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AREA SUD Movimento Congressuale del PDL: l’autodeterminazione del territorio per il rilancio del partito


08-11-2011

Area Sud non è e non ambisce ad essere una corrente organizzata del Popolo della Libertà in Provincia di Salerno in quanto non nasce in contrapposizione di altre posizioni e non ambisce ad occupare quote di potere. Fonda la propria ragion d’essere esclusivamente nel momento congressuale con l’obiettivo di parteciparvi con protagonismo al fine di contribuire a rendere il nostro Partito più forte, più radicato, più vincente.
Area Sud si inserisce nel dibattito congressuale forte della prospettiva del territorio quale osservatorio privilegiato sullo scenario politico innanzitutto della Provincia di Salerno ed alla luce delle vicende che hanno accompagnato il Popolo della Libertà nei quasi tre anni dalla sua fondazione.
Area Sud crede fermamente nel progetto politico del Popolo della Libertà quale sintesi delle tradizioni politiche e culturali del personalismo cattolico, del socialismo patriottico e riformista, della destra sociale e nazionale che si integrano nella dimensione unitaria del popolarismo europeo. Un progetto politico che trova forma in un Partito aperto e plurale, che bandisce ogni forma di acritica omologazione, che fondi la propria forza sul confronto rispettoso e democratico tra le assodate diverse sensibilità, che privilegi il merito assumendo l’appassionata e disinteressata militanza quale valore primario.
Area Sud confida nelle prospettive di crescita e radicamento del Popolo della Liberà e nella sua capacità a farsi carico delle istanze e delle aspettative di tutti i moderati italiani nonché di porsi come riferimento e guida per i destini della nostra nazione.
Area Sud si propone di profondere ogni energia al servizio del Popolo della Libertà in Provincia di Salerno al fine di rafforzarne ulteriormente la leadership politica dell’Onorevole Edmondo Cirielli in modo che possa meglio rappresentare le ragioni della nostra comunità umana e politica soprattutto in un momento importante quanto delicato della vita del Partito.
Area Sud porta all’attenzione del Congresso Provinciale del Popolo della Libertà la visione del territorio a sud della Provincia formalizzata attraverso questo documento che avanza poche e semplici proposte rispetto alle quali, previo ampio dibattito, si chiede la condivisione.

