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Festival Negro XV edizione. Il progetto "Estate 2010 - la riscoperta del patrimonio culturale"


13-08-2010

NEGRO 2010 - XV Edizione
Il progetto “ESTATE 2010 - La riscoperta del patrimonio culturale”

negro festivalCon 15 anni di giovinezza alle spalle e forte del suo esclusivo legame con le Grotte dell’Angelo, cui lo lega l’ineludibile missione della valorizzazione territoriale, il Festival “Negro” vanta una sua progettualità, che lo colloca tra i punti di riferimento nel panorama delle iniziative culturali a carattere musicale, in grado di garantire un’efficace offerta di spettacolo, cultura e attrazione a beneficio di un bene turistico e paesaggistico, inserendosi tra quei soggetti attrattori dell’entroterra capace di attivare un contro-pendolarismo dei flussi turistici costieri verso l’interno.

La suggestione delle grotte, la loro ospitalità e influenza “creativa”, il simbolismo del fiume sorgivo da esse, il “Negro” appunto, oltre a dare origine al nome della manifestazione ne reiterano il suo intento di rappresentare il ‘corso del fiume della musica popolare’ con il suo andamento ‘carsico’, ossia la vicenda di un piccolo fiume, che sorge e sparisce nelle grotte per gettarsi, dopo un breve tragitto (e con potenza intercettata dalla locale centrale idroelettrica), nel sottostante e più importante Tanagro; splendida metafora della cultura popolare e del suo rapporto creativo (ed anche ‘energetico’), con la modernità e con le altre culture, non solo musicali, che la società contemporanea alimenta o, spesso, distrugge.

In questo senso, anche la programmazione di “ANTRO SUONO” contribuisce ad arricchire la suggestiva offerta spettacolare in grotta, rafforzando la contestualità territoriale del festival, integrandosi perfettamente all’obiettivo fondante di valorizzazione del patrimonio paesaggistico, offrendone un percorso che, a fianco della tradizione musicale popolare, rende protagonista il suo aggiornamento, esplorandone, termine quanto mai proprio, il suo futuro.

Dall’antro, visivamente sospeso sopra l’area principale dei concerti di Negro, uscirà un domani, che è già un oggi, il suono che, in qualche altro anfratto compositivo, in altri contesti futuri, caratterizzerà le musiche, che si alterneranno sul palco più importante, ampliandone il consenso e la propria possibilità di affermazione. Un vero laboratorio in cui singoli ingredienti del grande mondo sonoro della tradizione, di cui fanno parte musicisti, musicanti e strumenti, siano messi in condizione di presentare nuove possibilità espressive.

L’edizione 2010 di “ANTRO SUONO”, giunta ormai al quinto anno nell’antro della Grotta dell’Angelo, si occuperà di CORDE e VIBRAZIONI; offrendo spazio privilegiato d’ascolto a strumenti come la GHIRONDA di SERGIO BERARDO; l’OUD, il TZOURAS e il BAGLAMA accompagnati da chitarre e percussioni del trio “APTAL”; la CHITARRA popolare di GRAZIANO ACCINNI e il VIOLINO elettrico di H.E.R., a cavallo tra canzone e musica classica, a chiusura di un vero e proprio antro-festival che metterà in vetrina emozioni e ricerche che arrivano dalle alpi occitane, tra Francia e Piemonte fino alle coste del mediterraneo medio orientale, per poi risuonare di antiche melodie lucane e di atmosfere europee.

Ecco, invece, cosa ospiterà il grande palco del “NEGRO FESTIVAL 2010” che, come di consueto apre la sua prima serata GIOVEDI’ 26 AGOSTO, con un occhio complice alla sensibilità giovanile, nel nome del cosiddetto “combat-folk”, per l’esibizione de i “LOU DALFIN”, portatori di una forte istanza identificativa occitana, tra Provenza e Piemonte, anticipati da “MARIO INCUDINE e il GRUPPO TERRA”, tra i nuovi protagonisti della canzone in lingua, giovani esploratori tra i più apprezzati della nuova tradizione siciliana.

VENERDI’ 27 AGOSTO, lo sguardo e l’udito, si sposteranno verso l’intensa profondità della cultura apolide, senza patria e senza confini, di “EBREI e ZINGARI”, progetto artistico di MONI OVADIA dedicato alla musica degli esuli che consente al Festival di estendere la sua proposta musicale a quei suoni della tradizione balcanica e kletzmer che raramente ha potuto ospitare nelle sue edizioni. Con il forte contenuto drammatico e teatrale (ma anche cabarettistico e ironico) che l’attività teatrale di Moni Ovadia ha saputo ormai connotare. Proprio l’attore infatti sarà protagonista, nel pomeriggio, della proiezione del suo ultimo cortometraggio “ALMA Story”, non ancora in distribuzione, dedicato alla inderogabile necessità di salvaguardare la cultura musicale e la civiltà della memoria e ambientato nel contesto lucano della Val D’Agri.

