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Oggi si tenuta la penultima udienza sulla questione dei presunti abusi edilizi nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in territorio di Monte San Giacomo


25-06-2010

COMITATO 18 AGOSTO 2006 di Monte San Giacomo
CODACONS Sede di Sala Consilina (SA)

Comunicato Stampa Congiunto

 


Il giorno 24 giungo 2010, alle ore 10:00, presso il Tribunale di Sala Consilina (SA), di fronte al collegio giudicante presieduto dal Presidente del Tribunale, dott. Luciano Santoro, si è tenuta la penultima udienza sulla questione dei presunti abusi edilizi nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in territorio di Monte San Giacomo a 1100 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Cervati, in piena zona 1 e zona SIC. Questa seconda vicenda riguarda un cosiddetto “pagliaio” e un rudere, entrambi un tempo ricoveri di ovini. Questi antichi manufatti, insieme ai terreni limitrofi siti in località Pegliara e Fosse di Zia Margherita, furono acquistati, si immagina per una cifra irrisoria, da Luigino Mele, un gioielliere di Sala Consilina.

Lo stesso Mele, insieme al progettista, arch. Saverio Romano, è stato già condannato in primo grado, lo scorso 8 giugno, per la questione della strada nel Parco. Le pene comminate per questa vicenda parallela sono state le seguenti: cinque mesi di arresto, ammenda di tredicimila euro più il pagamento delle spese processuali. Alle costituite parti civili, Comitato 18 Agosto e CODACONS, rappresentate rispettivamente dalll’Avv. Franco Maldonato e dall’Avv. Alberto Landi, sono state riconosciute le spese legali e un risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede.

Nell’udienza ultima è stato sentito il consulente di parte per la difesa, Ing. Cavallaro di Scafati, dipendente part-time della Regione Campania, settore difesa suolo, area Lavori Pubblici. Immediatamente dopo, il Pubblico Ministero, dott.ssa Katia Cardillo, ha concluso, chiedendo due anni di reclusione per Luigino Mele (proprietario), arch. Saverio Romano (progettista), geom. Cardamone Vincenzo (tecnico comunale), Spina Angelo (assessore pro-tempore e responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale), e i membri della Commissione Edilizia Integrata, ing. Marmo Felice, arch. Zoccoli Antonio. Solo per il geometra Del Prete Antonio è stata richiesto un anno e sei mesi di reclusione. Per tutti la pena può essere sospesa nel caso di abbattimento del fabbricato.

In effetti, viste le pene richieste, all’accusa dovrà essere risultato chiaro che si voleva trasformare, con la connivenza di rappresentanti dell’ente comunale, un “pagliaio” ed un rudere in un albergo e un ristorante in zona protetta. Per questa intrapresa si erano anche chiesti contributi regionali per l’accoglienza diffusa. Ma così facendo, invece di salvaguardare le caratteristiche locali costituite da ovili, ruderi, mulattiere, sentieri, che costituiscono la bellezza naturale di un territorio riconosciuto patrimonio dell’Umanità, non si cedeva forse solo alla logica del profitto?

La prossima udienza si terrà il giorno 22 luglio prossimo per le conclusioni delle parti civili e della difesa, per poi attendere l’esito della sentenza.
 




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