1. IL POPOLO DELLA LIBERTA’
La tre giorni del congresso costitutivo del Partito del marzo 2009 si chiuse, pur con alcuni distinguo tra le sensibilità confluite, con l’impegno di strutturare e radicare il Popolo della Libertà sul territorio e nelle coscienze di quella maggioranza di italiani che con il loro voto alle precedenti elezioni politiche ne avevano già fatto il primo partito italiano.
Lo Statuto approvato dal Congresso, tuttora in vigore, prevede una serie di Organi statutari e ne disciplina il funzionamento, il tutto nell’ottica di un partito democraticamente partecipato da militanti, iscritti e dirigenti.
Dalla chiusura del Congresso, poi, prendeva avvio una fase di transizione guidata da una classe dirigente nominata fino al livello provinciale e con un mandato a termine da chiudersi con la stagione congressuale che si sarebbe dovuta tenere nel breve periodo, quando, la rinnovata classe dirigente avrebbe fondata la propria legittimità sul merito guadagnato sul campo della militanza.
Entrato nella piena funzionalità, poi, il Partito avrebbe dovuto interpretare il ruolo di cinghia di trasmissione tra le Istituzioni ed i cittadini esaltando appieno il concetto di “popolo” che capeggia, e non a caso, la sua denominazione.
Lo stato delle cose, però, è progredito in una direzione diversa rispetto ai propositi iniziali.
La fase di transizione si è prolungata oltre ogni aspettativa, gli Organi statutari non hanno avuta la funzionalità auspicata, il Partito non si è né strutturato e tanto meno radicato sui territori. Questo, in ogni caso, non ha impedito al Popolo della Libertà, ed al centro destra in generale, di uscire assolutamente vittorioso dalle tornate elettorali delle europee ed amministrative 2009 e delle regionali 2010.
L’uscita del Presidente della Camera dal Popolo della Libertà e la nascita di Futuro e Libertà per l’Italia segna l’inizio di un periodo di forti difficoltà per il Governo e per il Partito. Difficoltà amplificate dalla crisi economica che ormai da tempo aggredisce l’intero mondo occidentale e non risparmia l’Italia gravata dal fardello del debito pubblico. Difficoltà stigmatizzate da una stampa sempre meno favorevole al Governo Berlusconi cui si aggiunge l’aggressione di quella parte della magistratura politicamente militante che si offre come sponda alle opposizioni facendo leva sui problemi giudiziari del Premier. Una campagna di aggressione mediatica e giudiziaria senza precedenti nella storia repubblicana che ha finito per minare fortemente l’immagine del Governo e del Popolo della Libertà presso la pubblica opinione anche internazionale. Non sono state casuali le prese di posizioni di Confindustria, delle rappresentanze sindacali e di categoria fino a quella della Chiesa assunta recentemente attraverso la Conferenza Episcopale Italiana ed il Forum delle Associazioni di ispirazione cattolica.
La pesante sconfitta alle elezioni amministrative del 2011 ed i successivi risultati referendari in antitesi con le indicazioni del Partito hanno fatto emergere la necessità di una svolta nella gestione del Popolo della Libertà e la contemporanea messa in cantiere di un rilancio dell’azione di governo. Una presa di coscienza che il 1 luglio 2011 ha portato l’Ufficio di Presidenza del Partito a modificare lo Statuto inserendo la figura del Segretario Nazionale e nominando nel ruolo Angelino Alfano che correttamente si è dimesso dalla carica di ministro per occuparsi esclusivamente del Partito.
L’annuncio della stagione congressuale, la dettatura di un crono programma, l’insediamento del Comitato delle Regole congressuali e la riapertura del tesseramento sono stati salutati con grande entusiasmo dalla base del Partito che nel frattempo in buona parte si era allontanata. Così come con altrettanto entusiasmo è stato salutato l’impegno a cambiare la legge elettorale ripristinando il necessario rapporto di colleganza tra elettori ed eletti.

