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La Città d’Arte di Teggiano si prepara ai festeggiamenti in onore di Irene Grandi


25-08-2010

La Città d’Arte di Teggiano si prepara ai festeggiamenti in onore di Irene Grandi, protagonista assoluta, giovedì 26 Agosto, della kermesse DIANO MEDIEVALE… Alla Tavola della Principessa Costanza… In onore dell’Ars Amandi”, progetto cofinanziato con i fondi POR FERS Campania 2007-2013 e in programma, attraverso numerosi eventi e appuntamenti, nel Comune di Teggiano nei mesi di Agosto e Settembre 2010.
L’intensissimo programma di giovedì 26 Agosto avrà inizio presso la Chiesa della SS. Pietà, nel cuore del centro storico di Teggiano, alle ore 18.30, con l’incontro di Irene Grandi con la stampa e i giornalisti accreditati.
Molto suggestiva e spettacolare si preannuncia, a seguire, la cerimonia di “Investitura della I^ Dama della Principessa Costanza”, in programma alle ore 19.00 sempre nella splendida ambientazione della Chiesa della SS. Pietà. Da alcune indiscrezioni trapelate a Corte pare proprio che alla cerimonia di consegna dell’importante onorificenza, assegnata a Irene Grandi per le sue memorabili “gesta” che l’hanno riportata anche in questo 2010 a primeggiare nelle hit parade nazionali, ci saranno tra gli altri in prima fila lo stesso Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano, e sua moglie Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, gran Duca di Urbino. Insieme ovviamente ai rappresentanti della Corte e delle Istituzioni cittadine, impazienti di vivere l’emozionante cerimoniale che culminerà con la consegna dell’ambita onorificenza e con la firma di Irene Grandi sul “Libro dei Cavalieri e Dame dello Stato di Diano”.
In serata, alle ore 21.00, saranno in migliaia gli appassionati che affolleranno la Piazza principale di Teggiano, per l’attesissimo concerto di Irene Grandi inserito in “Alle Porte del Sogno Tour” 2010. Il concerto sarà introdotto dalla giornalista Angela Freda.
Per regolare il massiccio afflusso di pubblico previsto verso la Città d’Arte del Vallo di Diano, il Comune di Teggiano ha predisposto un apposito servizio navetta. L’accesso delle auto verso il Centro Storico di Teggiano sarà pertanto consentito nella giornata di giovedì fino alle ore 20.00. A seguire l’accesso sarà possibile solo attraverso il servizio-navetta, con imbarco nelle due località di Fiume e Piedimonte.
 

IRENE GRANDI
2010: l’anno del ritorno

Il 2010 è l’anno del ritorno di Irene Grandi: dopo essere tornata sul palco di Sanremo ed aver pubblicato il settimo disco di inediti della sua carriera, con Alle Porte del sogno (Atlantic/Warner Music), Irene torna anche a calcare le scene dei principali teatri italiani. In Alle porte del sogno, scritto con la collaborazione di Gaetano Curreri, Francesco Bianconi e Alfredo Vestrini, Irene affronta con l’entusiasmo, l’ottimismo e la solarità che la contraddistinguono i temi del confronto pieno e totale con le proprie emozioni, e della ricerca dell’armonia con se stessi e con ciò che ci circonda. Il 26 Agosto a Teggiano i fan dell’artista toscana hanno una nuova occasione di ascoltare dal vivo i brani di Alle porte del sogno direttamente dalla voce calda e profonda di Irene, in giro per le più belle piazze italiane.


“Alle porte del sogno”

Vivere con, e non contro. Usare una crisi come momento di rinascita, come una folata di vento che diventa una spinta alla vita e rivela una forza interiore inaspettata. Mettere in armonia la natura con il mondo artificiale, nelle parole come nei suoni: sono questi i temi di “Alle porte del sogno”, il settimo disco di Irene Grandi. Non sembrano passati quasi 5 anni dall’ultimo album di inediti, “Indelebile” del 2005. In questo periodo Irene non è stata certo con le mani in mano, ma ha inanellato un successo dietro l’altro. Prima nel 2007 con “irenegrandi.hits”: molto più di una raccolta, un doppio album con nuovi brani, cover, collaborazioni e riletture acustiche. Poi l’anno dopo con “Canzoni di Natale”, primo disco di una cantante italiana che si inserisce nella tradizione internazionale dei dischi natalizi. «E’ da un sacco di tempo che penso a questo disco: i primi spunti arrivano da quattro anni fa, ma tutto si è concluso con un lavoro frenetico degli ultimi mesi», racconta Irene. Nelle 11 canzoni dell’album, Irene affronta il tema della ricerca di un modo di vivere fino in fondo le emozioni, senza rimuovere le sofferenze, ma con la voglia e l’entusiasmo di trovare una nuova strada, in armonia con se stessi e ciò che ci circonda. “C’è il miracolo della musica leggera nelle tue canzoni: riesci a dire cose drammatiche e profonde, ma la sensazione che ti resta è di grande positività”, le ha detto Franco Battiato dopo avere ascoltato le canzoni del disco. E’ un album radicato nella tradizione e nella storia della cantante, nei suoi legami con la canzone italiana e con quella internazionale. Ma guarda anche avanti, con suoni contemporanei, ogni tanto volutamente spiazzanti, che si innestano sulle canzoni e sulle melodie. Irene ha lavorato direttamente al disco anche come co-autrice di quasi tutti i brani, condividendo la co-produzione artistica con Pio Stefanini, che già in passato aveva lavorato come autore per lei, e che più recentemente aveva prodotto “Bruci la città”. Nel disco Irene ritrova autori che sono suoi collaboratori storici e scopre nuove penne. C’è l’amico Gaetano Curreri degli Stadio, che aveva firmato assieme a Vasco diverse canzoni per Irene in passato, e che questa volta scrive la conclusiva “Stai ferma”. E c’è il giovane poeta toscano Alfredo Vestrini.

