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Sassano: L'ADSL veloce un'utopia e sul sito web del comune le informazioni non vengono aggiornate


27-07-2010

 

Nel dicembre del 2006, nell’ambito di un progetto volto ad abbattere il “digital divide” di aree nelle quali l’accesso alla connessione veloce ad internet era precluso, Telecom Italia dota il territorio del comune di Sassano di accesso ADSL. Non eravamo alla fibra ottica ma era già qualcosa. Sino a quel momento chi voleva scambiare dati, lavorare con internet, chattare ecc. doveva accontentarsi di una normale connessione attraverso cavo telefonico tradizionale, accesso ISDN o dotarsi di eventuali collegamenti attraverso cellulare, la dove il segnale riusciva a coprire l’area. In molti casi la connessione, e quindi il contatto con il mondo virtuale, che produce notevoli ricadute in termini economici, finanziari, culturali, ambientali, ecc. sul mondo reale, era una chimera.
L’ADSL, in attesa di altre tecnologie di connessione che coprano l’area, dovrebbe essere la soluzione che permette di connettersi alla rete velocemente, superando il gap ed avere un accesso all’autostrada informatica al fine di viaggiare con “rapidità nel villaggio globale” così come permesso ad altre aree tecnologicamente evolute. L’abbonamento messo a disposizione da Telecom, Alice 7mega, dovrebbe garantire connessioni con scambi di dati di circa 7Mbps, in pratica i dati scambiati non sono superiori a 0,80Mbps in download e 0,26 Mbps in upload, vale a dire inferiori del 90% agli standard di servizio ed al minimo garantito da Telecom. In pratica chi volesse scaricare da internet un file delle dimensioni di circa 300 Mb impiegherebbe oltre 75 minuti (velocità 76 kbps). Normalmente lo stesso file, con una velocità rientrante in uno standard di servizio soddisfacente, dovrebbe impiegare non più di cinque, sei minuti per essere visualizzabile sul proprio desktop, che è il tempo in cui viene scaricato in aree – ugualmente digital divide – sempre con il servizio offerto da Telecom Italia.
Ciò significa che gli utenti residenti a Sassano capoluogo, con Telecom unico fornitore, pagano lo stesso importo di un utente di altre aree “digital divide” per ricevere, in cambio, un servizio pari al 90% inferiore in termini di qualità, intesa come velocità di trasferimento dati. Pagine che si bloccano o si caricano con ritardo, immagini che impiegano più tempo per essere visualizzate, streaming a singhiozzo, mail con file pesanti che non partono in tempo reale, comunicazione tra due periferiche che si interrompe o ricarica a “strappi” ecc.
Tale situazione è ben conosciuta – o dovrebbe esserlo – da coloro i quali, neo profeti della generazione 2.0, hanno fatto di internet uno degli argomenti della campagna elettorale per le recenti amministrative. Tra le altre cose si impegnavano per un “…costante aggiornamento del sito web comunale…”, in particolare nei primi 100 giorni. Hanno, a ragione, individuato nello strumento un mezzo fondamentale di comunicazione e di servizio. Hanno parlato di potenziamento e, si dice, creato una delega ad hoc assegnata ad un signore di cui background e know how, necessario nell’ambito della comunicazione “web oriented”, sono tutte da dimostrare. Di questa “gassosa”figura che dovrebbe migliorare la nostra qualità di accesso alle informazioni e capacità di “interfacciarci” con l’amministrazione in carica (di cui il 50% è proiezione della vecchia, a dimostrazione che “l’erba cattiva non muore mai” ed anzi conquista sempre più spazi vitali) in realtà non si sa niente. Né è concesso sapere come e in che direzione opera, visto che il tentativo fatto di trovare informazioni sul sito del comune non ha portato da nessuna parte, ed è impossibile capire qualcosa di più che non siano mere comunicazioni formali, vuote di contenuti e dilettanteschi tentativi di “marketing politico”. Forse, sarebbe il caso di optare per una più pratica strategia di “marketing strategico”. Aiuterebbe ad affrontare i problemi concreti. Ma tant’è.
Per chi fosse curioso di conoscere i dati di bilancio o le ultime delibere – zero delibere presenti in archivio- o incarichi si consulenze (l’elenco aggiornato porta la data di agosto del 2008), o magari capire chi sono i responsabili di un determinato servizio, le deleghe assegnate a qualche assessore ecc., deve utilizzare altri mezzi e strumenti (magari quello della richiesta “cortese”, genuflettendosi, a qualche amico amministratore) o la più classica, e trasparente, richiesta di accesso agli atti. In questo deserto informativo, non ci si illuda, ad oggi, di poterle ottenere attraverso l’utilizzazione delle pagine aggiornate del sito istituzionale. Non esistono. A, meno che non cerchi la ricetta del “U’pizz ‘n brasa”, quella si rientrante nelle funzioni istituzionali dell’ente ed opportunamente pubblicata.