2. IL POPOLO DELLA LIBERTA’ IN PROVINCIA DI SALERNO
Alle elezioni politiche del 2008, il Popolo della Libertà superava di gran lunga il 50% dei consensi in provincia di Salerno facendone il partito di maggioranza assoluta e ponendosi come una delle migliori realtà dell’intera nazione. Risultato giustamente rivendicato dal Presidente Cirielli intervenendo al Congresso fondativo del PDL.
Allo straordinario risultato delle elezioni politiche facevano seguito tutta una serie di vittorie elettorali in provincia tra cui spicca certamente la vittoria del centro destra alle elezioni provinciali che, per la prima volta nella storia, ha portato l’Onorevole Edmondo Cirielli alla guida dell’Amministrazione provinciale. La vittoria alle provinciali ha fatto da preludio alla vittoria alle successive elezioni regionali del 2010.
Entrambe queste vittorie elettorali hanno suscitato grandi speranze non solo tra i militanti del Popolo della Libertà ma nella gran parte dei cittadini che hanno visto nell’Onorevole Cirielli e nell’Onorevole Caldoro le figure in grado di guidare un tanto atteso cambiamento dopo i disastri del centro sinistra.
Le conseguenze alla mancata strutturazione del Partito e al non funzionamento degli Organi statutari hanno avuto inevitabili riflessi anche in provincia di Salerno dove comunque non si sono intraprese iniziative tese ad organizzare e radicare il Popolo della Libertà sul territorio. Il tutto ha costretto l’Amministrazione provinciale a surrogare il Partito facendosi carico delle problematiche politiche in aggiunta a quelle istituzionali già gravate dalla crisi economica in atto e dai conseguenti tagli ai trasferimenti. Nel contempo si è assistita alla totale alienazione dalla scena politica provinciale della gran parte dei Parlamentari che si sono completamente disinteressati del territorio dedicandosi esclusivamente alla frequentazione delle segreterie politiche di vertice, assenza che ha privati i cittadini di riferimenti e, nel contempo, ha fatto venir meno l’indispensabile dialettica interna in un sano confronto che avrebbe certamente agevolata la crescita della nostra comunità umana e politica..
L’assenza di regole e direttive, inoltre, ha lasciato i territori nell’anarchia più totale. Allo stato non vi è una classe dirigente unanimemente riconosciuta, vi sono divisioni e spaccature anche nelle realtà più piccole e più periferiche laddove i gruppi che si contrappongono nascono sulla spontaneità dei singoli o si riuniscono intorno all’auto accreditato di turno. Oggi registriamo situazioni in piccole comunità dove i riferimenti del Popolo della Libertà si trovano contemporaneamente in maggioranza e in opposizione o, peggio ancora, assistiamo a più gruppi consiliari di opposizione tutti facenti capo al nostro Partito. E’ ovvio che è una situazione insostenibile rispetto alla quale urge una grande operazione di chiarezza che i congressi possono finalmente fare. Chiarezza innanzitutto al proprio interno su ruoli e responsabilità e poi nei confronti dei cittadini che si aspettano da un Partito serio un’azione politica improntata alla serietà ed alla inconfutabilità dei messaggi pena il venir meno della fiducia che ci hanno sempre accreditata.
La disaffezione dei nostri militanti è la naturale conseguenza di questo stato di cose. Vige un malumore crescente tra coloro che storicamente sono stati i sostenitori più accesi del centro destra e sono continue le situazioni di difficoltà ed imbarazzo dei nostri dirigenti locali e, soprattutto, dei nostri amministratori locali che non sono in grado di dare risposte alle sollecitazioni dei cittadini.
Recuperare il malumore attraverso una nuova motivazione dei nostri militanti è assolutamente indispensabile al rilancio del Popolo della Libertà, soprattutto in un momento di chiara difficoltà della leadership nazionale che, lascia presagire momenti difficili, e che ha già messo in preallarme i tanti trasfughi pronti a riprendere la via del ritorno nel momento in cui verrebbero meno le prospettive di opportunità che li avevano spinti ad approdare sulle nostre posizioni.
L’obiettivo primario che si è posta Area Sud è proprio quello di far emergere il malumore attraverso il confronto e mantenere i disagi entro i confini della normale dialettica interna al Popolo della Libertà facendo leva sulle tante cose che ci tengono uniti e superando ogni argomento generatore di spaccature.

3. CONSIDERAZIONI
La storia insegna che la confusione tra politica e istituzioni è un grave errore così come errore è stato il pensare all’Amministrazione provinciale in termini compensativi se non sostitutivi del Popolo della Libertà. Si è finito per confondere, appunto, ruoli e responsabilità, si è preteso di sottoporre all’attenzione degli amministratori provinciali questioni esclusive di Partito non ultime le situazioni di confusione e di anarchia che alimentano le spaccature locali.
Certo che occorre anche dire che questa confusione è stata per gran parte dettata dalle contingenze ed indotta dagli Assessori provinciali delegati per territorio che spesso hanno avocato a se contemporaneamente il doppio ruolo di rappresentante dell’Amministrazione provinciale e del Partito. Non secondario, poi, è il fatto che sia il coordinatore provinciale, sia il coordinatore vicario sono entrambi membri della giunta provinciale.
Anche rispetto all’organizzazione territoriale del Partito si poteva fare di più. Nessuno avrebbe impedito ai coordinatori provinciali del Popolo della Libertà di incontrare amministratori e militanti sui territori per superare le spaccature e recuperare l’unità del Partito. In questo senso ci siamo fatti carico di diversi solleciti ma non si sono avuti riscontri.
Così come meglio andavano gestiti i nuovi ingressi nel Partito. Partendo dal presupposto che nessuno può e deve impedire ad altri di entrare a far parte della nostra comunità politica, compresi coloro che vengono da altre esperienze, ed assodato che il Popolo della Libertà è e deve essere un partito aperto, non si possono comunque non tenere in debito conto coloro che si sono sempre battuti al servizio della causa anche quando farlo era difficile. Troppe sono le lamentele di nostri militanti che si sono visti scavalcare da ultimi arrivati per il solo fatto che porterebbero in dote un certo potenziale elettorale e non considerando che quando ci siamo confrontati nelle ultime vittoriose campagne elettorali costoro erano esattamente dall’altra parte. Occorre ritornare sui territori per fare chiarezza e per rimotivare i nostri militanti che si sono allontanati dalla nostra comunità politica.
La fase storica che stiamo vivendo può segnare un momento di svolta. Ormai è pacifica la prossima uscita di scena di Silvio Berlusconi così come è pacifico che non vi siano figure che possano emularlo nel rapporto diretto con i cittadini. Da ciò la nuova stagione di rinnovamento del Popolo della Libertà affidata alla guida del Segretario nazionale Angelino Alfano che dovrà traghettare il partito da una gestione leaderistica ad una gestione democraticamente partecipata. In questa nuova stagione il Popolo della Libertà della Provincia di Salerno ha una irripetibile occasione per inserirsi da protagonista e condizionare le scelte strategiche di vertice. Lo può fare dando ulteriore forza all’unica figura politica in grado di confrontarsi alla pari con i leaders nazionali del Partito: l’Onorevole Edmondo Cirielli. L’Onorevole Cirielli è unanimemente riconosciuto quale unico leader del centro destra in provincia di Salerno ed è unanimemente accreditato di spessore umano e politico per rappresentare la nostra comunità negli organismi di vertice nazionale e far valere le nostre ragioni presso i centri decisionali importanti.

