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Condannato il professore dell’Alberghiero di Sant’Arsenio: due anni e cinque mesi.


05-03-2010

Due anni e cinque mesi, interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalla scuola e in più il risarcimento danni in separata sede: questa è la sentenza emessa giovedì dal collegio giudicante presieduto dal presidente del Tribunale di Sala Consilina, Luciano Santoro insieme ai due giudici a latere Coppo e Tarallo. Sentenza che ha ridimensionato quanto invece aveva in precedenza avanzato il Pubblico Ministero chiedendo per l’imputato la pena pari a quattro anni. Nel corso dell’ultima udienza consumatasi giovedì al Palazzo di Giustizia di Sala Consilina, dopo l’audizione del consulente della difesa sono iniziate le lunghe agguerrite e convincenti arringhe finali, e il collegio giudicante ritiratosi in camera di consiglio, poco dopo ha letto la sentenza di condanna a carico del professore di Tolve, in provincia di Potenza, finito in questo procedimento penale con la pesante accusa di atti osceni molestie sessuali e minacce nei confronti di alcune studentesse all’epoca dei fatti ancora minorenni. Le molestie, come raccontato nel corso dei lunghi interrogatori in aula, si sarebbero consumate circa due anni fa durante le ore di lezione di cucina tenutesi all’Alberghiero di Sant’Arsenio, quando il docente sarebbe stato solito pulirsi le mani sul grembiule delle alunne spingendosi ben oltre. Una condanna pesante a cui i legali del docente lucano, che sconvolto e amareggiato si proclama quanto mai innocente ed estraneo ai fatti contestati, già hanno annunziato il ricorso in Appello. Le indagini sulla vicenda erano scattate nella primavera del 2007 quando, da alcune voci di corridoio, alcune allieve allora minorenni avevano mosso la denuncia di attenzioni morbose da parte del giovane professore di cucina nei loro confronti. Solo al termine del lungo periodo investigativo, a mettere la manette ai polsi del trentottenne professore ma residente a Brindisi di Montagna, furono i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sala Consilina. Sconvolgendo profondamente la sua famiglia e l’intero paese. All’inizio sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, poi dopo qualche giorno, era stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame di Salerno. Una storia questa che già aveva spaccato in due l’opinione pubblica del Vallo di Diano. Come spesso accade in casi così gravi, la popolazione e chi conosceva bene o ha avvicinato il professore a scuola o in altri ambiti, ha iniziato a interrogarsi sulla veridicità del racconto delle studentesse mentre altri hanno espresso una personale riflessione sull’accaduto. Oggi la Giustizia del Tribunale salese ha condannato il professore lucano ritenendolo colpevole delle accuse mosse nei suoi confronti e adesso si dovrà attendere novanta giorni per leggere le motivazioni di quel dispositivo emesso dal collegio giudicante.

Antonella Citro



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