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Presidio di Sant’Arsenio: Ospedale o centro di spreco della sanità? Allo stato attuale meglio la chiusura. Ad affermarlo il consigliere di San Pietro Procaccio


28-06-2010

In questi giorni si è parlato molto di sanità e in particolare degli Ospedali di Polla e Sant’Arsenio. Se i Sindaci del Vallo di Diano si ricompattano e definiscono le nuove strategie per garantire i servizi, dall’alto canto si evidenzia che il debito della sanità campana è di svariati miliardi di euro (circa 6 milioni) , pari al 67% del finanziamento complessivo annuo e per rendere l’idea più di mille euro per ogni campano. Ad alimentare tali sprechi a mio avviso, purtroppo bisogna inserire anche l’Ospedale di Sant’Arsenio che allo stato attuale oltre ad essere un centro di spreco sanitario, risulta anche carente strutturalmente oltre a non offrire una degna assistenza al paziente/degente. La “politica locale” negli anni passati e purtroppo ancora oggi, agisce soltanto per puro spirito di campanilismo senza però trovare una soluzione idonea. Chi ancora oggi promuove un riassetto e la riorganizzazione di tutti i servizi sanitari del comprensorio con l’idea di riassegnare e rimodulare i posti letto, utilizzando come unica strategia, l’incremento di 2 posti letto ad un reparto con la conseguente diminuzione di qualche altro reparto, non affronta il vero problema. Sempre a mio avviso oltre a non affrontare il problema come il caso richiede, non conosce i veri deficit delle strutture sanitarie del Vallo di Diano nonché i disagi che gli operatori sanitari e i pazienti supportano quotidianamente e si rende complice anche della mostruosa spesa sanitaria che affligge la nostra Regione.


In Sintesi i punti salienti.

1) Il via vai dei pazienti. Speco di risorse e di personale
Un Paziente ricoverato a Sant’Arsenio, per eseguire degli esami strumentali come ad esempio la Tac è costretto ad effettuare un viaggio. Da Polla parte un’ambulanza (il cosi detto Servizio Trasporti Infermi) composto da un Autista ed un Infermiere, che raggiunge Sant’Arsenio, preleva il Paziente, lo accompagna a Polla per eseguire l’indagine per poi riaccompagnarlo di nuovo a Sant’Arsenio e rientrare ancora una volta a Polla. Solo questo via vai implica un costo eccessivo (personale, carburante, usura mezzo, ecc ecc) nonché un grande disagio al Paziente ricoverato presso la struttura di Sant’Arsenio, che deve affrontare un viaggio per avere assistenza sanitaria a Polla. Casi limite, ma che mi sono stati segnalati si rilevano quando, il servizio Trasporto Infermi che viene svolto tre volte a settimana da un infermiere, nel caso quest’ultimo venga a mancare per ferie o malattie, viene rimpiazzato con l’infermiere del reparto di provenienza del paziente. In questo caso l’infermiere deve lasciare il reparto di appartenenza a Sant’Arsenio per accompagnare il paziente e quindi lasciare un reparto con una sola unità. Per logica è chiaro che è aumentato il carico di lavoro per il personale che rimane in reparto, dovendo sopperire alla mancanza del collega che è impegnato nel trasporto. Altro caso limiti si rileva quando vengono accorpati nel trasporto più pazienti e che quindi prevedono l’accompagnamento per ogni paziente di un infermiere (ad esempio 3 pazienti, tre infermieri). In questo caso il disagio aumenta sia per il paziente che oltre ad effettuare il solito viaggio, una volta effettuata la sua visita o indagine strumentale, deve aspettare che anche gli altri pazienti effettuino le indagini per poter rientrare a da Polla a Sant’Arsenio, mentre il personale che ha accompagnato il paziente oltre a scoprire il reparto, aumenta il suo tempo di assenza dal reparto in attesa che tutti finiscano gli esami programmati per quella giornata.