“Alle porte del sogno” - Le canzoni


LA COMETA DI HALLEY (Bianconi, Grandi)
“E la cometa di Halley ferì il velo nero che immaginiamo nasconda la felicità. Io ti dico addio, tu mi dici ciao"
L’accoppiata tra Francesco e Irene ha ormai uno stile immediatamente riconoscibile. Dice Irene: «Questa cometa è un preludio all’album: i suoni ariosi e lontani rimandano ad un mondo un po’ stellare… Io e Francesco ci siamo trovati perfettamente sincronizzati perché avevamo già in mente questo tipo di atmosfere ancora prima che mi mandasse questa canzone».

TUTTI PIÙ FELICI (Stefanini, Grandi)
“Siamo tutti più felici di come passano questi anni, senza volontà qualche novità arriva sempre”.
L'ironia e il sarcasmo per raccontare il periodo in cui viviamo: «Ci accontentiamo di riempire i nostri vuoti con cose da comprare o vedere, con mode da seguire, e ci dimentichiamo delle cose reali, dei sentimenti veri»

ALLE PORTE DEL SOGNO (Stefanini, Sighieri, Grandi, Vestrini)
“Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce a entrare. Strano a dirsi ho trovato la pace in questa palude”
La canzone simbolo del disco, non a caso; Irene canta su un tappeto di chitarre e sintetizzatori: «E’ una canzone emotiva, che mi ha permesso di tirare fuori delle cose inconsce e spero che faccia lo stesso con chi la ascolta. Ritrovare una dimensione senza tempo perché si è dimenticato ciò che ci ha fatto male e ci ha impedito di vivere appieno. Siamo pronti a vivere di nuovo e incontrarci finalmente alle porte del sogno».

MI MANCA (Stefanini, Sighieri, Grandi, Vestrini)
“Non avendo scelta tradirò il mio stile, m'innamorerò di te”
Irene però non tradisce il suo stile musicale, in questo brano: «E’ una canzone che mi fa impazzire... Sembra un po’ drammatica, in queste affermazioni così forti, ma in realtà cerco di usare il dramma per essere autoironica, per lasciarmi andare».

STRADA STERRATA (Stefanini, Grandi, Bich)
“La mia strada è una strada sterrata, è la mia strada mi porta a casa”.
Un inizio parlato, su una base elettronica, per una delle canzoni più spiazzanti del disco.

ONDE NERE (Catalano, Grandi, Allulli, Dall’Orto)
“Mentre i delfini e le balene danzano tra le onde nere parlano delle maree e di bellissime sirene”
Una ballata quasi tradizionale e notturna, rivisitata con suoni moderni:«Mi immaginavo, mentre la scrivevo, una notte d’estate calda in cui emerge una voglia di aprirsi e dire la verità. E’ una canzone sulla stupidità del dire bugie: meglio dire delle sommerse verità».

GREENSBURG (Stefanini, Grandi, Bich)
"Il tempo mi donerà la percezione che ho perso per nostalgia o illusione”
Greensburg è una città del Kansas rasa al suolo da un tornado e ricostruita in maniera ecosostenibile, che diventa lo spunto per un rock moderno e per ragionare sui nostri errori.

L'AMORE CHE VIENE E CHE VA (Dall’Orto, Sighieri, Stefanini, Grandi, Luchi)
"Dottore che male che fa, è l'amore che viene e che va"
L'amore rivisitato come una filastrocca: «E’ una canzone nata da questa strofa. Avevo voglia, in un disco così denso di immagini ed evocazioni, di una canzone che spezzasse un po’ il ritmo, fatta di energia che si sprigiona».

INTENDEVI (Stefanini. Sighieri, Grandi, Vestrini)
"Intendevi questo per amore? intendevi questo per sconfitta?"
Ritmi più rilassati, ancora notturni per l’altra ballata del disco «E’ una canzone con una melodia sinuosa, in cui io e Pio Stefanini abbiamo unito suoni sintetici e rielaborati con le macchine a caldi suoni analogici, quelli di chitarre, voci e una tromba. Il testo di questa canzone è una dedica d'amore.... assoluto »

MA (Stefanini, Sighieri, Grandi, Vestrini)
“Ho imparato a disimparare"
Il pezzo dai suoni rock più puri. Ovvero impara l'arte e mettila da parte, per ripartire senza dimenticare chi sei.

STAI FERMA (Curreri, S.Grandi, I.Grandi)
"Se non hai voglia di fare, sogna. Che le cose comunque dipendono anche da te"
Un inno alla speranza, al darsi da fare, scritto dal vecchio amico Gaetano Curreri. Una perfetta conclusione per il disco, tematicamente e musicalmente: «In questo disco c’è molta voglia di essere positiva. E’ vero, racconto delle mie sofferenze; ma, pensavo, la gente non ha voglia di sentire me che parlo di quanto sono stata male… Io voglio raccontare il momento in cui rinasco. Io sono una che distrugge per poi ricreare, sono sempre pronta a ricominciare, a indirizzare la mia energia verso il cambiamento».
 




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