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Donato Pica e 5 obiettivi da raggiungere nei prossimi 5 anni alla Regione: “Dobbiamo tendere a costruire un progetto credibile che dia prospettiva e speranza alle nostre comunità”.


27-02-2010

 

D: On. Pica, i prossimi 5 anni saranno fondamentali per costruire una Campania migliore, una Regione nella quale sarà indispensabile raggiungere 5 obiettivi. Quali?
R: Dobbiamo sicuramente tendere a costruire un progetto credibile che dia prospettiva e speranza alle nostre comunità concentrando il massimo dell’attenzione possibile su alcuni punti che, a mio giudizio, si collegano essenzialmente a quello che è il contesto sociale, economico e produttivo che ci riguarda nel rapporto tra il privato e la pubblica amministrazione, nel caso di specie con la Regione che è l’organo elettivo e rappresentativo più importante del nostro territorio. Ho individuato questi cinque punti ascoltando, pressoché quotidianamente, le istanze e le segnalazioni dei cittadini e rendendomi conto delle priorità e criticità su cui dobbiamo assolutamente intervenire.
D: Quali sono i punti su cui occorre subito intervenire?
R: Occorre primariamente intervenire dando autorevolezza spazio e protagonismo alla Provincia di Salerno che, è tra le più estese e tra le più importanti d’Italia, favorendo una sorta di percorso non separato ma parallelo con la città di Napoli, alla quale va riconosciuto un ruolo essenziale come capoluogo di Regione, ma evitando nei limiti del possibile confusioni e interferenze dal punto di vista delle procedure amministrative dell’erogazione delle risorse finanziarie. Ciò vuol dire che Napoli come area metropolitana avrà una sua configurazione autonoma per dare risposte più dirette e più soddisfacenti a quelle comunità, le altre province con Salerno in testa, invece recuperano spazi per portare avanti in maniera più spedita tutte le iniziative e tutti i progetti che più da vicino la riguardano.
D: Per creare cosa?
R: Per creare le condizioni dello sviluppo, per lo sviluppo sostenibile che rispetta e valorizza le eccellenze naturali, paesaggistiche storiche di prodotti tipici enogastronomia, tutto ciò che più direttamente e storicamente ci appartiene per costruire nuovi modelli di sviluppo che diano anche sbocchi occupazionali in particolar modo per i nostri giovani, diplomati e laureati, ai quali dobbiamo dedicare tantissima attenzione.
D: Nello specifico di cosa parliamo?
R: Del decentramento amministrativo con l’attribuzione di funzioni concrete e reali capacità decisionale per gli Enti Locali ne abbiamo già parlato: la Regione deve legiferare programmare controllare gli atti esecutivi di gestione, debbono essere invece concentrati a livello locale in modo tale che in un unico tavolo poi si danno tutte le risposte e si velocizzano al massimo tutte le fasi, per così dire autorizzatorie, di definizione delle pratiche sia quelle che riguardano gli enti pubblici, quelli che si riferiscono agli operatori e agli imprenditori privati. Un’altra priorità assoluta è costituita dalla sanità: conosciamo bene lo stato di crisi attuale, la deficienza di risorse finanziarie, il commissariamento e la paralisi che sta danneggiando non poco l’espletamento di tutte le attività sanitarie, in special modo nei presidi ospedalieri. Dobbiamo invece tendere a costruire una nuova idea di Sanità che veda integrato e coordinato il momento sanitario con quello dei servizi sociali, dare  più attenzione alle fasce deboli alla cronicità e alla lungodegenza e, favorire l’integrazione pubblico-privato. Bisogna creare magari attraverso opportune operazioni di riconversione strutture di media-alta specialistica che, consentano di ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria e della mobilità passiva. Poi vi è un punto irrinunciabile che si riconduce alla difesa all’ambiente e al territorio con la lotta all’erosione costiera e al dissesto idro-geologico, alle frane e a tutto ciò che, caratterizza in negativo la Regione Campania per la quasi totalità dei comuni che la compongono. E infine e non per ultimo, vi è l’agroalimentare di qualità e la valorizzazione dei prodotti tipici locali.
D: Qual è il punto essenziale? Occorre creare sicuramente una società più meritocratica.
R: Il punto fondamentale rimane sempre quello del lavoro e dei giovani. Vediamo il territorio protagonista nel momento in cui ne valorizziamo le capacità progettuali, quindi diamo lo spazio dovuto a quella che è la meritocrazia e la qualità delle proposte, ragion per cui il tavolo di confronto deve avvenire sui contenuti e non sulle impostazioni teoriche fini a se stesse. Se una proposta merita, se una proposta è valida, se va in direzione dell’interesse collettivo, noi dobbiamo attivarci affinchè quella proposta possa essere esaminata discussa e approvata. Questo scuramente è un punto irrinunciabile, almeno per quel che riguarda il mio programma elettorale.
 
Antonella Citro         



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