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Sassano - boschetto paleo-palustre da testimone a discarica. Pellegrino "rapida azione di bonifica"


10-12-2010

Dopo la denuncia del presidente del Codacons di Sala Consilina , ospitata anche da questo sito web, ci siamo recati sul posto per un rapido sopralluogo e lo scatto di diverse foto che rendono meglio il degrato della zona. Stiamo parlando del “boschetto paleo-palustre” di Sassano. Il sindaco Tommaso Pellegrino, già deputato dei Verdi e convinto difensore dell’ambiente tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Il sindaco sceriffo dell’Ambiente” debitamente interpellato, ha garantito la massima attenzione sul problema, nel limite dei mezzi e delle risorse disponibili. E’ veniamo al problema. Il “sito di pregio ambientale”, com’è definito della Comunità Montana, nella delibera n. 3 del 13 febbraio 2003 all’atto della elaborazione e approvazione della “Carta di destinazione d’uso del territorio”, è compreso tra due corsi d’acqua trasversali, (Canale Termini e Fiume dei Cappuccini) e da una ex fabbrica o meglio da una fornace dismessa e la via provinciale del Corticato, la macchia mediterranea composta soprattutto da specie di salici e pioppi, la cui flora del boschetto attinge nutrimento dal terreno paludoso che lo circonda.
L’area ambientale, che nei tempi addietro, è stata al centro di numerose battaglie politiche e non solo, vede, anche, parecchie specie di interesse faunistico –venatorie come le taccole, uccelli simili ai corvi, che al tramonto arrivano dai monti alle spalle della collina del parco comunale di Silla. Arrivano a stormi di venti, di dieci, di quattro o di tre, mai da sole, e si annidano nel boschetto paleo-palustre, per qualche ora, al di sopra della cima degli alti pioppi e dei salici per trovare il posto più alto possibile dove trascorrere la notte. Questo luogo fangoso e limaccioso, fatto di acque stagnati è una delle poche testimonianza vivente della palude che un tempo, fino all’XVII secolo, vedeva la vallata non ancora tutta bonificata, ora nel posto sorgerà (probabilmente) una zona industriale. Visto le numerose controversie e denuncie del passato e del presente, sia politiche ma anche giornalistiche, ieri mattina abbiamo fatto un sopraluogo dell’area. L’area non è costantemente sorvegliata (oggettivamente sarebbe difficile farlo, visto che l’area è molto estesa) ne da videocamere o da personale addetto, anche se la polizia municipale fa una ronda ordinaria, (a volte anche straordinaria) la strada di accesso non è chiusa e quindi è accessibile a tutti, anche perché deve dare accesso ai terreni coltivati da privati.
E’ vero c’è del materiale di risulta edile e qualche pezzo di elettrodomestico, ma parecchio materiale non è recente. Visto che l’area è vicino a dei grandi centri commerciali alimentare con una grande clientela, frequentata anche dei bambini dovrebbe essere messa in sicurezza, più come cantiere che dal punto di vista ambientale. Ma siamo certi che su questo, la nuova amministrazione Comunale dello Sceriffo dell’Ambiente, come amano definirlo i suoi colleghi e amici del Vallo di Diano, ci ha già pensato, visto che a breve sarà completata antistante area PIP di Sassano.


MICHELE D’ALESSIO
 




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