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GAL Vallo di Diano - Roberto De Luca: "potrebbe essere un vero punto di forza per il nostro territorio. Restiamo in attesa dell'attuazione dei progetti"


08-08-2011

Il Gruppo di Azione Locale (GAL) è una società consortile, che può essere composta da soggetti pubblici o privati, avente come scopo lo sviluppo locale di un’area rurale. Il GAL del Vallo di Diano ha nominato di recente un Coordinatore e un RAF (Responsabile Amministrativo Finanziario). Per maggiori informazioni sui nominativi si veda il sito: http://www.galvallo.it/. Questi Gruppi di Azione, che nulla hanno a che vedere – se non per assonanza - con alcune formazioni di lotta politica, elaborano un PAL (Piano di Azione Locale). Da qui il titolo: un Responsabile del GAL Vallo di Diano, che già si è fornito di Piano di Azione Locale. Ora, per realizzare il PAL, il GAL si avvale dei fondi stanziati nell’ambito dei programmi della comunità europea denominati LEADER. IL GAL, quindi, è uno strumento di programmazione (redige quindi il PAL secondo determinati criteri) e di attuazione dello stesso PAL attraverso i fondi europei. Pertanto, in una prima fase, si propongono dei modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio (il PAL, appunto) redatto secondo le indicazioni del PSR (Programma di Sviluppo Rurale), che stabilisce le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire nel periodo 2007-2013. A questa fase segue una fase attuativa (essenzialmente un ampliamento dei programmi LEADER) che il coordinatore e il RAF sovrintendono dal punto di vista tecnico ed amministrativo, rispettivamente.
Se ad un primo acchito questo accrocco di sigle potrà risultare un po’ difficile da seguire, è da dire che lo strumento socio-politico del GAL potrebbe essere un vero punto di forza per il nostro territorio. Infatti, se non si seguisse la logica dei malpensanti, che guardano al GAL come a un’ennesima opportunità per soddisfare richieste clientelari che provengono da una società stremata da una crisi economico-finanziaria di lunga durata e da un’eccessiva strumentalizzazione, a fini di bottega, dei soldi pubblici, allora potremmo dire che i cospicui finanziamenti ottenuti per lo sviluppo delle aree rurali potrebbero servire, finalmente, a superare quei nodi che da secoli affliggono la società contadina del luogo. Eppure, leggendo tra i progetti presentati e in attuazione, ne notiamo uno con uno strano nome: ”Il parco del porco”.
Per quanto riguarda il Vallo di Diano, se ritorniamo indietro con la memoria all’esperienza degli altri LEADER (1 e 2) non possiamo dire certo che la ricaduta sul territorio e gli effetti posti in essere siano stati particolarmente significativi per l’economia locale. Mentre nel caso del LEADER 1 si possono ancora scorgere in giro – a distanza di 15 anni - tentativi di valorizzazione del territorio anche attraverso strategie promo-pubblicitarie e di identificazione attraverso un marchio (Vallo di Diano Natura&Cultura), del secondo non si ha notizia alcuna e se ne ignorano (ahinoi!) le ricadute.
Effettivamente, bisognerà conoscere e giudicare il contenuto del progetto “il parco del porco”, come di altri messi in campo dal GAL Vallo di Diano, quando questi diventeranno esecutivi. Noi siamo tranquilli, tuttavia, come cittadini, che tutti i fondi a disposizione del GAL verranno utilizzati per la soluzione (se non totale, almeno parziale) di alcuni problemi quali, ad esempio, l’abbandono progressivo dell’agricoltura, l’eccessiva parcellizzazione delle colture, l’assenza quasi endemica di cooperazione, il riproporsi di nuovi rischi ambientali (episodi di sversamento di rifiuti tossici a più riprese interrati nei nostri terreni vergini), l’assenza di una rete di trasporto pubblico tra i Comuni consorziati, l’erosione di terreni agricoli da parte di capannoni prima nominati e poi abbandonati, e così via. E il tutto sarà affidato alla perizia amministrativa del RAF del GAL. Buon lavoro, allora, e in bocca al lupo – eh sì! – a tutti i cittadini del Vallo di Diano in attesa di quel tanto atteso sviluppo rurale!


Roberto De Luca
 




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