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Il Codacons interviene su alcuni articoli della stampa locale per precisare la sua posizione


28-05-2011

LA NOSTRA CORRETTEZZA ESIGE IL PARI DA PARTE DELLA STAMPA LOCALE

E’ apparso oggi sulla stampa locale un articolo a firma di Aldo Bianchini, in cui l’esperto giornalista fa intendere, probabilmente a seguito di un grave fraintendendo del nostro comunicato del 25-05-2011, che fosse nostra intenzione criticare aspramente l’operato la Procura della Repubblica di Sala Consilina. Il giornalista infatti scrive: Roberto De Luca se la prende, questa volta, con la Procura della Repubblica di Sala Consilina in generale e più direttamente con il pm Carlo Rinaldi reo, secondo il Codacons, di aver ritenuto che “ non emergono fattispecie penalmente rilevanti nell’ambito della vicenda riguardante i ripetuti allagamenti dei terreni in contrada Sant’Agata e San Giovanni in Sala Consilina a seguito dell’esondazione del fiume Tanagro”.

Il fraintendimento (gravissimo!) è dovuto al fatto che si sono riportate le parole estrapolate dall’interrogazione parlamentare a firma dell’On. Leoluca Orlando e dell’On. Formisano (Seduta n. 451 del 23/3/2011) “… quello che colpisce è l'inerzia delle istituzioni a prevenire questi eventi e a far fronte all'emergenza, cosa che certamente non è sfuggita ai cittadini del Vallo di Diano”, attribuendole a noi. Aggiungendo questa frase alla nostra conclusione, che si basava su altri presupposti, il giornalista ha scritto: … il Codacons non è convinto, tanto che chiude il comunicato scrivendo: “… quello che colpisce è l'inerzia delle istituzioni a prevenire questi eventi e a far fronte all'emergenza, cosa che certamente non è sfuggita ai cittadini del Vallo di Diano … Per questi motivi proporremo opposizione alla richiesta di archiviazione del PM, chiedendo che giustizia venga fatta”.

Se si identificassero, pertanto, le “istituzioni” con la Procura di Sala Consilina (cosa alla quale nemmeno l’interrogazione poteva far riferimento, essendo le indagini all’epoca ancora in corso), si potrebbe bene intendere che noi abbiamo voluto aspramente criticare l’operato della Procura di Sala Consilina, mentre abbiamo riportato soltanto i fatti, senza alcun intento di critica. Facevamo anche presente che noi crediamo che si possa ancora provare, con la nostra opposizione, che esistono delle responsabilità oggettive nella drammatica vicenda dell’alluvione del Vallo di Diano. Il nostro comunicato, infatti, si conclude in questo (e non in altro) modo, diversamente da quanto riportato da AltroDiano:
La sede Codacons di Sala Consilina ricorda che, prima che avessero inizio i lavori (a fine marzo 2011!), il primo sopralluogo da parte del Genio Civile è avvenuto dopo circa un mese dalla prima alluvione del novembre 2010. Ricorda ancora che, a causa dei ritardi nella definizione dei lavori di “somma urgenza”, la cittadinanza è stata costretta a passare molte notti nel terrore che le proprie abitazioni venissero invase dall’acqua. Per questi motivi proporremo opposizione alla richiesta di archiviazione del PM, chiedendo che giustizia venga fatta.
Quindi, la nostra opposizione si baserà su fatti concreti e provati, non solo sull’umana pietà, che pure alberga sicura nel nostro animo. L’interrogazione parlamentare, infine, è stata da noi riportata, per esteso, in un nostro comunicato (25-03-2011) e può essere reperita sul sito del Parlamento http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed451/BINTERO.pdf per confermare quanto diciamo.

Non ci stupiamo affatto di operazioni siffatte, per le quali noi dobbiamo apparire come degli imbecilli agli occhi dei benpensanti. Se veramente la gente si convincesse di ciò, infatti, non solo la nostra immagine verrebbe danneggiata, ma lo stesso corretto svolgersi dell’inchiesta sarebbe alterato, a tutto danno del territorio e dei cittadini. In questo modo, anche le altre nostre altre segnalazioni potrebbero essere tenute in poco conto e la carta stampata potrebbe chiudere i battenti ai nostri comunicati, cosicché “giustizia sarebbe finalmente fatta” nei confronti degli impenitenti rompiscatole che non vogliono tacere per lasciar parlare solo una singola voce ufficiale, quella dell’amico del giaguaro, famelico felino al quale tutto è permesso e per il quale immense lodi sono dovute.

Roberto De Luca
 

Codacons




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