L’ultimo bilancio accessibile on line risale al 2000 – peccato che come il buon vino non migliori con il trascorrere del tempo-. Cliccando sui link delle aree funzionali specifiche quali quelle del servizio finanziario, demografico, affari generali, o del segretario comunale si viene sempre e solo rimandati ad un unico funzionario – Franco Tierno – noto ai più per essere il responsabile del servizio che firmò le oltre 1300 cartelle esattoriali “prescritte” inviate nel marzo del 2009 ed in attesa di sentenza a seguito dei ricorsi per l’annullamento.
Nelle pagine dedicate degli uffici, le informazioni che appaiono sono inesistenti, non vi è né indirizzo di posta elettronica dedicato, né numero di telefono, ed unica mail disponibile sulla home page è quella info.
Certo, si potrebbe obiettare che gli “organi di governo” sono stati aggiornati, così come i componenti della nuova giunta, ma se si volesse capire che cosa ci stanno a fare, quale è la loro funzione pratica ed “utilità sociale” da quelle pagine non lo si capirebbe mai. Nessun indizio. Ai nomi non sono associate deleghe specifiche, ma solo un sostantivo: assessore. Di cosa, prima o poi, lo si appurerà. Se per caso a qualcuno dovesse saltare in mente di ricorrere all’aiuto del tanto enfatizzato URP – ufficio relazioni con il pubblico – strumento di trasparenza ed apertura del “porto delle nebbie” verso l’esterno, un canale istituzionale che dovrebbe avvicinare e rendere più “familiare” e meno di sudditanza il rapporto tra cittadinanza e P.A., sapere a chi rivolgersi e come … Allora è meglio che le informazioni non le si cerchi sulle pagine web. Si perderebbe solo tempo. Ci si troverebbe di fronte ad un “ufficio” fantasma, senza responsabili ne canali di comunicazione.
Con gli enti pubblici da anni, oramai, si potrebbe dialogare solo utilizzando internet e in particolare l’introduzione della posta certificata, cioè “… di uno strumento realmente innovativo, grazie al quale Cittadini e Pubbliche Amministrazioni possono scambiarsi online comunicazioni, richieste di informazioni, istanze e documentazioni: una grande semplificazione e un notevole risparmio di tempo sia per i cittadini sia per gli uffici pubblici…” e introdotto nell’ambito delle” … Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale", potrebbe agevolare le relazioni tra cittadini ed amministrazioni comunali. Molte lo hanno già adottato riducendo le comunicazioni cartacee. Ma comunicare con gli uffici del Comune di Sassano attraverso la propria casella P.E.C. non è possibile, l’ente non figura nell’elenco del Ministero delle Comunicazioni tra quelli raggiungibili attraverso lo strumento di Posta elettronica certificata (oltre 125.000 persone ed enti su tutto il territorio nazionale, 9 comuni del Vallo di Diano e la Comunità Montana, 6 privati a Sassano). La richiesta ed attivazione avviene dedicando semplicemente meno di due minuti, 120 secondi, per la compilazione del form sul link del sito dedicato. Un ulteriore indizio ed esempio di “crassa ignoranza ed analfabetismo informatico”.
Non resta che mettersi l’animo in pace, credere che internet sia diventato uno strumento di comunicazione “dominato” da qualche amministratore, solo perché riesce a postare qualche sgrammaticata frase su facebook, o magari cita, per sentito dire, strategie di valorizzazione e sviluppo basate sul marketing territoriale, l’innovazione tecnologica, l’e-commerce e la promozione online, o perché l’ente ha una sua pagina istituzionale è una mera illusione. La retorica da campagna elettorale, lascia il posto alla cruda realtà di un territorio che paga un servizio 9 volte più del suo valore reale, in cui l’ente Comune è irraggiungibile e “fantasma”. Dove chi dovrebbe farsi portatore di istanze collettive di fronte ai fornitori di servizi, tese a migliorare la qualità offerta, pretendendo le necessarie innovazioni tecnologiche delle centrali, per ignoranza, ignavia o perché in “tutt’altre faccende affaccendato”, risulta assente e senza giustificazione alcuna. Noi, in attesa che qualcuno “ritorni al futuro” non possiamo che aspettare di poter vedere pubblicato tutto quanto è di interesse della collettività ed in nome e per conto del “progresso” di questa,pare, venga deciso.

Nicola Trotta

 




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