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Codacons sul boschetto paleo-palustre di Sassano: davvero una brutta storia


09-11-2011

In data 11-12-2010 la nostra sede presentava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina un esposto-denuncia circa l’accumulo di rifiuti nel boschetto paleo-palustre a Sassano. Da tale denuncia ne scaturiva un’indagine condotta dal Corpo Forestale dello Stato, stazione di Sala Consilina, tutta contenuta nel fascicolo del procedimento penale n. 82/2011, attualmente incardinato presso il Tribunale di Sala Consilina.

La zona P.I.P. del Comune di Sassano, come emerso dalla Carta di destinazione d’uso del territorio, redatta dalla Comunità Montana (D.C.M. 13-02-2003) ai sensi della L. R. n. 17/1998, ricadeva nell’area di particolare pregio ambientale “boschetto-paleo palustre della località Cappuccini in agro di Sassano”. Nella “Scheda di trasmissione di notizie di reato” del Comando del Corpo Forestale dello Stato, inviata alla Procura il 20-01-2011, è emerso che “sono stati distrutti circa 2000 mq. di bosco”, e che “il Comune di Sassano ha lottizzato, per scopi produttivi, un luogo boscato”., si è menzionato “un falso ideologico circa la destinazione reale del suolo con elusione dei vincoli conseguenti”. Si dice anche quanto segue: “Si precisa che nella documentazione visionata ed acquisita non si riporta in alcun caso l’esistenza del bosco sul lotto n.9”, parte lottizzata sequestrata. Si nota anche quanto segue: “Dai primi riscontri, in particolare espletati mediante raffronti con le riproduzioni orto fotografiche (rilievo agosto 2008) in dotazione al sistema cartografico del S. I. M. (sistema Informativo della Montagna) fornito al Corpo Forestale, si evince che la ubicazione di n. 01 lotto (lotto n. 09), di recente piazzalizzato abusivamente con materiale misto di cava, ha di fatto rimpiazzato una porzione del bosco palustre, mediante la sua eliminazione. Si è proceduto, pertanto, al relativo sequestro dell’area a carico del proprietario del lotto”. Inoltre, lo stesso bosco palustre, attiguo al lotto sopra detto e di proprietà comunale, per circa mq. 500-600 risulta interessato da notevoli sversamenti di rifiuti speciali, in prevalenza provenienti da demolizioni edilizie, che con progressione vengono discaricati e compattati nell’area boscata, che di fatto, risulta scomparsa per circa mq. 1000”. Tale evidenza è riscontrata anche dalla perizia tecnica a firma dell’ing. Paolo Tabacco, nella quale si afferma che “l’area PIP Fornace è, di tutta evidenza, ai sensi e per gli effetti della L. 431/85 (Galasso), un’area di interesse paesaggistico e la PA ne è ben conscia tanto vero che per dare inizio ai lavori di urbanizzazione dell’insediamento produttivo si rese conto che era necessario (persino dopo che i lavori erano già iniziati) dotarsi del parere della Commissione Edilizia Comunale Integrata (CECI) con successivo invio degli atti al Servizio ambientale della Soprintendenza che non ha ritenuto opportuno intervenire”.

In seguito a queste evidenze, certificate dal Corpo Forestale dello Stato, è scaturito il procedimento penale n. 82/2011 a carico del legale rappresentante della Soc. Coop. “Betulla s.r.l.”, già senatore della Repubblica Italiana, imputato del reato previsto e punito dall’art. 633 c.p. poiché “dopo aver acquistato, dal Comune di Sassano circa 2845 mq. di terreno sito in località Fornace – via Macchia Mezzana (lotto nr. 09 – zona PIP), realizzava un piazzale in materiale misto calcareo avente una superficie di circa 3750 mq., così arbitrariamente occupando circa 941 mq. di terreno del Comune di Sassano”. Il Procuratore ha chiesto, il 12 ottobre scorso, la fissazione dell’udienza dibattimentale per l’unico imputato dell’unico capo di imputazione. Si contempla la possibilità per l’imputato, ove ne ricorrano i presupposti e prima dell’apertura del dibattimento di 1° grado, di chiedere il giudizio abbreviato, il patteggiamento e l’oblazione.

Dallo stesso fascicolo 82/2011 si è appurato che la ditta che ha urbanizzato l’area PIP, una s.r.l. con unico socio, ha sede legale in Casal di Principe (CE). La Soc. Coop. “Betulla s.r.l., d’altro canto, nella sua quindicinale attività, ha annoverato (e forse ancora annovera), tra soci e collaboratori, noti rappresentanti istituzionali: ex-sindaci ed ex-vicesindaci del Comune di Sassano, segretari locali di partito, assessori – anche uno di un Comune limitrofo (che ancora riveste la carica politica). Tutto l’arco costituzionale è rappresentato, tanto è che la società giustamente elenca, tra le finalità sociali, anche la “salvaguardia dell’ambiente intesa come: 1) sorveglianza per la salvaguardia dei boschi…”.
 

A commento di questa nostra foto del dicembre dello scorso anno potremmo scrivere:…”lo stesso bosco palustre, attiguo al lotto sopra detto e di proprietà comunale, per circa mq. 500-600 risulta interessato da notevoli sversamenti di rifiuti speciali, in prevalenza provenienti da demolizioni edilizie, che con progressione vengono discaricati e compattati nell’area boscata, che di fatto, risulta scomparsa per circa mq. 1000”.

Questa è la storia del boschetto paleo-palustre, senza una parola di meno, né una di troppo. Per quanto ci concerne, sembra proprio una gran brutta storia, proprio perché “sono stati distrutti circa 2000 mq di bosco”. Abbiamo fatto il possibile per salvare il salvabile. Di fronte a questi fatti, ufficialmente riportati nelle perizie tecniche effettuate dal Corpo Forestale dello Stato e da un Consulente Tecnico d’Ufficio, tuttavia, sarebbe quasi opportuno alzare bandiera bianca. Bandiera bianca, sì… ma anche… no.

Roberto De Luca
Responsabile della sede Codacons Vallo di Diano
 




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