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Giovane Italia non condivide “Città Vallo: Porta Sud della Campania” come progetto per ottenere il finanziamento degli Accordi di Reciprocità


14-12-2009

Non ci convince la proposta “Città Vallo: Porta Sud della Campania” avanzata dai Sindaci del Vallo di Diano per ottenere il finanziamento relativo ai cosiddetti Accordi di Reciprocità.
Questo finanziamento, che qualora venga accettato può raggiungere la cifra di 70 milioni di euro, si presentava come una grande opportunità di sviluppo comprensoriale che poteva interessare diversi settori economici.
Come già abbiamo avuto modo di dire, la nostra proposta era sulla stessa linea di quella del Codacons di Sala Consilina ossia adoperare lo studio di fattibilità, già presente per la riattivazione della tratta ferroviaria Sicignano-Lagonegro, elaborato a seguito della delibera CIPE n. 249/97 del 18.12.1997. Questo studio prevedeva per la riapertura della tratta una somma di 61,8 miliardi delle vecchie lire, somma sostenibile, come si può calcolare, dal potenziale finanziamento degli accordi di reciprocità. A ciò si aggiungono i 15 milioni di euro (emendamento dell’On.Brusco alle Legge Finanziaria) stanziati nel 2003 per la riattivazione della tratta, cofinanziamento da parte del gestore pubblico per altro necessario per accedere ai fondi europei degli accordi di reciprocità.
Così non è stato.
I Sindaci, alcuni giorni fa, hanno deciso inoltrare quale asse portante per l’ottenimento del finanziamento il progetto-idea “Città Vallo: Porta Sud della Campania” con una serie di previsti interventi in diversi comuni del comprensorio. Interventi che non hanno un progetto globale, se non nel nome (che non significa niente), e che appaiono sconnessi l’un l’altro. E’ prevalsa, ancora una volta, nella redazione della proposta, la logica del politchese per i singoli Sindaci che si sono, come comunemente si dice, “litigati” come tanti capi tribù, un potenziale intervento nel proprio comune. Ad esempio si prevede un potenziamento del Parco Termale a Montesano (rammentiamo che le Terme sono private e che già i finanziamenti Filiera Termali ivi investiti hanno generato strutture ora in decadimento perché economicamente non gestibili dal pubblico) e nel contempo un Parco Urbano ad Atena Lucana, dall’Avio Superficie di Teggiano (già destinataria di oltre 5 mln di euro, della stessa però non si conosce ancora l’utilità) all’Archeodromo di Monte San Giacomo, dal collegamento alla rete dei rifugi del Monte Cervati di Sanza alla sistemazione di un corridoio fluviale a Casalbuono. Da quanto emerge come si fa a dire che questi previsti interventi siano tra loro collegati da un asse come l’idea Città Vallo? Ma non si nota che questi siti tra loro non sono nemmeno collegati con mezzi di trasporto? Lasciamo giudicare ai cittadini oramai stanchi delle tante promesse disattese. Il progetto “Città Vallo” riesumato dai fallimenti degli anni ‘70, verrà bocciato perché senza testa né coda.
La verità è che anche questa volta i Sindaci del Vallo di Diano, tutti appartenenti al Partito Democratico, hanno perso una grande opportunità per uno sviluppo (forse ne sono impauriti!), non singolare, ma complessivo del Vallo di Diano che per quanto ci riguarda non potrà mai avvenire senza una adeguata rete di trasporti.

 




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