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Sassano: oggi giornata contro la camorra


18-03-2011

Venerdì 18 marzo approfittando del lungo ponte festivo Nazionale, la Consulta delle Donne di Sassano, rappresentate dalla Coordinatrice Antonietta Iannibelli, con il patrocinio del comune di Sassano, nello spledido scenario della nuova Biblioteca Comunale del Palazzo Babino , mette a segno un altro Incontro-Dibattito di una forte e importante tematica sociale “Le Strade della Violenza – Giornata contro la Camorra”. Anticipando di un giorno la giornata del ricordo delle vittime della Camorra che dal 2009 , il 19 Marzo istituito come festività Regionale, in onore di don Giuseppe Diana, chiamato anche Peppe Diana o Peppino Diana (Casal di Principe, 4 luglio 1958 – Casal di Principe, 19 marzo 1994), è stato un presbitero e scrittore italiano, assassinato dalla camorra per il suo impegno antimafia, ucciso alle 7.30 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, don Giuseppe Diana viene assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe, mentre si accingeva a celebrare la Santa Messa. Due killer lo affrontano con una pistola calibro. I cinque proiettili vanno tutti a segno, due alla testa, uno in faccia uno alla mano e uno al collo, Don Peppe Diana muore all'istante. L'omicidio, di puro stampo camorristico, fece scalpore in tutta Italia. A discutere e a parlarne ci saranno oltre il sindaco Dott. Tommaso Pellegrino e l’assessore Mario Trotta, per i saluti e l’accoglienza, uno dei più Grandi scrittori e studiosi della Camorra, ma delle associazione mafiose in genere, l’On. ISAIA SALES già sottosegretario di Stato al bilancio e al tesoro e che prendendo spunto dal suo libro “ Le Strade della Violenza. Malviventi e bande di camorra a Napoli“ (L’ancora del Mediterraneo Editore Anno 2006 – euro 16,50 ) resoconto di anni di studio, molto severo e puntuale, della camorra che viene da lui analizzata nella sua evoluzione storica, nella sua antropologia, nella frammentata sua organizzazione, nella sua attività criminale all’interno della cintura metropolitana del capoluogo partenopeo e dei circa 40 chilometri quadrati attorno a Napoli, una sorta di recinto nel cui ambito è venuta a consolidarsi storicamente la sua invasiva presenza. E’ inutile dire che Sales è un autore e politico molto discusso e criticato, motivato in parte, che egli, da sempre, è particolarmente vicino a Bassolino. l testo di Isaia Sales Le strade della violenza traccia un’analisi dettagliata della camorra in Campania dall’800 ai giorni nostri, analizzando l’etimologia di questo termine ed evidenziando, nel particolare, i comportamenti e gli atteggiamenti tipici di questa enclave illegale costantemente presente nel tessuto sociale regionale. Egli sottolinea, inoltre, il ruolo di equilibratore sociale da essa acquisito fin dalle sue origini, dimostrando l’impotenza delle istituzioni dinanzi ai rischi di entrare in un meccanismo di illegalità sostenuto e legittimato da una grossa fetta di popolazione, “il popolo”. Sales, si distacca dal luogo comune secondo cui la camorra sarebbe la rivalsa dei nullatenenti, dimostrando che essa, piuttosto, rappresenta il canale di ascesa sociale di ceti sottoproletari. Gli aderenti mirano, in altre parole, all’accrescimento del benessere e della loro ricchezza piuttosto che al superamento delle povertà. A difendere la legalità e parlare delle lotte dello Stato contro la Camorra ci sono il Dott. Amato Barile, Capo della Procura della Repubblica di Sala Consilina e il Dott. Catello Maresca , Sostituto Procuratore Antimafia di Napoli, mentre le conclusioni sono affidate all’ on. Maria Grazia Laganà Fortugno medico italiana, deputata del Partito Democratico, vedova di Francesco Fortugno, già vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria ucciso dalla 'ndrangheta il 16 ottobre 2005. È figlia dell'ex deputato Mario Laganà. A seguito della morte del marito, Maria Grazia Laganà viene eletta deputato alle elezioni politiche del 2006, candidata nella lista dell'Ulivo in Calabria. La moderazione e il coordinamento dei lavori sono commessi da Luigina Loguercio.

MICHELE D’ALESSIO
 




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