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Processo AgorÓ: verso le battute finali


16-10-2009

Si è tenuta ieri mattina al tribunale di Sala Consilina l’udienza penale scaturita dalla maxi operazione antidroga denominata “Agorà” che nel 2007 al culmine delle indagini permise ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sala Consilina di sequestrare più di duecento grammi di eroina ed un ingente quantitativo di cocaina pari a più di mille dosi di sostanza stupefacente pronta presumibilmente per essere consumata e immessa sul mercato. Diciannove gli imputati alla sbarra su cui pendono moltissimi capi di imputazione. Dinanzi al collegio giudicante presieduto dal presidente del tribunale Luciano Santoro e dai due giudici a latere Ansalone e Diana, ieri si è svolto il prosieguo della fase istruttoria. E’ stato contro-esaminato il maresciallo Piantanida uno degli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri operante che interrogato dal Pubblico Ministero Carlo Rinaldi ha ricostruito nei minimi dettagli la vicenda giudiziaria attraverso il racconto dei lunghi pedinamenti, appostamenti e minuziosi controlli. Poi sono stati esaminati e contro-esaminati tutti gli altri testi della Pubblica Accusa: Calicchio, Cantelmi, i marescialli dell’Arma dei Carabinieri Cardella Lenoci Gentile Siani, il brigadiere Marmo, l’appuntato Barillaro, Russo e Ascanio, Enrico Martino. Questi in sostanza hanno riferito della sostanza stupefacente in oggetto che compare in numerosissimi capi di imputazione, della denuncia di un furto sporta da una persona offesa che compare nella sopracitata lunghissima lista testi, sul quantitativo della stessa sostanza stupefacente e sulle analisi chimico-fisiche effettuate. Va detto che il processo si avvia lentamente alle battute finali quando nella prossima udienza fissata al prossimo 3 dicembre alle 11:00 verrà ascoltato l’appuntato Bennici e il maresciallo Argento, ancora testi del Pubblico Ministero, e solo dopo si passerà alla requisitoria del pm e alle arringhe della difesa. Nel pool difensivo, il prof. avv. Michele Di Iesu che sostiene la difesa di due giovani imputati, ha dichiarato: “Confido nell’accoglimento della mia tesi difensiva volta a smantellare tutti i capi d’accusa che pendono sui miei assistiti, sono sereno e fiducioso nella Giustizia”. All’epoca dei fatti la locale Procura della Repubblica emise numerose ordinanze di custodia cautelare che hanno trascinato in aula diciannove imputati tutti accusati di detenzione acquisto trasporto cessione e spaccio di sostanza stupefacente, presunti membri di una rete che si sarebbe servita di un linguaggio criptico per smerciare e trafficare con assoluta tranquillità la droga. Settecento le intercettazioni ambientali e telefoniche, innumerevoli gli appostamenti e pedinamenti che supporterebbero la tesi di colpevolezza formulata dagli inquirenti racchiusa nei 71 capi di imputazione e il linguaggio misterioso, quello tipico dei ragazzini di scuola elementare, sarebbe da considerarsi un esempio di depistaggio e chiusura a un ambiente di pochi frequentatori. Un procedimento penale che fa discutere e divide il civico consesso locale perché oggetto della questione è una delle emergenze sociali più diffuse e allarmanti: traffico e consumo di sostanze stupefacenti.

 
Antonella Citro
 
 
 
 



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