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Autovelox - Cassazione: il cittadino ha diritto a sapere se la strada ne consente la presenza


18-02-2011

Stop all'autovelox 'selvaggio'. Lo intima la Cassazione stabilendo che ci sono casi nei quali il giudice, e non il prefetto, puo' intervenire per dichiarare l'illegittimita' dell'uso dell'apparecchiatura in questione e di conseguenza decretare l'annullamento della multa.
In particolare, la seconda sezione civile, con la sentenza 3701, ha ricordato che l'art. 4 del decreto legge 121 del 2002 'non conferisce al prefetto il potere di inserire nello specifico elenco una strada, facendo uso di criteri diversi da quelli previsti dall'art. 2 del codice della strada: di conseguenza, -scrive la Cassazione- laddove il prefetto ecceda dai limiti segnati dalla norma del Cds, il giudice ordinario puo' disapplicare l'atto o il provvedimento amministrativo'.
In questo modo la Suprema Corte ha accolto il ricorso di un'automobilista di Treviso che si era visto multare da un autovelox collocato in posizione fissa per aver superato i limiti di velocita' su viale Oberdan compreso all'interno del perimetro urbano del comune di Treviso.

Secondo l'automobilista la multa era da annullare per l'illegittimita' del provvedimento prefettizio di inserimento della strada in questione nell'apposito elenco previsto dall'art. 4 della legge del 2002. In sostanza, secondo la difesa dell'automobilista nel caso in questione non e' in ballo l'esercizio della discrezionalita' amministrativa, ma la 'mera applicazione delle norme di legge che disciplinano le modalita' con le quali e' possibile da parte del prefetto procedere all'individuazione delle strade come 'strade di scorrimento' in presenza dei requisiti strutturali previsti dalla normativa'.
Il Tribunale di Treviso il 20 gennaio 2009, aveva dichiarato la legittimita' della multa ma ora la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'automobilista. Nel dettaglio, Piazza Cavour sottolinea che 'le valutazioni attinenti al merito dell'attivita' amministrativa, e quindi insindacabili, sono esclusivamente quelle relative al tasso di incidentalita', alle condizioni strutturali plano-altimetriche e di traffico per le quali non e' possibile procedere al fermo di un veicolo senza recare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidita' del traffico o all'incolumita' degli agenti operanti e dei soggetti controllati'.
Fatta eccezione, dunque, per questi casi, il giudice, insiste la Cassazione, puo' intervenire per bloccare una decisione del prefetto.
Sara' ora il Tribunale di Treviso al quale la Cassazione ha rinviato il caso a verificare 'se l'inclusione della strada in questione nell'elenco contenuto nel decreto prefettizio sia stata operata o meno nel rispetto della normativa del codice della strada che individua le caratteristiche strutturali che deve possedere una strada per essere qualiticata come 'strada urbana di scorrimento''.

tratto da: consumatori.myblog.it  




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