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Altavila: torna l'impianto di compostaggio e le polemiche


29-11-2005

Gira e gira e tra Altavilla ed Albanella si torna a parlare di rifiuti. E a volte, come nei film horror, certe idee più spaventano e più ritornano. Ci riferiamo all’idea di localizzarvi da questo parte il solito un impianto per lavorare i rifiuti. Progetto già affacciato per la località Tenimenti, la zona di Altavilla affacciata sugli Alburni, e poi ritirato sull’onda della reazione popolare dei residenti. “Capitolo chiuso”, garantì allora Antonio Di Feo, sindaco di Altavilla. La notizia: “Emergenza rifiuti, per Nicola Palo, direttore generale del Consorzio di Bacino Salerno 2, è fondamentale realizzare nuovi impianti. Il Consorzio di Bacino ha già pronto un progetto per realizzarne uno di compostaggio. Il commissariato ha stanziato 7 milioni per realizzare l’impianto che potrebbe trattare dalle 28 alle 30 mila tonnellate di rifiuti organici, il 50 % di quelli catturabili in provincia che produce circa 120 mila tonnellate annue. L’impianto potrebbe sorgere ad Altavilla Silentina, nell’alta valle del Sele. Garantirebbe 15 assunzioni, più otto nell’indotto”. Così in una nota uscita sul quotidiano “Il Denaro” il 13 luglio del 2005 la faccenda è stata resa nota. In piena calura estiva la notizia è passata inosservata. Per poi essere rilanciata in questi ultimi giorni quando, per la necessità di effettuare le prime verifiche tecniche sul terreno, il proponimento è stato portato alla luce del sole. “Troppi sapevano, era inutile continuare nella manfrina della riservatezza”, confida chi ogni giorno a che fare con la “cabina di regia” dove vengono trattate le questioni più spinose.

Gerardo Di Verniere poi questa idea non l’aveva mai nascosta. Perfino nella sua famosa intervista dove annunciava il suo ritiro dalla politica poichè intenzionato a darsi all’imprenditoria per “mettersi a fare i soldi” si era lasciato sfuggire quell’idea “dell’avvio ad un sito di compostaggio per chi vive nel centro abitato” . A pochi mesi dalle elezioni comunali conviene imbarcarsi in una storia così? “Storia chiusa. L’amministrazione è contraria. Qualora il Consorzio ci imporrà l’impianto promuoveremo un referendum popolare”. E poi? “E poi se ci dimostrassero che non ci sono danni per la salute di chi ci vive vicino...”. Giochi del se e del ma. Poi c’è la realtà C’è che questa volta c’è una zona industriale e che il compostaggio dovrà essere realizzato lì. E c’è il cuore dell’industria della mozzarella altavillese che opera nei dintorni. Campi di mais e grandi stalle. Tutti disposti correre il rischio? Per una ventina di posti di lavoro da dare a tecnici specializzati? Di altavillesi quanti ce ne saranno? E’ un prezzo che si può pagare? Poi ci sono da mettere le questioni ambientali ed il rapporto con i dirimpettai di Albanella. Accetteranno l’idea di prendersi una parte considerevole dei danni senza avere alcun “ristoro” economico? Questa certa idea di rimpolpare costi quel che costi le casse comunali perchè c’è il terrore, da clima da post devolution, che può assottigliarsi il flusso di stipendi e gettoni di presenza per i politici. Meglio allora darsi da fare “per mettere fieno in cascina”. Mica si può passare alla storia perchè l’unica idea di sviluppo partorita è stata quella della statua a Lady Diana benedetta da Enzo Giardullo in collaborazione con una nota stilista che, come faceva di cognome? Tiriamo ad indovinare?.

Oreste Mottola




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