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“Con Flaiano e Fellini a via Veneto. Dalla Dolce vita alla Roma di oggi”: Presentato a Padula il libro di Giovanni Russo


15-06-2009

“Con Flaiano e Fellini a via Veneto. Dalla Dolce vita alla Roma di oggi”
Presentato a Padula il libro di Giovanni Russo

“E’ stata una serata particolare perché ho ritrovato luoghi e aspetti lontani nel tempo che hanno rinsaldato il mio rapporto con Padula e i Padulesi”. Con queste parole, pronunciate non senza un pizzico di emozione, il giornalista e scrittore Giovanni Russo, editorialista del Corriere del Sera, ha concluso il suo intervento in occasione della presentazione del libro “Con Flaiano e Fellini a Via Veneto,. Dalla Dolce vita alla Roma di oggi” (Rubbettino Editore).
Per accogliere nel modo migliore l’illustre concittadino il presidente del Circolo Sociale Carlo Alberto -1886, Felice Terno, ha fatto le cose in grande coinvolgendo l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore alla cultura Francesco Vitale, ed alcuni tra i più importanti sodalizi culturali che operano nel territorio (Peppino Colitti per il Centro Studi e Ricerche Vallo di Diano, Aldo Rescinito per il Circolo Banca Montepruno e per l’Associazione Luigi Pica di Sant’Arsenio, Tiziana Bove Ferrigno per il Comitato Comprensoriale Grande Lucania e Michele Albanese, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e di Laurino).
Il libro analizza la vita culturale e artistica di Roma dagli Cinquanta agli inizi del 2000, ma soprattutto dei grandi personaggi che vissero nella Città Eterna in quella magica stagione che fu il secondo dopoguerra: da Fellini a Flaiano,da Maccari a Guttuso, da Moravia a Pasolini. Tutto è raccontato attraverso gli occhi dello scrittore che fa rivivere l’atmosfera dei caffè di Piazza del Popolo e di Via Veneto in modo da ricostruire gli avvenimenti più significativi di mezzo secolo di storia.
Del volume hanno parlato Emilio Giordano dell’Università di Salerno ed il ricercatore di storia locale, Antonio Tortorella,
In particolare, Emilio Giordano ha analizzato i vari aspetti del volume sostenendo che la parte più bella è proprio quella dedicata a Via Veneto e Piazza del Popolo dove Flaiano e Fellini raccolsero il materiale per quell’autentico capolavoro che è il film La dolce vita. Erano gli anni della conversazione quando non c’era ancora la tirannia della televisione e quando gli intellettuali (scrittori, artisti, pittori, cinematografari) si incontravano e discutevano nei caffe: un rito che è svanito negli anni Settanta.
A conclusione dell’incontro è toccato al giornalista Giuseppe D’Amico “provocare” l’illustre ospite con alcune domande sui cambiamenti che si sono verificati non soltanto nel mondo del giornalismo di oggi rispetto agli anni Cinquanta e sul suo rapporto con il Sud “dovuto –ha sostenuto Russo- alla mia origine meridionale (madre padulese e padre di Sala Consilina) ed al mio rapporto con il mondo contadino e, in particolare con lo scrittore Carlo Levi”. Par la cronaca, Russo aveva difeso il “Cristo si è fermato ad Eboli” dalle critiche della borghesia lucana che lo considerava quel volume offensivo per il Sud. Proprio l’amicizia con il medico e scrittore torinese, confinato ad Aliano durante il fascismo, portò nel 1949 Giovanni Russo al periodico di Mario Panunzio, Il Mondo, dove rimase fino al 1966 e per il quale realizzò importanti reportage tra i quali è stato ricordato quello bellissimo dal titolo “Il paese degli americani” che dedicò proprio a Padula nel 1954.
Nel corso della serata è stato, altresì ricordato l’impegno politico di Giovanni Russo che dopo il 25 aprile del 1943, unitamente ad un nutrito gruppo di giovani lucani, lo vide tra i fondatori “a Potenza e non a Roma” (lo ha sottolineato con forza, del Partito d’Azione, una terza forza di sinistra che polemizzava con la struttura dittatoriale del comunismo russo.
Al termine del sui intervento Giovanni Russo, vincitore del “Premio Carlo Levi” nel 2003 unitamente a Walter Pedullà e Gianni Riotta, ha annunciato che tornerà presto in Lucania, proprio ad Aliano, in quanto vice presidente del Premio Carlo Levi.
 




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