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Codacons: "affidare la gestione idrica dei comuni del Vallo di Diano al Consac spa una scelta da evitare"


13-11-2011

LA GESTIONE IDRICA AL CONSAC S. p. A. DEGLI ACQUEDOTTI DEI PAESI DEL VALLO DI DIANO: UNA SCELTA DA EVITARE

Esistono belle espressioni partenopee (la lingua napoletana, lo si sa, è particolarmente colorita) su alcune situazioni, tipo quella di chiedere al venditore di acqua se la sua acqua sia fresca. La risposta è ovvia. Un altro è il modo di intendere un “servizio”. “Gli facciamo il servizio”, infatti, significa, nell’accezione più buona del termine, che alcune persone si mettono d’accordo non tanto per “rendere un servigio” ad un terzo, ma, piuttosto, per fregarlo.

Era stato già detto che nel Vallo di Diano si stava prendendo la decisione, attraverso opportuni passaggi in seno alle Giunte e ai Consigli Comunali, di far gestire gli acquedotti del Vallo di Diano al CONSAC S.p. A., che entrerà, presumibilmente entro l’anno, nel pieno possesso della rete idrica di tutti i Comuni del comprensorio. Già a Teggiano l’esperimento è riuscito. La ricostruzione “politica” dei fatti (nessuno ce ne voglia per la crudezza del racconto) è la seguente. Il giorno 15 marzo 2011 l’Assemblea dell’Autorità di Ambito Sele, presieduta dal Sindaco di San Mauro La Bruca, verbalizzante il segretario, dott. Mario Bianchino, ha affidato - ai sensi dell’art. 23 bis comma 3 del D. L. 112/2008 - articolo che è stato abolito con il referendum - la gestione del servizio idrico integrato nell’ambito dell’area del Parco del Cilento (sic!) alla società CONSAC S. p. A. Il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari, consigliere di amministrazione dell’ATO 4, oltre a rappresentare Sala Consilina nella suddetta assemblea, ha avuto al suo attivo ben otto deleghe dei seguenti paesi del Vallo di Diano: Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Pertosa, Salvitelle, San Rufo, Sanza, Sassano. Pertanto, è probabile che l’azione “politica” - di cui vedremo la portata - era stata concertata proprio dal sindaco di Sala Consilina e consigliere del CdA dell’ATO 4. Nel CdA dell’ATO siede anche un secondo cittadino di Sala Consilina: Ippolito Giuseppe. Il “deus ex machina” di tutta questa operazione potrebbe essere, tuttavia, la persona che per anni ha curato la creatura CONSAC S. p. A. come un gioiello. A questo personaggio politico va dato atto, quantomeno, della capacità di gestire con vera maestria le questioni legate al proprio territorio (e non solo). Mi riferisco al consigliere regionale Antonio Valiante, referente politico anche di alcuni sindaci del Vallo di Diano.

Dal verbale di questa assemblea, reperibile su rete, vengono fuori un po’ di cose. La prima è che si parla esplicitamente di gradualità della crescita dei livelli tariffari rispetto a quelli attualmente in uso. Aumenti in vista: Berlino è alle porte! Il riferimento alla capitale della Germania è nell’elevata tariffa dell’acqua. Spazio all’Europa anche a Sala Consilina, quindi. Siamo o non siamo globalizzati e contenti? Si vedano le interviste di un sorta di “paese alla rovescia” su UNO WEB TV, che puntualmente ha riportato, con dovizia di particolari, la notizia: http://www.unotvweb.it/webtv/video/1339028/ . Al giornalista che, con fare divinatorio, prevedeva aumenti tariffari, il Sindaco di Sala Consilina non risponde sul punto (per ben due volte!). Ci vuole una certa capacità a fare ciò, non c’è che dire!

La seconda e più incredibile questione è legata al parere tecnico acquisito in questo stesso verbale. Il Dirigente Tecnico dell’Ente, nella seduta del 15 marzo, afferma – tra le altre cose: “io ho già segnalato che la procedura è irrituale… ho anche elaborato una proposta deliberativa che non è quella che ha dato lettura il presidente…”. In effetti il tecnico lamenta il fatto che il CONSAC non possiede (come presupposto dell’operazione “politica”) uno Statuto adeguato a permettere questo allargamento delle competenza su altri comuni. Infatti, citando questi aspetti della questione, egli afferma: “… nel momento in cui si contrattualizza con questi elementi siamo assolutamente tacciabili da parte dell’autorità garante di diciamo inadempienza rispetto a dei principi dell’affidamento in house con tutte le conseguenze di legge e di responsabilità personali e dell’ammnistrazione”. Cose tecniche… si dirà. Bisognerebbe cercare di capire e di raccontare al cittadino la verità, tuttavia. Questa operazione può essere fatta solo da un tecnico e non da un povero rappresentante di una povera associazione di poveri consumatori nel povero Vallo di Diano.

