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Maggiore attenzione al comparto dei piccoli allevatori del Vallo di Diano.


18-03-2011

Il Dirigente della Giovane Italia, Giuseppe Rinaldi interviene sull’annosa questione delle quote latte nel comprensorio del Vallo di Diano. Il giovane Rinaldi, residente a Montesano Sulla Marcellana, dichiara sul tema: “Ascoltando ed approfondendo lo stato attuale delle piccole aziende nel settore dell’allevamento, ho riscontrato preoccupanti situazioni in particolar modo per la vicenda relativa alle quote latte. Ogni produttore è titolare di una quota latte che gli è stata assegnata ad inizio attività la cui misura deve essere ogni anno rispettata pena una multa salatissima”. Continua Rinaldi che ha chiesto un approfondimento del tema anche al Presidente del Patto Territoriale Tematico Vallo di Diano Giovanni Graziano, ente in cui lo stesso Rinaldi è Consigliere d'Amministrazione: “Il problema suddetto si avverte di più nelle piccole aziende. Se ad esempio in un’azienda con sette capi, tre di questi in un anno non riescono a partorire, quindi a produrre latte, non avendo le risorse finanziarie per sostituire le lattifere, si attendono i mesi successivi sperando che le cose migliorino ma nel frattempo l’anno fiscale si è concluso e non si è raggiunta la produzione dovuta. Questa situazione è anche motivo di esclusione anche dalla graduatoria regionale di aumento della quota latte stessa e qualora si scendesse al di sotto dell’80% la quota latte stessa viene man mano ridotta”. Continua Rinaldi, dopo aver visitato alcune aziende del settore nel suo Comune a Montesano Sulla Marcellana: “Per restare nell’esempio di prima, se da sette capi nello stesso anno si vorrebbe passare a nove per aumentare un po’ i guadagni, non è possibile farlo perché i requisiti richiesti dalla Regione per l’accoglimento della domanda di aumento di quota tengono conto solo della produzione dell’anno precedente, che potrebbe essere andata male per i casi sopra citati, e non si tiene conto delle lattifere presenti in azienda al momento della presentazione della domanda. Quindi, in generale, cosa dovrà farsene l’agricoltore del latte in esubero prodotto in quest’anno? Venderlo ed andare in multa e quindi violare le regole comunitarie o buttarlo?” Conclude Rinaldi: “Provvederò ad inoltrare un dossier di detta situazione alla Regione Campania affinché valuti dettagliatamente il da farsi, tenuta in considerazione anche la recente modifica comunitaria, e metta in condizioni le piccole aziende del settore di lavorare affinché la regola delle quote latte non impedisca realmente di far crescere l’intero comparto ”.
 

Giuseppe Rinaldi




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