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Padula: il regista - scrittore Melo Freni racconta la sua Sicilia


26-07-2010

Sabato sera 24 Luglio nel caloroso Circolo Sociale "CARLO ALBERTO 1886", nella città natale di Joe Petrosino (Padula), il Regista-Scrittore e non che giornalista RAI, MELO FRENI ha presentato le sue due ultime fatiche letterarie; un saggio, sul più famoso romanzo Siciliano “Il Gattopardo” e un secondo libro, un romanzo epistolare “Caro Luigi..Lettere dalla Sicilia”. Alla presenza di una numerosa ed attenta platea, con gli onori e i saluti del Presidente TIERNO Felice che fa il discorso di benvenuto e presenta l’ospite d’onore, con la lettura di un suo breve profilo biografico “… Melo Freni è nato a Barcellona Pozzo di Gotto, è cresciuto a Castroreale, poi a Messina e a Palermo, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Da procuratore legale, dopo una breve esperienza forense, che lo ha visto difensore anche in Corte di Assise, è entrato in RAI, per concorso nel 1963, alla sede di Palermo del Giornale Radio fino al 1970 e quindi a Roma, al TG1, fino al 1995, dove è stato anche redattore capo delle rubriche culturali. In letteratura ha esordito nel 1965 con Il senso delle cose, presentato da Leonardo Sciascia. Ha pubblicato dieci romanzi, cinque saggi, cinque raccolte di poesie…”. Dopo la presentazione dell’autore, ha preso la parola il Prof. Emilio Giordano docente di Letteratura italiana e Filosofia (Facoltà di Lettere dell’Università di Salerno) che, oltre ad illustrare i contenuti del lavoro letterario dello scrittore-giornalista RAI , ha speso parole di grande stima e fiducia nei confronti dell'amico MELO FRENI presentando con gran senso pratico, ma nello stesso tempo con grande raffinatezza letteraria, cosi le sue due opere “…Leggere il Gattopardo è un saggio, dove il mio amico Melo Freni ci consegna un libro che, per lo scrupolo della sua ricerca e delle sue riflessioni, diventa indispensabile per risalire alle ragioni storiche e alle considerazioni che determinarono la stesura del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. A cinquant’anni dalla sua pubblicazione, “Il Gattopardo” trova una Sicilia più matura, consapevole e in grado di rimuovere il pregiudizio secondo il quale ci sono cose che “ai siciliani non si possono dire …”. La stessa Sicilia che ritroviamo nell’altro romanzo Caro Luigi –Lettere dalla Sicilia, in questo romanzo lo scrittore “…Attraverso una scrittura epistolare indirizzata all’antropologo Luigi M. Lombardi Satriani, Melo Freni, racconta con passionale senso di appartenenza la Sicilia e la cultura siciliana del secondo Novecento. Sedici lettere, come piccoli saggi, a testimonianza di sentimenti ed episodi esistenziali di artisti, poeti e scrittori siciliani, che grazie ad esperienze vissute direttamente dall’autore possono essere narrati, arricchendo non solo la conoscenza della letteratura siciliana, ma dando anche l’opportunità di arrivare all’essenza artistica e umana dei personaggi presentati in ogni lettera…”. Prima dell’intervento conclusivo del saggista- scrittore, il Prof. Giordano ha letto alcune pagine dei due libri. “…Lo scopo della rilettura –dichiara Melo FRENI - è quello di evidenziare, tramite le conseguenze che ne sono derivate, l’attualità di una storia che si rivela opera di amaro realismo. “Leggere Il Gattopardo” svela, infatti, risvolti e rimandi che costituiscono un’autentica novità e per questo finisce con l’acquistare una propria autonomia, sia pure in riferimento al testo che lo ha ispirato….”. Nel carteggio Caro Luigi –Lettere dalla Sicilia , appare lentamente la forma e lo stile di una narrazione avvincente, che s'intesse di parabole esistenziali di artisti, poeti, scrittori siciliani, che attraversa fatti e vicende isolane sconosciute e inimmaginabili disegnando un amalgama di colori, suoni, profumi che solo un'isola può concedere. Nel percorso epistolare svetta la letteratura di una Sicilia che al lettore appare come un grande faro nell'immensità del mare e, nella semplicità e nella naturalezza del linguaggio, non può non emergere la cultura profonda, atavica, corposa e delicata del suo autore…come si evince anche dalle parole dello stesso autore “… c’è la Sicilia cantata da Ignazio Buttitta,da Lucio Piccolo, Stefano D’Arrigo, Peppino Mazzullo, Rosa Balistreri , Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo e da tanti altri siciliani… in quella lingua siciliana che è stata elemento distintivo di tutta l’opera artistica di questi originali poeti, che ha fatto della vita e del quotidiano motivo ispiratore di una poesia popolare fruibile da tutti. …”A conclusione l’autore cita il poeta arabo Ibn Hamdìs che cantò il suo esilio dalla Sicilia, paradiso perduto e mai più ritrovato.
 

Michele D’Alessio
 




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