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GENTE LUCANA - Presentazione dell'ultimo lavoro del prof. Giuseppe DE VITA, Poeta Dialettale Cilentano


13-06-2010

Ieri sera al Circolo Sociale "CARLO ALBERTO 1886" di Padula (SA) si scritta un’altra memorabile pagina culturale per il Vallo di diano. Alla presenza di una numerosa ed attenta platea e con gli onori di casa del Presidente Terno Felice , il PROF. GIUSEPPE DE VITA , di origine Cilentane (nasce il 16.9.1942 a Moio della Civitella (SA) da Enrico e Giovanna Pilerci) ma Lucano di adozione (dal 1974 vive ad Avigliano di Potenza, con la moglie Elisa ed i figli Enrico, Leonardo e Francesco) stimato docente Universitario, in pensione, della Facolta di Agraria di Potenza , che dopo le opere di "…cche ssì Ciliento mia! del 1998 e "Orla mari" 2000 , ha presentato il suo ultimo capolavoro poetico, una raccolta di poesie in dialetto Cilentano dal titolo “Gente Lucana”, suddiviso in sezioni “ La terra , La gente”, “Frammenti”, “ Intime Atmosfere” La presentazione Letteraria moderata dall’Arch.Tiziana Bove Ferrigno “…. Il libro è fatto di poesie che raccontano di fatti, situazioni, attimi di vita, momenti di comunione, che risulta viva ed immediata, attuale e presente, pur con gli inevitabili salti del tempo che la memoria sa operare” Il lettore è condotto per mano dallo stesso Autore del Libro …che come è accaduto ieri sera, con il suo straordinario recital (con un armonioso sotto fondo musicale di chitarra classica del maestro Michele Perrone ) di alcune sue poesie ha fatto rivivere momenti particolari e commoventi al pubblico presente …che con la fantasia e i ricordi, ha fatto muovere liberamente per i vicoli, le strade, le piazze o sostare dinanzi alle chiese o negli slarghi ad ascoltare suoni, rumori, voci, ripercorrendo a ritroso gli anni fino a tornare fanciullo, in un clima di magia che la parola del poeta sa creare. E ci sono descrizioni che sbalzano attraverso pochi tocchi di penna, personaggi che tornano nitidi nei dettagli, introspezioni affidate ad un aggettivo o a un termine, coreografie che emozionano, profumi perduti che inondano l'aria, richiami della mente e soprattutto del cuore. Come dice lo stesso Prof. De Vita “… E il Cilento, che meglio faremmo a chiamare Cilient, con i suoi scogli, gli ulivi scompigliati e i castagni pomposi ma anche con il profumo delle ginestre, è terra radicata nei suoi abitanti che sognano, e a giusta ragione, di tornare da lontano almeno per morirci, foss'anche sotto una pianta di fico, per assaporare prima l'ultimo anelito di libertà …” Si apre così un percorso che sa di concretezza pur nella estrema leggerezza dei simboli che fungono da guida discreta e sicura sulle linee dello spazio e del tempo “…l'"aulivo" con il pettirosso, la natura nelle sue diverse proposizioni, la costa a picco, il mare nelle sue più diverse sfumature, i segni leggeri che scandiscono la vita quotidiana…il ragù della nonna…” Con la stessa leggerezza e naturale delicatezza, il poeta fa passare il pubblico presente, da una spensierata allegria ad emozioni fortissime sul piano personale con poesie sull’emigrazione ( La navi, so sulo riecimila ) e di riflessioni sociali (La molla, L’aulivo e la mimosa). In questo libro “Gente Lucana “ come afferma,anche, il critico letterario, tra gli ospiti presenti, Prof. Antonio Pallottino “…C'è tutto un mondo che viene riproposto con cortesia e con naturalezza, senza confusioni o rumori, ma ricorrendo ad un linguaggio appropriato, "autentico, stretto, parlato, teso alla ricerca del termine più appropriato, aderente alla frase che vuole esprimere, utilizzando lemmi e locuzioni dialettali….”. Poi prima del gran buffet finale, a conclusione della serata, eil famoso Medico –Cantautore cilentano, dott. Aniello De Vita, ("Ciliento, terra mia". “ So' nato a lo Ciliento... e me ne vanto,) fratello di Giuseppe, accompagnato dalla sua chitarra ha allietato i presenti con alcune sue note canzoni, mandando quella, finora, composta la platea in un apoteosi completa.
Dott. MICHELE D’ALESSIO
 




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