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Codacons interviene ancora sui presidi diabetici e sull'affidamento del servizio di distribuzione a una ditta privata


06-11-2011

Il 13 agosto scorso facemmo notare che, attraverso la firma di deleghe appositamente predisposte, i cittadini del Vallo di Diano affetti da diabete stavano accettando di ricevere a domicilio i presidi medici elencati nello schema a fianco. Da sospettosi cittadini, quali forse siamo, abbiamo pensato - ammettiamo le nostre colpe? - che non si stesse cercando di rendere un servizio più efficiente ai cittadini, ma di effettuare qualche “taglio sanitario”. Infatti, raffrontando il costo storico del servizio (78 milioni di EUR) al costo dello stesso servizio, una volta affidato ad una ditta privata (48 milioni di EUR + IVA), si otteneva una riduzione drastica della spesa.

Ci chiedemmo allora se questo nuovo assetto fosse stato davvero da ascrivere ad un caso di efficientismo e ci impegnammo a capire, per il bene della nostra collettività, cosa stesse accadendo.

Adesso apprendiamo dalla stampa che a Sapri numerosi utenti si sono rivolti alla locale Camera del Lavoro per segnalare la mancata fornitura, in tempi accettabili, delle striscette per le persone affette da diabete. La ditta aggiudicataria del servizio, contattata dagli utenti del Saprese, sembra riferire che la causa delle mancate consegne sia dovuta alla mancata fornitura dello stradario da parte dell’ASL Salerno e che ci siano stati ritardi di consegne nelle farmacie della stessa ASL. A noi sembrava improbabile che – a parità di fornitura - un servizio svolto da personale interno costasse molto (ma molto molto) di più che lo stesso servizio affidato a una ditta esterna. Scrivevamo che a vigilare su ciò che stava accadendo avrebbero dovuto essere le istituzioni politiche. I mezzi c’erano e ci sono: ancora una volta ci permettiamo di suggerire un’interrogazione alla Commissione Sanità della Regione Campania, ad esempio.

Il Presidente Annunziata in passato è opportunamente intervenuto sulla questione, proprio dopo la nostra segnalazione. Egli ha cercato di rassicurare i cittadini, parlando di un servizio più efficiente, reso peraltro a domicilio. Di rimando, noi facemmo notare che, eliminando gli sprechi e mettendo fuori gioco la corruzione, forse si sarebbe potuto ancora salvare quel poco che restava della nostra sanità pubblica. Ma questo, continuavamo nel nostro “folle” comunicato, sembrava non rientrare più nelle priorità della nostra classe dirigente, che ha ancora proceduto a esternalizzare altri servizi, come l’emergenza del 118 (che cosa triste… davvero!... e lo ripeto… triste). E così ci chiediamo adesso se quello di “rendere un servizio al cittadino” sia proprio la vera “mission” della nostra classe dirigente. A tal proposito, tuttavia, bisogna cercare di lavorare per acquisire di una base semantica comune con i nostri rappresentanti istituzionali: non vorremmo, infatti, che la locuzione fosse intesa, da qualche utente, nell’accezione più propriamente partenopea del termine.


Roberto De Luca
responsabile della Sede
 




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