SABATO 28 AGOSTO, il palco, come ormai consuetudine, ospiterà la ricerca di un dialogo tridimensionale tra molte diversità: di generazioni di musicisti, di collocazioni geografiche e tecnologie costruttive dello stesso strumento.
Un incontro tra organicità ed elettronica, in un progetto speciale appositamente creato per il “Negro Festival”: “BUENA GAITA SOCIAL CLUB”, tra zampogne lucane e cornamuse asturiane, con gli “ETHNOS”, gruppo musicale di ricercatori della tradizione lucana, al centro di una connessione tra giovani e anziani zampognari lucani e il musicista internazionale “HEVIA” in trio, alchimista della rinascita mondiale del suona delle “pipes”, grazie anche al contenuto tecnologico che ne esalta la tradizione.
Sarà un momento di incontro, anche formale, con le istituzioni culturali quando JOSÉ ÁNGEL HEVIA VELASCO riceverà, dal “Comitato per la promozione del patrimonio immateriale” il Premio “COMUNITÀ SONORE”, conferito “… a coloro che grazie al loro impegno contribuiscono in modo significativo alla salvaguardia dei panorami sonori delle nostre comunità …”. Non sarà l’unico riconoscimento: sempre lo stesso comitato, noto anche come “Intangibile Cultural Heritage Network” offrirà al M° Luigi Milano, ottuagenario suonatore di arpa portativa popolare, il Premio “CULTURE VIVENTI” riservato “ … a testimoni di tradizione, operatori culturali, associazioni, studiosi, amministratori che … hanno contribuito in modo significativo alla salvaguardia ed alla trasmissione del patrimonio culturale immateriale, alla valorizzazione sostenibile dello stesso o alla difesa dei diritti culturali. Un bell’esempio di incrocio tra cultura, musica e incontro territoriale per il piccolo paese di PERTOSA che, forte dell’abnegazione con cui, da quindici anni, affiancato dalle principali istituzioni territoriali, investe in cultura realizzando il festival e incontrando, in questa specifica occasione, la cultura e la comunità lucana.

DOMENICA 29 AGOSTO gran finale pirotecnico, con il grande concerto di “TERESA DE SIO”, impegnata con il suo “DUE SICILIE TOUR”, a conferma del suo progetto artistico che disegna una convivenza eccellente e trans-generazionale tra folk e rock.
Fedele alla sua missione di sensibilità civile, l’apertura di serata propone uno sguardo solidale a favore delle politiche di integrazione, attraverso un piccolo reading di OUANGO JUDICAEL, nuovo talento nel panorama della narrativa italiana ed internazionale, accompagnato dal flauto di BASILE OUMAR in “Lettera di un immigrato alla madre”.

Quest’anno diventa più operativa la collaborazione con “Voci dal sud”, manifestazione colonna della cultura giovanile nell’entroterra salernitano che negli “after-show”, cura il progetto di DJ set notturno che esplora le neo sonorità della musica tradizionale, proponendo un “back to back” di ethno - tribal dance, dal forte impulso percussivo, animato da MIMMO GIUDICE e LUCA GARZIONE, sotto il nome di "FIX MIMMAZZA & LUCA ANISTON BACK TO BACK SESSIONS" - TRIBAL TECHOUSE GROOVE alle cui spalle si animeranno immagini di “visual art”, proposte da GERARDO LAMATTINA, regista storico della manifestazione e autore delle ‘clips’ musicali del Negro Festival.

Non da meno e con dettagli esplorabili sul sito, la parte ambientalista del NEGRO FESTIVAL, colonna portante di un ambientalismo tutt’altro che di maniera e che incrocia sport e avventura attraverso le attività della sezione ‘Negro Speleotrekking 2010’, promuove la conoscenza del territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano con “iniziative – spiega il coordinatore VITTORIO D’ORILIA - che offriranno la possibilità ai partecipanti di una vera full-immersion nella natura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, tutto da esplorare. Incluso la scoperta del secondo telescopio astronomico amatoriale in Europa, posto sul pianoro dell’Aresta” con le escursioni curate dal Pertosa Trekking Club – Gruppo Escursionistico Trekking / F.I.E. (INFOLINE 339.5788065 – 338.3095044 – 335.5363525 – 333.8515442) e le proposte di Negrosapori, Negroartigianato, Negrolibri e, soprattutto, Negrosolidarietà.

Il progetto della quindicesima edizione, manterrà il suo obiettivo storico di attraversare generazioni e proposte, proponendo una programmazione in grado di scatenare l’energia e il coinvolgimento festoso dei ritmi che spesso la musica popolare sa produrre, unita alla capacità di farsi ascoltare, quando diventa linguaggio di culture geograficamente lontane o quando si apre a intessere dialoghi possibili tra provenienze e matrici, anche generazionali, diverse. Divertendo.

Per il pubblico che vorrà fermarsi per i quattro giorni del festival sono disponibili aree attrezzate ‘free camping’ e aree parcheggio con servizio navetta.
Per assistere ai concerti e partecipare alle tante iniziative di ‘Negro’ si paga 5 euro al giorno, con possibilità di abbonamento per quattro sere a 10 euro.
Info: Comune di Pertosa tel. 0975397010, www.grottedellangelo.sa.it
 




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