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Sale numero morti in Italia per l'influenza A; Fazio: "Non c' nessun caso Campania"


03-11-2009

La mortalità dell'influenza A in Italia è la metà di quella registrata in Europa e non c'è nessun caso Campania. Lo ha detto il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Fazio ha illustrato i termini della campagna di vaccinazione e ha rassicurato: "Il numero delle vittime è molto più basso di quello dell'influenza stagionale".

Le vittime. "Sono 16 i morti e 30 attualmente i casi ospedalizzati" a causa della nuova influenza in Italia, ha precisato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio nell'incontro a Palazzo Chigi sull'emergenza A/H1N1. "Da domani, viste le esigenze della stampa - ha assicurato Fazio - il numero delle vittime e i casi gravi saranno sul sito del ministero".

In Europa. il viceministro ha sottolineato che nel nostro Paese i decessi sono molto meno che nel resto d'Europa: "In Francia 44 vittime, 137 in Gran Bretagna, 63 in Spagna. In Europa sono 317 su 500 milioni di abitanti, un'incidenza di 0,062 per 100.000, mentre in Italia la media è 0,027 per centomila, quindi la metà", ha detto Fazio.

Pandemia. "Siamo in pandemia influenzale, questa è una influenza. Come è noto le influenze sono malattie contagiose che provocano anche vittime, quindi è normale che ce ne siano". Lo ha detto il viceministro alla Salute, Ferruccio Fazio, sottolineando che al momento in Italia la nuova influenza ha provocato "vittime in modo limitato, l'anno scorso la stagionale ha fatto 8mila morti".

"Donne in gravidanza si vaccinino". Le donne incinte rischiano 4 volte più delle altre persone di sviluppare i sintomi della nuova influenza, ha detto Fazio. "E' stato osservato - ha spiegato - che le donne in gravidanza hanno un rischio 4 volte superiore alle altre persone di sviluppare i sintomi di questa influenza. In Spagna sono morte diverse donne in gravidanza. Perciò abbiamo inserito le donne incinte dal terzo mese in poi tra le prime categorie da vaccinare".

Una volta vaccinate contro l'influenza A le categorie a rischio e i servizi essenziali toccherà ai bambini e i giovani da 6 mesi a 27 anni di età: questa seconda tranche di vaccinazioni "partirà entro l'ultimo mese dell'anno".

Bambini. La nuova influenza "colpisce i bambini più di quanto non li colpisca la stagionale, perché è un ceppo virale completamente nuovo che non trova ricorda immunitari nei bambini, mentre le persone anziane sono state esposte in passato a virus simili", ha detto il viceministro spiegando che al momento "solo il 3% delle persone colpite ha più di 65 anni".

"Il motivo per cui li vogliamo vaccinare non è che sono a rischio, ma che sono i moltiplicatori della pandemia. Mi auguro che riusciremo a farlo entro la fine dell'anno. Probabilmente lo faremo nell'ultimo mese dell'anno".

Entro fine novembre 6 milioni di vaccini. "Abbiamo iniziato per primi in Europa la vaccinazione - ha detto Fazio - ma una casa farmaceutica non può produrre tutte le dosi necessarie tutte insieme. Al 30 ottobre tutte le regioni avevano ricevuto una quota di vaccini, un milione di dosi totali. Si arriverà a 2 milioni alla fine della prossima settimana e a sei milioni a fine novembre".

Giovedì prossimo in Conferenza Stato-Regioni si toccherà anche il punto della strategia vaccinale, strategia, ha ricordato Fazio, "che è stata elaborata di concerto con le Regioni stesse". Il viceministro ha aggiunto che varrà data "una quota extra di vaccino alle tendopoli dell'abruzzo".

"Non intasare gli ospedali". L'influenza A è "lieve - ha detto Fazio - fa poche vittime e con sintomi leggeri. Ci raccomandiamo alla popolazione affinché non vadano ai Pronto Soccorso e agli ospedali ma contattino il medico di medicina generale che li avvierà in ospedale solo in presenza di sintomi respiratori. Altrimenti intasiamo il sistema".

Fazio ha poi spiegato che "il tampone viene fatto solo per i malati ospedalizzati. E non ha più una finalità epidemiologica stretta. Non serve a contare i casi, ma a studiare eventualmente l'evoluzione del virus".

"Regioni collaborino". "La distribuzione del vaccino è stata condivisa con le Regioni - ha spiegato Fazio - il coordinamento regionale è effettuato da un funzionario della Regione Toscana e siede nell'unità di crisi. Perciò le Regioni non sono state solo spettatori ma hanno condiviso le strategia distributiva".

"Vittime con malattie croniche". Tutti i 16 morti italiani per l'influenza A, "eccetto forse la donna di Messina", soffrivano di malattie croniche, ha ricordato il viceministro , ribadendo la necessità "di vaccinare proprio queste categorie a rischio" e invitando comunque "a evitare allarmismi perché questo virus è lieve".

Quanto alla strategia vaccinale, Fazio ha sottolineato che "è stata identificata con gli altri Paesi europei e concordata con le Regioni, ed è buona: cioè prima le categorie essenziali perchè i medici ci vogliono comunque, poi le persone a rischio, e in un'ordinanza abbiamo contestualizzato la vaccinazione di quest'ultime, comprese le donne in gravidanza".

"Picco ad inizio anno". "Prevediamo il picco verso i primi dell'anno nuovo", ha detto Fazio. "Noi vaccineremo lo stesso perché con l'anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l'autunno prossimo - ha aggiunto Fazio - Se finisce il picco ci saranno però le persone che hanno avuto influenza saranno al massimo il 15%-20% e perciò può tornare". "E' un problema comune a tutti il mondo - ha concluso Fazio - Siamo tra gli Stati più privilegiati, se penso al terzo mondo che si trova senza vaccino".

Nessun caso Campania. "Non c'è nessun caso Campania", ha detto Fazio lanciando un messaggio tranquillizzante dopo i diversi casi di decesso in quella regione per l'influenza A. "I dati danno un'incidenza di 3,88 per mille abitanti - ha ricordato Fazio - e di 12,6 in Campania. La Campania, forse perché ha fatto molto freddo, ha decisamente più influenze delle altre regioni. Quindi un numero di casi molto maggiore.

Ciò nonostante l'incidenza della letalità in Campania resta dello 0,1 per mille, 20 volte sotto la stagionale". In ogni caso, ha annunciato Fazio, "ci stiamo attivando per l'unità di crisi come mi ha chiesto l'assessore alla Sanità della Campania, stiamo pensando a una persona molto esperta per aiutarli".
 

tratto da: www.repubblica.it




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