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Prosegue "Artificiando in Scena": domenica appuntamento con la Giovine Compagnia di Procida con lo spettacolo "Uno coi capelli bianchi" di E.De Filippo


11-03-2011

Proseguono le domeniche a teatro della 4^ edizione del Festival Nazionale del Teatro e delle Arti “ARTIFICIANDO IN SCENA 2011” col secondo appuntamento del cartellone teatrale del Teatro Don Bosco di Polla, con la “Giovine Compagnia” di Procida, che porta in scena una commedia poco conosciuta di uno dei più grandi autori del Teatro Napoletano, attore e poeta, Eduardo De Filippo, UNO COI CAPELLI BIANCHI, scritta nel 1935 e appartenente al filone della “Cantata dei giorni pari”.

La Giovine Compagnia, nasce ufficialmente (con questa denominazione) nel febbraio 2003, e la denominazione fu attribuita da Giovanni Intartaglia in onore del fondatore del gruppo, il vulcanico Luigi Iovine, per anni regista e unico promotore del teatro nell’isola di Procida. Dopo una brillante quanto estemporanea esperienza teatrale al Procida Hall con "Il cantare di Bertoldo", che lo vedeva protagonista, Luigi Iovine decise di fare da solo e di allestire uno spettacolo, famoso quanto arduo, riunendo un gruppo di amici attorno al copione di "Natale in Casa Cupiello" di E. De Filippo (1991).
Il successo fu immediato e nel giro di 8 anni inanellò una serie ininterrotta di consensi fino al 1999. Dopo un periodo di inattività, è il fratello Raffaele Iovine a subentrare nel ruolo di coordinatore e regista, e sotto la sua guida, "La Giovine" raccoglierà quanto seminato negli anni, affermandosi come una validissima "Scarpettiana". Negli ultimi tempi si sta tentando di intraprendere un nuovo percorso verso testi meno conosciuti e con contenuti di maggior spessore.

La commedia UNO COI CAPELLI BIANCHI potrebbe essere titolata “Vituperio della vecchiaia”, di una certa vecchiaia. Il protagonista della vicenda Battista Grossi, sembra soffrire l’uscita di scena, fa fatica a cedere il passo e, se a parole accetta di fare largo ai giovani, nella realtà li contrasta, li sabota, li boicotta, li deride. Lui stesso sembra non esserne consapevole, non riesce a scorgere i reali motivi del suo agire, eppure sempre più caparbiamente continua a coltivare la zizzania nel campo della famiglia, degli affari, delle amicizie.
Forse è invidioso della gioventù che tenta di emergere, delle famiglie affiatate, della rispettabilità e delle fortune altrui, ed usa il suo credito per screditare, la sua veneranda età per allontanare da sé ogni sospetto, sempre pronto a ribaltare le accuse o a rischiare umilianti dietro-front. E’ questo il suo complesso: il lacerante percepirsi meno degli altri, che lo induce a dir male, per apparir ARTI
Battista Grossi è senz'altro uno dei personaggi più sgradevoli di tutto il teatro di Eduardo, per il quale l'autore mostra apertamente il suo disprezzo. I suoi comportamenti durante i tre atti sono sempre caratterizzati dalla menzogna e dalla manipolazione della verità. Si nasconde dietro il suo "avere i capelli bianchi", si fa forte dell'esperienza che gli viene dall'età per raggirare il prossimo. Ma quanti Battista Grossi si nascondono dietro altre e ben più subdole maschere per dir male del prossimo, per squalificare le felicità altrui, per diffondere calunnie e divisioni, illudendosi che infangando gli altri, si possa accrescere il proprio merito?
Questi tre atti di Eduardo furono rappresentati per la prima volta nel 1938, ed Eduardo interpretava Battista, Peppino era Giuliano mentre la moglie di Battista, Teresa, era interpretata da Titina. Il pubblico apprezzò molto ma, proprio a causa del suo finale così duro (il genero Giuliano schiaffeggia ripetutamente il vecchio Battista), non mancarono le polemiche tra coloro che si schieravano a favore di Battista e quelli a favore di Giuliano, tanto che alla terza rappresentazione Eduardo scrisse un secondo finale, in cui il vecchio ancora una volta riusciva a raggirare il genero anche se, come spiegò lui stesso in occasione della pubblicazione della commedia, «A me sembra più giusta la prima soluzione perché più aderente alle intenzioni artistiche che han dominato la composizione di Uno coi capelli bianchi». Da allora si continuò a rappresentare la commedia con entrambi i finali ma dopo un paio di stagioni non fu più messa in scena.


Direttore Artistico del Festival
Arch. Nicola Piccolo




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