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Federlab: Cavallo lancia sos “Centri di diagnostica ed analisi della provincia di Salerno costretti a ricorrere alla cassa integrazione, a rischio 400 posti di lavoro”


15-09-2011

L’ombra della cassa integrazione sui centri di diagnostica ed analisi della provincia di Salerno. A lanciare l’sos è il vice presidente di Federlab Campania, il salernitano Pierpaolo Cavallo, il quale ricorda come già a fine luglio sia stato chiesto all’assessore regionale al Lavoro Severino Nappi, di applicare “anche per i centri privati la cassa integrazione in deroga”.

Ebbene, ricorda Cavallo: “nei primi giorni di apertura della procedura, decine di centri ne hanno fatto richiesta. E il numero, nelle prossime settimane, potrebbe crescere ancora. Solo per la provincia di Salerno si parla, infatti, di almeno 110 centri sui 220 complessivi presenti, pronti a presentare analoga richiesta”.

A costringere i titolari dei laboratori a correre ai ripari, secondo il “numero due” di Federlab, sarebbe “la riduzione anche per il 2011, dei tetti di spesa previsti dalla Regione”. “Nonostante il disavanzo dal deficit sanitario stia lentamente rientrando - spiega ancora Cavallo -, il governatore Caldoro, invece di aumentare il budget, ha pensato bene di diminuirlo. Rispetto a un anno fa siamo scesi dal 5 al 4,7 per cento quando sarebbe bastato aumentare il budget di appena quattro decimi di punto, arrivando al 5,4 per cento, per garantire la vita di tutti i nostri centri”.

“Ogni anno - denuncia il vicepresidente di Federlab - le prestazioni convenzionate terminano nel mese di novembre e, quando va male si fermano a ottobre, o, in qualche Asl, perfino a settembre”. Considerando che quasi il 70 per cento dell’intero fatturato è garantito dalle prestazioni convenzionate, “siamo costretti per forza - avverte il vicepresidente del sindacato dei laboratoristi - a ricorrere a provvedimenti disperati come la cassa integrazione in deroga”.

Conti alla mano, sarebbero almeno 400 i posti di lavoro a rischio nella provincia di Salerno. E la tagliola potrebbe abbattersi sui centri già a partire dal prossimo mese di ottobre. Per l’Azienda sanitaria della città di Arechi, infatti il budget 2011 ammonta a circa 50 milioni di euro: “al 30 giugno, però - fa sapere Pierpaolo Cavallo - l’Asl di Salerno aveva già impiegato oltre metà di quei fondi”. Il vero problema, tuttavia, si presenterà quando saranno esaurite le prestazioni: “a quel punto i pazienti non avranno scelte.

O si metteranno nelle mani del servizio pubblico, rischiando di finire nel girone dantesco delle liste d’attesa, oppure continueranno ad affidarsi ai centri privati, pagando di tasca propria”.

Proprio per questo, rilancia Cavallo, “come Federlab Canpania ci siamo mossi per venire incontro alle richieste dei pazienti chiedendo ai nostri iscritti di applicare il tariffario Asl e non quello privato, che è più alto, in modo da poter garantire una sorta di costo sociale agli utenti per contenere il loro disagio”.

“Disagio che, occorre ricordare, si presenta per il quarto anno consecutivo. Iniziato con Bassolino governatore, questo problema permane anche con la presidenza Caldoro e non se ne vede mai la fine” conclude il vicepresidente di Federlab.

 

tratto da: www.salernonotizie.it




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