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A Sala Consilina "Storie di scorie" di Ulderico Pesce, un artista testimone di impegno civile


18-06-2011

Il 5 giugno scorso il Comitato referendario 2 Si per l’acqua pubblica e contro il nucleare- Vallo di Diano ha offerto al comprensorio lo spettacolo “Storie di scorie” di e con Ulderico Pesce. Al di là della propaganda politica ed oltre i ragionamenti, le parole e gli slogan volevamo coinvolgere direttamente le persone e suscitare quelle emozioni forti che dal cuore salgono dritte al cervello e ridiscendono fino alle mani per farti scegliere il Si. L’inizio della piece teatrale era fissato alle 21,00 ma lo abbiamo posticipato di un’ora, su esplicita richiesta dell’artista che, rammaricato per la scarsa presenza di pubblico, ci diceva: “è un peccato non vederlo”. In quell’istante ho conosciuto un altro Ulderico Pesce, ossia una persona che avrebbe voluto incontrare quanti più individui possibile per comunicare il suo messaggio di impegno civile sul tema della pericolosità dell’energia nucleare e della difficoltà dello smaltimento delle relative scorie. Quel “aspettiamo ancora un poco” non l’ho interpretato come espressione della malcelata vanagloria di un attore che voleva la sala piena per sé, ma come sincero dispiacere per non riuscire a convincere ancora altra persone a dire No al nucleare. I pochi spettatori, a suo dire, erano il segno di una scarsa sensibilità ad una tematica che lo ha visto impegnato in prima fila in vere e proprie battaglie per la difesa dell’ambiente della sua terra, la Basilicata, fino al punto di ricevere minacce di morte e di vedersi assegnata una scorta. Il suo spettacolo “Storie di scorie” è ambientato a Scanzano Ionico ed inizia il giorno prima della mobilitazione contro la decisione del governo dell’epoca di allocarvi il deposito nazionale delle scorie nucleari, salendo a ritroso nel tempo per raccontare la storia del protagonista che nel corso della sua vita si ritrova spesso ad avere “problemi con il nucleare”. Il testo teatrale diventa così per l’autore l’espediente per motivare il suo impegno civile contro tale energia, tanto forte da indurlo a coinvolgere migliaia di persone in una raccolta di firme per rimuovere un tubo, corroso in più punti, che, partendo dal centro Enea di Trisaia di Rotondella, passava per terreni agricoli fino a versare nel mare le acque di raffreddamento delle circa 64 barre di uranio che si trovano in quel centro. Quanta rabbia nel racconto che ci ha offerto fuori programma, per spiegare come avessero lavorato male i due operai nel coinbendare il tubo in questione, senza le opportune precauzioni; quanto dispiacere nel dirci che uno di loro è morto l’anno scorso per cancro al fegato. Fino alla fine l’attore ha continuato ad arringare le persone presenti affinchè, al di là delle posizioni ideologiche o ideali, giungessero ad una condivisione del problema in sé. Molte volte ha richiamato gli astanti a rimuovere dal di dentro quell’animale che porta a disinteressarsi del bene comune, troppo presi da miseri e biechi calcoli egoistici su ciò che è più opportuno per ognuno. La figura di un attore, che si spoglia dei suoi panni e diventa un amico con cui percorriamo un tratto della nostra vita, è apparsa in tutta la sua grandezza e si è stagliata così alta da coinvolgerci tutti, come un mantello avvolgente di consapevolezza nuova. Sei sembrato, caro Ulderico, così maestoso e prorompente, quasi a voler, con tutta l’energia che avevi in corpo, ricacciarti dentro quell’ansia che mi avevi trasmesso, prima dell’inizio dello spettacolo, con la domanda “ma ce la facciamo a raggiungere il quorum?”. Non ti avevo rincuorato con una risposta ferma e decisa, perché anch’io ero sinceramente dispiaciuta per i pochi spettatori, circostanza che gravava come un macigno su quel si che tu volevi che pronunciassi. A ben pensarci, avevamo torto ad essere tu così teso ed io così pessimista, perché la nostra paura non ci aveva dato speranze. E invece no,la gente era con noi, anche se non ci era fisicamente vicina! Certo il risultato nazionale è stato di gran lunga migliore di quello del nostro comprensorio territoriale, ma va là che non c’è tempo di sconfortarsi, perché bisogna spingere avanti lo sguardo ed affrontare sempre nuove sfide. Salutando gli spettatori dal palco li ha invitati a visitare il suo sito ed a firmare un’altra petizione popolare , finalizzata stavolta ad un migliore sistema di controllo della pericolosità dei siti di stoccaggio delle scorie nucleari. Salutandomi ci siamo detti “a presto”, convinti che ci saranno altre occasioni per organizzare incontri che andranno al di là del teatro, dritti al cuore di ogni partecipazione e mobilitazione che ci vedrà essere al fianco di chi, come Ulderico Pesce, ha fatto e farà della sua professione una testimonianza viva e concreta di impegno civile.

Maddalena Robustelli
 




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