Vallo Web - Pagina iniziale portale Vallo di Diano tapparelle
Tapparelle avvolgibili: acquistale online come in fabbrica
Preventivo online
 
 
Home  News  Eventi  Paesi  Chat  Info Utili  Orari bus  Foto 
 
Cerca su Google
 
Venerdì, 28 Aprile
 
Previsioni Meteo Vallo di Diano e Cilento - Provincia di Salerno
 
Imposta come pagina iniziale!
Vegliante Giuseppe
Aggiungi ai tuoi preferiti!
Segnala ValloWeb ad un amico!
 



Teggiano: ieri la benedizione degli animali, tra tradizione e leggenda


18-01-2012

Anche quest’anno, il 17 Gennaio, in molte località Italiane vi è stata la benedizione degli animali. Nel Vallo di Diano la consacrazione degli amici a quattro zampe si è svolta presso lo splendido complesso monumentale della Santissima Pietà di Teggiano (SA), dove ogni anno, sempre più gente si ritrova e porta i suoi fedelissimi cani, gatti, pesci rossi, uccelli e tantissimi altri animali alla tradizionale celebrazione della benedizione degli animali. Il 17 gennaio la chiesa festeggia e ricorda Sant’Antonio Abate, Santo Patrono degli animali. A celebrare la santa Messa è stato il parroco Don Giuseppe Puppolo che, dopo la funzione religiosa, ha benedetto i fedeli amici dell’uomo, rinnovando la secolare tradizione che vedeva negli animali la fonte primaria di sostentamento delle famiglie nelle economie agricole.
Infatti la storia o meglio la leggenda narra che in antichità questa pratica di benedizione degli animali in occasione della festa di S. Antonio Abate era talmente importante da essere comparata al Natale e al Carnevale.
Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del Santo. La tradizione deriva dal fatto che l’ordine degli Antoniani aveva ottenuto il permesso di allevare maiali all’interno dei centri abitati, poiché il grasso di questi animali veniva usato per ungere gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio. I maiali erano nutriti a spese della comunità e circolavano liberamente nel paese con al collo una campanella. Quindi gli animali domestici non venivano benedetti per loro stessi, ma perché frutto della provvidenza divina che li mandava ad alleviare le sofferenze umane. La benedizione divina non si può mandare per conto proprio, non è un semplice augurio, ma è una cosa che si "invoca" nel nome di quell'entità, cioè di quel "Tu" che, in una visione religiosa non esclusivamente cristiana, impegna l' individuo a confrontarsi con il resto dell' esistenza.
Negli ultimi due secoli, la benedizione rappresentava il momento durante il quale il contadino "ringraziava" l'animale per il contributo svolto nel lavoro agricolo. Nella società mezzadrile erano soprattutto buoi e cavalli ad esaltare il rapporto familiare che si instaurava tra lavoratori uomini e collaboratori animali. La morte di un animale era vissuta come una tragedia, meglio aggraziarsi il Padre Eterno. Non da meno, ai nostri tempi, gli animali rappresentano se non più il sostentamento, quantomeno gioia quotidiana e compagnia per chi è solo, per chi è ammalato, per chi prova per loro simpatia ed amore. Per l’occasione, è stata organizzata anche l’esposizione di cani abbandonati ed in cerca di compagnia o di adozione, così da permettere la nascita di nuovi affetti reciproci. Per garantire un tranquillo svolgimento del raduno, che prevedeva la contemporanea presenza di persone e di animali, è stata prestata la massima attenzione nella custodia degli animali stessi. A fine benedizione un ricco buffet per gli amici animali e i loro padroni.

MICHELE D’ALESSIO
 




Accessi al portale
Accessi dal 20 settembre 2004
Contatta Valloweb - E' un progetto by SottoWeb s.r.l. e in collaborazione con ValloEventi.com



Box doccia
Acquista il tuo Box Doccia online a prezzo di fabbrica a partire da 54,90 euro