Accordi presi ad “alti livelli”, quindi: un bene del Vallo di Diano sarà gestito da un’azienda della ridente cittadina di Vallo della Lucania. Nulla di male. Non fosse altro per come conosciamo – da qualche anno a questa parte - questa realtà che eroga servizi al cittadino. Vi racconto allora una vicenda. Riporto di seguito la lettera di una signora del Vallo di Diano, alla quale, rimasta vedova, era stata chiesta (riferendosi al marito deceduto col pronome personale “esso”) la voltura del contratto, anche con arzigogoli legislativi ai quali si fa accenno nella stessa missiva trascritta sotto. Con molta pazienza la signora chiede ed ottiene le scuse per il pronome improrio. Poi, con molta civiltà di comportamento, fa presente che non è necessaria la voltura del contratto (onerosa alquanto!), ma solo la successione e vedete come si esprime:

Egr. Sig. Tal dei Tali,

in riferimento alla sua del ../../2005, prot. N. …, Le spediamo copia del contratto che mio marito ha firmato con la Sua ditta. La informiamo, poi, che pur avendo dato uno sguardo all’ordinanza del Trib. Di Palermo da Lei citata nella sua missiva, non abbiamo trovato riscontro dell’illegittimità della nostra richiesta. Pur tuttavia, notiamo, dalla Carta dei Servizi (art.47), che io avrei solo l’obbligo di richiedere la SUCCESSIONE dell’utenza. Essendo già in atto un contratto, quindi, Le comunico i miei dati, in modo che Ella possa provvedere alla SUCCESSIONE senza ulteriori oneri a nostro carico.
Ho già precedentemente inviato copia del contratto stipulato da mio marito, al quale intendo succedere come utente.

Che cosa vi aspettereste dopo una missiva del genere? Il Sig. Tal dei Tale cosa fa? Continua ad insistere sulla voltura del contratto, tanto che la Signora, nostra conterranea, è costretta a ricorrere al Giudice di Pace di Sala Consilina, assistita da un legale del CODACONS, anche perché le era stata spedita una costituzione in mora, con minaccia di distacco del servizio idrico, nel caso non avesse pagato l’anticipo di consumo. Risultato (sentenza del G. di P. di Sala Consilina 437/08): la ditta CONSAC è stata condannata alle spese legali e ha dovuto apprendere, anche dal Giudice di Pace, che “appare del tutto illegittima la pretesa cauzionale avanzata”. La signora, quindi, aveva saputo interpretare meglio del Sig. Tal dei Tali la carta dei servizi aziendale. Ma si sa , quando ci sono i piccioli per lo mezzo, non c’è “servizio pubblico” che tenga.

Mi direte, un infortunio… Forse. Eppure ci sono casi, non proprio simili a quello precendente, che possono essere raccontati. Prendete, ad esempio, il caso delle bollette che arrivano al minimo per i primi mesi dell’anno e poi a dicembre, nell’ultima bolletta, viene fatto uno strano conguaglio, senza spalmare il consumo idrico su tutti i dodici mesi: un classico anche questo, un regalo di Natale tutto a danno dell’utente, per una simulazione da noi fatta.

Diciamo allora che sarà una scelta infelice, per il nostro territorio, lasciare una S.p.A. gestire un bene comune che è presente in surplus nel nostro Vallo. Avevamo fatto la proposta di creare un Consorzio locale di Comuni per la gestione dell’Acqua, Bene Comune (ABC) come fatto a Napoli. Ma tant’è: questa è la qualità della classe dirigente locale. Avevo personalmente paventato questa situazione in campagna lettorale, con le liste fotocopia che si fronteggiavano per il predominio sull’amministrazione del paese. Erano fotocopia anche nella partecipazione al CdA dell’ATO: uno di qua, uno di là. Adesso, vedrete, che la profezia del Sindaco Ferrari si avvererà: in Consiglio Comunale questa scelta inopportuna si concretizzerà, perché nessuno penserà al destino dei lavoratori di Sala Consilina, alla proprietà della rete idrica che va in fumo, alla progettualità futura per rendere un servizio (in Italiano) più economico, efficiente ed efficace al cittadino. Tutti penseranno al posticino caldo conquistato in sede consiliare e non oseranno nemmeno timidamente fare ostruzionismo nei confronti di questi grandiosi progetti politici, ai quali partecipano anche altri sindaci, che tutto fanno, tutto vedono e tutto prevedono per noi poveri “semplici cittadini”.

A fianco dei semplici cittadini, ai quali si chiede un aumento del 40% della tariffa idrica già da subito, ci saremo - come sempre - e, se verrà indetto un referendum locale, così come già annunciato, il nostro banchetto storico si materializzerà su via Mezzacapo. Male che vada, tuttavia, contribuiremo - attraverso i legali che si impegnano per la sede - alla crescita del contenzioso col CONSAC, costringendo, in questo modo, il Ministero della Giustizia a prendere atto della necessità della presenza del Tribunale proprio a Sala Consilina.

Stanno suonando le loro trombe all’unisono: noi suoneremo le nostre campane.
Il Responsabile della Sede
dott. Roberto De Luca
 




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