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Arte e scultura nel Vallo di Diano


16-12-2010

Nel fine settimana scorso, (11 e 12 Dicembre) il Vallo di Diano ha ospitato due mostre d’arte e di scultura di importanza nazionale. Al centro delle due rassegne d’arte, sono stati due artisti di successo, entrambi di origine Salernitana, che nel loro campo artistico vanno per la maggiore. La prima mostra, che è stata allestita nello splendido e lussuoso scenario dell’Hotel Venus di Atena Lucana, organizzata dalla DB Arte Galleria d’arte moderna e contemporanea di Sala Consilina, gestita dalla Dott.ssa Maria Stabile, in collaborazione del Rotary Club di Sala Consilina – Vallo di Diano, rappresentato nell’occasione dall’annuale presidente Arch. Michele IACONDINO. Ospite dell’evento è stato il giovane Artista di Sala Consilina, Antonello Paladino, Pittore e scultore di grande talento artistico, che ha già fatto svariate mostre personali a Roma, Firenze e Bologna.
“…in galleria si possono ammirare oltre le opere di Antonello Paladino, anche le opere dei maggiori pittori contemporanei come Alinari, Caffè, Borghese, Montesano, Fioroni, Dalì, Caputo, Manera , e tanti altri – ha dichiarato la Dott.ssa Maria Stabile – opere e sculture che hanno non solo un grosso pregio artistico ma anche grande valore economico. Nel contesto ci possiamo ritenere soddisfatti delle visite che ci sono state, è sempre difficile parlare di arte e ancora più difficile far capire il senso dell’arte, poi se parliamo di arte moderna o contemporanea, rimangono ancora dubbi e confusione” .
L’altra mostra che si è tenuta a Sala Consilina, nella Frazione Trinità, presso il palazzo Marotta, è una Personale del ottantenne Pasquale Caputo, in arte Pericle Sarti, di origine Salernitane, ma da anni vive a Napoli, come lo definisce la stampa Cilentana un colto pittore contadino. Il taglio del nastro della mostra, organizzata dall’artista Salese Mimì Stanzione, è avvenuto Domenica 12, alle ore 18.00. Il suo ricco e meritato medagliere di successi, non imposti dalla critica di parte. La sua prima personale nel 1955, a soli 25 anni. Un artista più che far parlare di sé, ama raccontare. E lo fa con modi pacati, è lo si vede nelle sue opere di ritrattismo che sa d’antico, ma che rivede i meandri della contemporaneità. Lo stile realismo dei suoi lavori di pittura, che lascia alle spalle il manierismo impressionistico, nel suo realismo sociale, egli non dipinge i singoli, se non estraendoli da un gruppo, facendone segno ed emblema di una laboriosa e ancora faticosamente arcaica collettività. Forse per questo le sue più seducenti opere ritraggono momenti di acuta ritualità.(es. La Fiera del bestiame, del 1980, e Processione di Sant’ Elia del 1989)
Poi, il talento e la genialità artistica, la vena pittorica, sono fonte ispiratrice di scorci ed anfratti d’indubbio valore naturalistico. Le sue maggiore tele richiamano l’azzurro del mare ed il verde dei monti, dei luoghi dove ha vissuto la sua infanzia, alternante da note bucoliche a spirali marine. Postiglione, sua terra natale, scorciata in tantissime tele. Alle spalle, la padronanza della scuola d’arte accademica e la disinvoltura d’una trama esistenziale, arcolaio di ricordi e consuetudini.
Un colto pittore contadino, voracemente e orgogliosamente naIf per amore delle sue montagne, Sarti appartiene al suo popolo e sente che questo popolo si muove come un fiume, sempre insieme, onda su onda, lingue d’acqua e volpi infere intrecciate verso la foce. Ma i più significativi lavori di Sarti sono i suoi murale s, gli affreschi sui muri del caro paese. Ed è una sequenza sorprendente, questo incidere di colori il corpo della madre. Il tema del tempo centrale nel lavoro di Sarti si unisce e contamina con quello del lavoro. E il lavoro, nell’interpretazione del pittore non è solo quello dell’artigiano e del contadino, ma già si rivela in quell’aspettare, attendere che il continuo passo della morte e della faticosa vita diventi danza, s’alzi oltre la siepe degli occhi., ricordiamo alcune opere, Zio Nicola, dell’73, Zia Maria, dello stesso anno, La lettera, ancora dell’ 73, Zio Luigi, dell’80, Il battilamiera del 1985 e Calzolaio del 1988. La mostra è possibile visitarla tutti i giorni dalle 09,00 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 20,00 fino a Gennaio 2011.

MICHELE D’ALESSIO
 




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