provinciale, dove non è contemplata la possibilità di attivare iniziative industriali del tipo proposto dalla Shell. Intanto sulla vicenda si stanno muovendo non solo gli amministratori locali ma anche e soprattutto le associazioni ambientaliste ed i movimenti politici che provano a coinvolgere i cittadini su un tema che potrebbe stravolgere le carte in tavola di uno sviluppo mai attuato con pienezza.
Anche la leader dei Verdi e già presidente del WWF, Grazia Francescato sarà nel Vallo di Diano, il 25 febbraio mattina, in un incontro organizzato dai Circoli di Sinistra e Libertà. Intanto si moltiplicano le reazioni contrarie alla proposta della Shell in modo bipartisan tra le forze politiche.
Di ieri la netta presa di posizione del delegato nazionale Anci per i Parchi e le riserve naturali, Simone Valiante. “Il Vallo di Diano è un territorio a vocazione agricola e ricco di risorse paesaggistiche. Il paventato progetto della Shell di un’installazione di pozzi petroliferi nei comuni che rientrano nel progetto “Monte Cavallo” è, dunque, paradossale” ha affermato Valiante. Ancor più netta la posizione del Consigliere regionale Pdl Giovanni Fortunato: “gli introiti economici derivanti da una possibile trivellazione da parte della multinazionale Shell nel Vallo di Diano sarebbero di gran lunga inferiori ai danni che l’operazione arrecherebbe all’ambiente” ha dichiarato Fortunato.
Altrettanto netta però, rimane la posizione assunta dal presidente dell’Associazione imprenditori del Vallo di Diano, Valentino Di Brizzi: “non possiamo consentire che il moralismo espresso da alcuni amministratori, parte dei quali non toccano con mano le difficoltà economiche dei nostri cittadini e delle nostre aziende, si traduca nell’ennesima opportunità bruciata per portare nella nostra terra una crescita socio-economica” ha dichiarato Di Brizzi.
Insomma una vicenda che, dopo anni di silenzio assordante, in tema di sviluppo nell’area, ora riaccende i riflettori prepotentemente su scelte strategiche che potrebbero cambiare le sorti, in entrambe i casi, di un territorio che non riesce ad esprimere una sua netta connotazione.

tratto da: www.radioalfa.it




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