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Il Brigante Tittariello manifestazione storico - culturale: Sant'Arsenio 17 agosto


16-08-2009

IL BRIGANTE TITTARIELLO MANIFESTAZIONE STORICO -CULTURALE: SANT’ARSENIO 17 AGOSTO 2009.
Sant’Arsenio. La Pro-loco di Sant’Arsenio, presieduta da Franco Flora, ha organizzato per lunedì 17 agosto 2009, l’undicesima edizione del ‘’Brigante Tittariello’’, manifestazione storico-culturale che rientra tra le iniziative predisposte per la promozione del territorio, custode nel tempo di preziose eredità culturali, storiche ed artistiche. Importanti i motivi alla base della manifestazione: la ricerca delle fonti storiche e la valorizzazione della memoria locale, lo spettacolo proposto che diventa valido veicolo culturale e turistico,lo spirito di forte aggregazione nella collettività locale.
La rievocazione storica inizia alle ore 18:00, con il corteo storico per le vie cittadine ed in particolare con l’esibizione dei trombonieri, sbandieratori, giocolieri, cavalieri, musici. Successivamente viene rappresentato il Bando di cattura del Brigante Tittariello e alle ore 22:30 lo scontro a fuoco tra soldati Italo-Spagnoli e truppe di briganti.
Giovan Battista Verricella, detto Tittariello, nasce a Sant’Arsenio il 13 ottobre 1611 da Antonio e da Lucrezia Mangieri. Fornito di particolare e forte carisma riuscì a mettere assieme una banda di ben trecento briganti.
In virtù della sua tempra di uomo determinato, sprezzante del pericolo, audace nelle imprese più temerarie, i suoi seguaci gli obbedivano ciecamente. Tittariello, fra l’altro, ebbe il coraggio di assalire Padula, dove riuscì a fare prigioniero l’Uditore e, in altra occasione, rapì in Sala, a scopo di ricatto, il secondo vicario diocesi. Furono proprie le sue gesta temerarie e specificatamente l’aver imprigionato l’Uditore di Padula che fecero legare il destino di Tittariello al vicino Cilento, rifugiandosi nei boschi attorno a Campora, ove gli era facile controllare la via d’accesso che congiungeva quelle zone con il Vallo di Diano, all’epoca molto frequentata dai commercianti di grano che con i muli e gli asini lo andavano a caricare nel Vallo di Diano per poi rifornire i paesi Cilentani.
PIETRO CUSATI
 




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