4. CONCLUSIONI E PROPOSTE
Sulla scorta delle considerazioni fatte, Area Sud auspica che il Congresso provinciale del Popolo della Libertà segni un netto momento di discontinuità con il passato ed avvii una stagione di rinnovamento e di rilancio del partito sul territorio creando le condizioni per replicare in futuro i successi elettorali conseguiti fino ad oggi ed affinché rimanga episodica la battuta di arresto subita nell’ultima tornata di elezioni amministrative.
Momento di discontinuità innanzitutto organizzativo e gestionale della struttura interna per poi ripensare alla strategia politica da mettere in campo per accreditare nuovamente la nostra comunità dell’Idea e del Messaggio condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini salernitani.
Per questo, Area Sud sottopone alle valutazioni del Congresso le seguenti proposte:
- di profondere ogni sforzo ed energia per rafforzare la leadership politica dell’Onorevole Edmondo Cirielli, in quanto figura unanimemente riconosciuta di maggior spessore umano e politico sull’intera scena provinciale nonché politico fortemente accreditato presso i vertici nazionali del Partito, affinché possa confrontarsi e competere per occupare posizioni di vertice i cui benefici si rifletterebbero inevitabilmente sulla nostra comunità umana e politica;
- di strutturare il coordinamento provinciale del Partito coniugando la doppia esigenza della rappresentanza territoriale e della competenza tecnica con un’attenzione preponderante verso la prima in particolar modo per quanto concerne l’area a sud della provincia di Salerno che non sempre è stata tenuta in debita considerazione;
- di lavorare ad un partito strutturato e radicato sul territorio, coordinato dal segretario provinciale attraverso il coordinamento provinciale, che si avvalga della regolare funzionalità degli organi statutari e che privilegi ed esalti il merito in un ambito di democrazia partecipata restituendo valore alla militanza appassionata. Un partito che rispetti i territori condividendo le scelte emerse dall’autodeterminazione dei coordinamenti locali e mantenendo permanentemente un aperto confronto con la classe dirigente locale anche per le scelte di natura istituzionale interessanti le realtà locali;
- che il nuovo Segretario provinciale si faccia carico di indire quanto prima i congressi locali e comunali al fine di fare definitivamente chiarezza in tutte le situazioni territoriali affinché ruoli e responsabilità emergano dalla democratica e libera autodeterminazione degli iscritti;
- di inserire nelle linee programmatiche dettate dalle tesi congressuali il ricorso alle elezioni primarie per quanto concerne le candidature alla carica di Sindaco, specialmente nei comuni superiori ai 15.000 abitanti, al fine di acquisire forza e compattezza prima di sottoporsi al giudizio degli elettori ed evitare i disastrosi risultati che si sono avuti ultimamente.


IL POPOLO DELLA LIBERTA’
Movimento congressuale Area Sud
 




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