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Il Codacons in risposta alla questione del tabellone pubblicitario a Sassano


08-08-2011

E' apparsa, sulla Sua Testata giornalistica, una lettera a firma del titolare della ditta che si appresta a impiantare un cartello luminoso di 6 metri quadrati a Silla di Sassano, ottenendo una concessione di suolo pubblico gratuita da parte del Comune attraverso la delibera n. 77 del 21 luglio u. s., nella quale si legge che tale concessione “viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale”.
Con un nostro comunicato, abbiamo fatto rilevare agli Amministratori (sono anch’io cittadino di Sassano) che il ritornello del “non ci sono soldi” va recitato in tutte le occasioni, anche in quelle di impegno di spese per manifestazioni pubbliche al di fuori delle tradizioni locali con improbabili benefiche ricadute economiche sul comprensorio. Queste litanie (e qui non a caso utilizzo un vocabolo di tradizione religiosa) le abbiamo lette nei documenti ufficiali e a queste litanie i cittadini si stanno ormai abituando da oltre un anno. Quindi nessun intento di voler far risorgere un’opposizione tradizionalmente dormiente. Tanto dormiente che nel quinquennio 2005-2010 non è punto esistita. E su questo, pertanto, il titolare della ditta può stare tranquillo. Potrà quindi non prodursi in ulteriori interventi a difesa delle azioni amministrative del Comune di Sassano.

Caro Direttore, Ella noterà come, nel nostro comunicato del 2 agosto u.s., non era affatto nominata la ditta proprio per non dare l’impressione che il motivo del contendere fosse il rapporto tra la stessa e l’Ente. Infatti, era il percepito diverso atteggiamento dell’Ente nei confronti dei cittadini rispetto a quello nei confronti di una ditta privata (che non menziono nemmeno in questo frangente per ovvi motivi di opportunità) che interessava l’associazione, che in genere si muove solo su sollecitazione dei cittadini. Anche perché nella delibera si legge- ripetiamo- che la concessione di suolo pubblico “viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale”. Allora, non mi ritengo un ignorante, ma solo una persona - rispettosa della funzione delle istituzioni sul territorio - che legge l’Italiano in modo corretto e usa la logica in modo coerente, perché - leggendo quanto virgolettato sopra - delle due l’una: o il Comune sta facendo una sorta di regalo alla ditta, o la ditta sta facendo un regalo al Comune. E perciò, stando alla sentenza della Corte di Cassazione citata dal rappresentante legale della ditta stessa, resterebbe ancora valida la nostra proposta: è opportuno rivedere i termini della delibera, proprio per non dare l’impressione di fare (o ricevere?) improprie elargizioni.

E poi, a proposito di disinformazione e di ignoranza delle cose, vorremmo infine sottolineare che nello Statuto del CODACONS, tra gli obiettivi statutari vi è il seguente: la vigilanza sulla corretta gestione del territorio da parte della Pubblica Amministrazione in materia di pubblici servizi, ivi compresi il credito, la vigilanza sulle assicurazioni, il mercato mobiliare, il servizio farmaceutico, i trasporti, le telecomunicazioni e servizi in materia urbanistica ed edilizia (artt. 33 e 34 d.lgs.80/98). Ebbene, quando siamo velatamente accusati di interessarci di cose che non ci competono, salvo poi vedere che l’interesse statutario è ampiamente preservato, sembra quasi manifesto il desiderio che la nostra associazione debba interessarsi di cose che avvengono “altrove”, per non disturbare troppo la “realtà immanente”. Così anche i mercati comunali si possono tranquillamente svolgere nei campi sportivi e le piste di atletica possono essere placidamente ricoperte di asfalto, come pure si può fare con i binari di una linea ferroviaria mai dismessa, senza che nessuno ne provi eccessivo disturbo. E immagino, caro Direttore, che anche la Sua professione di giornalista, notoriamente difficile, diverrebbe meno onerosa, se si volesse raccontare solo delle sagre e dei concerti, tralasciando di riprendere alcuni aspetti della “realtà immanente” che potrebbe, con la pubblicizzazione e il confronto, essere migliorata con l’apporto di tutti, anche di una semplice associazione di volontariato a tutela dei diritti del cittadino. In questo modo le piste di atletica in asfalto non esisterebbero, i mercati si svolgerebbero in aree pertinenti e la strada ferrata sarebbe preservata per un opportuno futuro utilizzo (si spera!).

Cordiali saluti,
Roberto De Luca - Responsabile Sede CODACONS Vallo di Diano
 




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