2) In caso di emergenza/urgenza tempi lunghi
Il Paziente ricoverato a Sant’Arsenio in caso di emergenza/urgenza riceve un trattamento differente dal quello ricoverato a Polla. Infatti nel nosocomio di Sant’Arsenio non vi è la rianimazione ed in caso di emergenza viene allertato un rianimatore reperibile. Per cui mentre a Polla il paziente riceve tutte le cure in pochi minuti, a Sant’Arsenio il paziente potrebbe perdere minuti preziosi/salvavita, affinché riceva le giuste cure che il caso richiede e che comunque, prevede ancora una volta, il successivo trasferimento presso reparti idonei nel nosocomio di Polla.

3) Esami ematici urgenti
Soprattutto nelle ore notturne e comunque nel periodo in cui il laboratorio analisi è chiuso gli esami ematici vengono trasportati ancora una volta dall’ambulanza che li preleva da Sant’Arsenio per essere trasportati a Polla. Anche in questo caso si innesca il meccanismo “dell’ambulanza” che si reca a Sant’Arsenio per prelevare una provetta, quando potrebbe essere impiegata un’automobile. Ancora una volta vi è oltre ad una ulteriore spesa, un trattamento disomogeneo tra paziente ricoverato a Sant’Arsenio rispetto a quello di Polla.

4) Inadeguatezza della struttura ospedaliera
• La sedia a rotelle non entra nei bagni, per cui i pazienti che vogliono usufruire dei bagni non riescono ad entrare. In alcuni bagni non ci sono le docce ;
• Nella struttura di Sant’Arsenio mancano alcune porte tagliafuoco tra i vari reparti;
• Manca un impianto di rilevazione incendi nei bagni e nelle stanze dei pazienti;
• Manca l’aria condizionata nelle stanze dei pazienti e nelle stanze riservate al personale infermieristico e stoccaggio farmaci.
• Struttura nel complesso ferma negli aggiornamenti strutturali agli anni ottanta (porte e finestre in legno con vetri di piccolo spessore, ecc ecc)
*Giova ricordare che il secondo comma dell’articolo 4 del D.M. 18 settembre 2002 prevede che le strutture sanitarie esistenti, siano adeguate anche con interventi di carattere edilizio ed impiantistico al fine di migliorarne il livello di sicurezza contro gli incendi.

A tal proposito viste le carenze funzionali ed organizzative ritengo opportuno al fine di contenere le spese ed offrire un servizio sanitario migliore ai cittadini, la chiusura dell’Ospedale di Sant’Arsenio con trasferimento dei reparti presso l’Ospedale di Polla e suo potenziamento, con la trasformazione invece della struttura di Sant’Arsenio in uffici e Distretto Sanitario. Tale scelta seppur “impopolare” trova alcune valide motivazioni sia per i punti prima esposti ma anche per contenere le spese. In ambito di spese “superflue”, c’è anche da segnalare che attualmente sono in fitto edifici privati, adibiti a strutture Sanitarie. Uno dei casi emblematici è il Distretto Sanitario di Polla dove da anni si paga un fitto per la struttura, manutenzione ecc, che secondo indiscrezioni supera le quindicimila euro mensili, oppure la scuola infermieristica ubicata fuori dalle strutture sanitarie in fitto dal Comune di Sant’Arsenio. Con la trasformazione del nosocomio di Sant’Arsenio in Distretto Sanitario si potrebbe:
I. risparmiare soldi di fitto ed investirli nella struttura di Polla;
II. Non arrecare ai pazienti disagi per trasferimenti o in caso di emergenze;
III. Contenere lo spreco di tempo, risorse umane e soldi;
IV. Poter istituire una mensa interna ed unica sia per i pazienti che per il personale, mentre attualmente è affidato ad una ditta esterna, con cibi precotti, mentre i dipendenti usufruiscono del buono pasto.

Consigliere Comunale di San Pietro al Tanagro
Giuseppe Procaccio
 




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