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Roscigno - statale 166 degli Alburni: scampata tragedia per giovane bancario, lettera del padre ad Edoardo Cosenza


22-09-2011

Pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta che Michele Albanese ha inviato all'assessore regionale alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza, e per conoscena al presidente della Giunta Regionale, Stefano Caldoro, e al presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli.
La missiva si riferisce alla scampata tragedia di Alfiero Albanese, lunedì mattina, mentre percorreva la SS 166.

“Non sarà necessario effettuare alcun intervento ulteriore e straordinario di messa in sicurezza sulla Statale 166 degli Alburni, all’altezza del comune di San Rufo, in seguito alle piogge dei giorni scorsi” sono le Sue parole, Egregio Signor Edoardo Cosenza, Assessore Regionale, eppure un “intervento straordinario” c’è stato: quello di un angelo che ha fatto sì che, Lunedì 19 Settembre, mio figlio non fosse colpito per pochi centimetri (3/5) da quel masso staccatosi dalla roccia che, dopo aver sfondato con violenza il tetto dell’auto, vi è entrato, cadendo dietro lo schienale del sedile dell’auto da mio figlio occupata. Poteva essere una tragedia per la mia famiglia.

E domani per un’altra. Lei non può sentire la mia rabbia, non può vedere le lacrime di una madre che abbraccia il figlio “miracolato”, ma può leggere queste mie parole e rifletterci sopra. Ogni nascita la considero un miracolo della vita, non credevo di dover considerare un miracolo anche il vivere o il sopravvivere, scampando alla morte per pochi centimetri.

Ci sono stati gli incendi estivi, ora arrivano le piogge. Il terreno si sfalda e crolla. Ed il suo intervento si limita a dire che “non sarà necessario effettuare alcun intervento ulteriore e straordinario di messa in sicurezza sulla Statale 166 degli Alburni”, nonostante la “zona è già stata classificata ad alto rischio idrogeologico” . Devo pensare che la statale 166 degli Alburni possa diventare la “strada della morte” ?

Lei stesso afferma che c’è stata “la messa in sicurezza del costone roccioso per un breve tratto della statale stessa, dal chilometro 55 e 150 al chilometro 55 e 300, in seguito ai quali è stata riaperta. " Un breve tratto! Solo un breve tratto sicuro? Perché? “Un tratto breve” quanto poteva essere breve la vita di mio figlio. Ma non solo: chiunque poteva trovarsi a passare di lì. Provi ad immaginare, per un attimo, se al posto dell’auto di mio figlio, in quell’istante, fosse transitato quel pullman, carico di studenti, che solo 5 minuti prima aveva attraversato quel “maledetto” breve tratto stradale. Le assicuro, senza esagerare, che sarebbe stata una strage. Su quelle rocce così “friabili” non crescono fiori, e non vorrei che quella strada ne vedesse sull’asfalto melmoso a ricordo di una vita persa.

Egregio signor Cosenza, non aspettiamo che si verifichi l’irreparabile!

Le Sue parole mi lasciano stupito: "Nessuna frana, dunque, ha interessato la zona. Occorrerà semplicemente procedere ad una ordinaria pulizia del piano stradale con la rimozione dei materiali caduti. Nessun intervento di messa in sicurezza avrebbe potuto contenere la caduta di detti materiali …”

Ma prima di dichiarare ciò Le chiedo se si è reso conto di ciò che dichiarava, se sapeva, realmente, ciò che era accaduto. Non ha pensato che forse sarebbe stato il caso di chiedere prima chiarimenti a chi, come i Vigili Urbani del Comune di San Rufo, avevano fatto un sopralluogo. Non poteva richiedere prima il verbale redatto dagli stessi ? Non poteva interessarsi realmente di ciò che effettivamente era accaduto?

Io, al suo posto, minimo avrei esaminato le foto dell’accaduto o sarei andato sul posto a verificare e non avrei licenziato la delicata questione che coinvolge gli uomini di un territorio con un freddo comunicato. Mi dispiace, ma non si può trattare così una persona, un territorio, un popolo che già paga di suo un prezzo altissimo per il solo fatto di non aver potere politico. Questa è mancanza di rispetto nei confronti di gente indifesa.

Non sto attribuendo colpe a nessuno, ma chiedo come padre e come cittadino che vengano presi urgenti provvedimenti di messa in sicurezza di tutta questa strada, viste le condizioni in cui si trova ed i pericoli ai quali sono esposti sia gli abitanti della zona che i pendolari che si spostano verso i centri del Vallo di Diano per motivi di lavoro o di studio.

Non sono un tecnico, ma credo che oltre alla “pulizia del piano stradale” da Lei paventata, si debba intervenire sul costone roccioso con una forte rete metallica, ma sicuramente al Genio Civile di Salerno ci sono persone più competenti di me in materia. Ed è anche a Loro che mi rivolgo, perché intervengano subito, perché non voglio più pensare che siano più veloci e sicuri gli “interventi divini” che quelli di chi di dovere, così come ora mi ritrovo a credere.

Come padre ho il dovere di richiedere tutti i chiarimenti a riguardo e li richiederò, ovviamente, nelle opportune forme e nei dovuti modi. Ho bisogno di sapere chi ha autorizzato l’apertura della statale 166, dopo gli incendi di questa estate, e se sono stati calcolati i rischi relativi a una probabile caduta di pietre e detriti sul manto stradale. Come cittadino ho diritto di avere la garanzia che questa strada sia sicura e che da essa non debba più dipendere la vita di nessuno.

Sig. Cosenza Le auguro, infine, di non dover mai subire ciò che ha subito mio figlio e con lui io e la mia famiglia. Le auguro di non dover mai versare le lacrime di terrore che ho versato io e di non dover mai alzare gli occhi al cielo per lo scampato pericolo della morte di un figlio. In momenti come questi speravamo in una risposta diversa da parte delle istituzioni preposte e non in una glaciale “Lavata di mani” fatta, tra l’altro, attraverso un gelido comunicato.

Michele Albanese c/o BCC “Monte Pruno” di Roscigno e Laurino- Roscigno (SA)
 

tratto da: www.radioalfa.it




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