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Sanza dice NO all’istallazione di antenne radio in pieno centro abitato.


05-12-2009

Sanza – Una vicenda assai complessa e particolare quella che sta interessando il piccolo comune ai piedi del monte Cervati. Un comune ricadente nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e quasi completamente ricompreso in siti di interesse comunitario (SIC) ed a protezione speciale (ZPS). Tuttavia una strana vicenda legata all’istallazione di ben tre antenne relative alla rete di telecomunicazioni strategica a standard TET

RA, servizio radiomobile ad uso esclusivo delle Forze di Polizia, sta creando non poche preoccupazioni alla popolazione locale. Nel mese di gennaio 2008 in una conferenza di servizi convocata presso la prefettura di Salerno, presenti i rappresentanti della Soprintendenza, del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ecc. l’amministrazione civica, guidata dal sindaco Antonio Peluso, viene a conoscenza del progetto “TETRA”, una rete radiomobile a servizio delle forze dell’ordine, che prevede l’istallazione di antenne di trasmissione anche nel comune di Sanza. In tale occasione, da quanto riferisce il consigliere comunale Toni Lettieri delegato all’incontro, lo stesso Prefetto però chiarisce che per la riservatezza del progetto, trattasi di rete a servizio delle forze dell’ordine, non è possibile illustrare ne la localizzazione degli stessi apparati ne il numero di istallazioni che saranno poste in essere. La questione quindi fin da subito sembra essere contornata da un alone di mistero. Mistero che si svela allorquando presso l’ufficio tecnico del comune di Sanza vengono depositate tre diverse istanze di inizio attività, le cosiddette DIA, da due diversi cittadini della comunità locale e da una società che ha sede nel comune di Celle di Bulgheria. A questo punto la localizzazione dei siti è chiara e con lo stupore di tutti si apprende che almeno due dei tre ripetitori saranno localizzati non solo nei pressi del centro abitato ma a poche decine di metri da civili abitazioni. Lo stupore diviene sconcerto quando si apprende che uno dei proprietari dei terreni in questione è un congiunto molto stretto dell’attuale vice-sindaco. Nasce quindi un comitato cittadino che attraverso una petizione popolare chiede al Prefetto di Salerno, attraverso l’amministrazione comunale, non solo chiarezza in merito al metodo adottato per l’individuazione dei siti ma soprattutto rassicurazioni in merito agli effetti dei campi elettromagnetici che le stesse antenne produrranno. La stessa amministrazione comunale lo scorso mese di agosto mediante una missiva al Prefetto ed alla società SELEX Comunication con sede a Genova inoltra la 

petizione popolare e chiede la sospensione dei lavori nonché l’annullamento della Conferenza dei Servizi tenutasi il 17 gennaio 2008 proprio perché nella stessa non venivano indicati i siti in questione. Successivamente su proposta del Prefetto la stessa amministrazione locale individua otto diversi siti alternativi, in suolo pubblico, e soprattutto in aree distanti dall’urbanizzato. La società SELEX però afferma che gli stessi siti non sono adatti e quindi la volontà di procedere come pianificato in precedenza. A questo punto monta la protesta popolare che è sfociata giovedì sera in un’infuocata assemblea pubblica, Più di cinquecento cittadini, madri di famiglia, anziani, giovani hanno chiesto un incontro con l’amministrazione comunale per chiedere spiegazioni su quanto sta accadendo. Infatti proprio nella giornata di giovedì 4 dicembre l’impresa che sta eseguendo i lavori ha aperto il cantiere scatenando la reazione del comitato civico che non solo ha presidiato lo stesso ma si è presentato in municipio ed ha occupato i locali. In serata l’incontro con l’amministrazione comunale. I toni infuocati delle madri preoccupate per gli effetti dell’inquinamento elettromagnetico hanno a dir poco impedito che lo stesso sindaco potesse dare le spiegazioni del caso. Il portavoce del comitato, il signor Antonio Di Feo, ha preannunciato azioni eclatanti se lo stesso Prefetto non chiarirà come sono stati individuati i siti e soprattutto perché non è possibile spostare le antenne in zone distanti dalle abitazioni dei privati cittadini. “Noi ci preoccupiamo per la salute dei nostri figli, noi non diciamo no all’istallazione di antenne che tra l’altro è a servizio delle forze dell’ordine che noi rispettiamo, ma ci chiediamo come mai non si riesce ad individuare siti alternativi che mettano in sicurezza le nostre famiglie” aggiunge Di Feo.
“Se non avremo risposte siamo pronti ad occupare le strade” grida qualcuno dal pubblico. Il sindaco Peluso dal canto suo si dice molto preoccupato per le tensioni che il fatto ha scatenato e per il clima di nervosismo che sta vivendo la comunità locale. Insomma una situazione preoccupante che mette in pericolo l’ordine pubblico e per la quale ci sia spettano risposte a breve da parte del Prefetto.
 




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