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Processo AgorÓ rinviato per ricomposizione del collegio giudicante


23-04-2009

Al tribunale di Sala Consilina è stato differito al 19 giugno prossimo il processo penale scaturito dalla maxi operazione antidroga denominata “Agorà” che nel 2007 permise ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sala Consilina di sequestrare più di duecento grammi di eroina ed un ingente quantitativo di cocaina pari a più di mille dosi di sostanza stupefacente pronta forse per essere consumata e immessa sul mercato. All’origine del rinvio odierno in aula la ricomposizione del collegio giudicante, presieduto dal giudice e presidente del Tribunale di Sala Consilina dott. Luciano Santoro, con relativa sostituzione nello specifico di un giudice a latere. Si è trattato di un rinvio necessario che ha evitato di entrare in meccanismi farraginosi del procedimento penale in corso, ma che consentirà nella prossima occasione, quando cioè verranno escussi due marescialli dell’Arma dei carabinieri cootitolari delle indagini, di aprire la delicata fase istruttoria ed entrare definitivamente nel processo. All’epoca dei fatti la locale Procura della Repubblica emise numerose ordinanze di custodia cautelare che hanno trascinato in aula, oggi seduti sul banco degli imputati, 19 ragazzi del Vallo di Diano tutti accusati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, presunti membri di una rete ben congegnata sul territorio che si sarebbe servita di un linguaggio criptico per smerciare con assoluta tranquillità la droga. Centinaia di intercettazioni ambientali e telefoniche appostamenti e pedinamenti supporterebbero la tesi di colpevolezza degli inquirenti e il linguaggio misterioso, quello tipico dei ragazzini di scuola elementare, sarebbe un esempio di depistaggio e chiusura a un ambiente di pochi eletti. “Tale codice consisteva nello scomporre in sillabe la parola, anteponendo a ciascuna sillaba il prefisso PE”, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “in altre conversazioni l’avvenuto approvvigionamento in zona viene definito con il termine zizì o in espressioni come tanti saluti da zizì oppure ti manda tanti saluti mia zia”.  “Il 19 giugno entreremo definitivamente nel cuore del processo -spiega fiduciosa la difesa- e in quella sede dimostreremo la infondatezza delle accuse mosse contro i nostri assistiti”. Un processo che fa discutere e divide l’opinione pubblica. Un processo in cui non si escludono clamorosi colpi di scena.

 
 
 Antonella Citro
 



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