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Incidente mortale dello scorso 31 agosto: al via il processo a carico di Alberto Rinaldi


22-06-2009

Al Tribunale di Sala Consilina si sono celebrate le prime battute del processo penale che vede sul banco degli imputati Alberto Rinaldi. L’uomo 54 anni è accusato di omicidio colposo plurimo per aver provocato lo scorso 31 agosto la morte di Angela Giannetti, Giuseppe Spinelli e Vincenzo Del Prete. I familiari delle tre giovani vittime rappresentate dai legali Alfonso Penna, Vincenzo Speranza e Francesco Giuliano si sono costituite parte civile. L’udienza preliminare ha fatto registrare già molti malumori tra le parti. La difesa aveva chiesto il patteggiamento della pena ottenendo in un primo istante il consenso del Procuratore della Repubblica sulla condanna a un anno e 11 mesi. I difensori di parte civile hanno ribadito la inadeguatezza delle pena rispetto alla ipotesi di reato al punto che il giudice per l’udienza preliminare dopo una lunghissima camera di consiglio ha respinto la richiesta di patteggiamento. Prossimo appuntamento in aula sarà il 18 settembre prossimo. La morte improvvisa dei tre ragazzi in questione sulla variante alla SS 18 nei pressi dell’uscita di Buonabitacolo sollevò una comprensibile ondata di emozioni in tutto il Vallo di Diano. Angela 19 anni di Sapri, Giuseppe 25 anni e Vincenzo di 24 di Sassano furono le vittime dell’ennesimo incidente su strada: lo scontro mortale avvenne nel territorio di Buonabitacolo fra una vettura Audi A6 con all’interno i tre giovani e una Rover 45 con alla guida Rinaldi residente a Buonabitacolo. Dalle ricostruzioni degli inquirenti, le due vetture viaggiavano in direzione Padula quando all’improvviso una delle due effettuò una manovra azzardata al fine di immettersi nello svincolo di Buonabitacolo. L’impatto fu terribile e solo dopo qualche ora fu possibile estrarre quei corpi dalla lamiere ormai contorte su se stesse, furono condotte all’obitorio di Polla e vennero identificate. Angela, figlia del titolare di un’azienda al porto saprese e vicepresidente della locale squadra di calcio, venne identificata per prima mentre fu arduo risalire alla identità dei due giovani. Dato l’impatto violentissimo, il guardrail aveva sfondato il finestrino anteriore e aveva provocato la decapitazione di uno dei due ragazzi ma entrambi erano ricoperti da profonde ferite che non consentivano di ricavare dati utili al riconoscimento. Quasi immediatamente i carabinieri esclusero l’ipotesi che i tre ragazzi al momento dell’incidente fossero stati sotto l’effetto di sostanze psicotrope o comunque alteranti della capacità di guida. Non fu semplice ricostruire attimo per attimo cosa era effettivamente successo in quei terribili e pochissimi istanti. Tanto quanto bastò per stroncare tre giovani vite. Vennero analizzate le tracce lasciate dagli pneumatici sull’asfalto e venne rilevata la velocità  mantenuta dalle due auto, dati preziosi per ricostruire l’esatta dinamica.

Antonella Citro



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