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Chiarimenti da parte del Comitato "No Mega Centrale Biomasse Atena Lucana" in merito all'intervista del sindaco Annunziata andata in onda su Italia 2


13-02-2009

Per correttezza, o meglio per giustizia d’informazione ci sentiamo in obbligo di fornire al cittadino – il quale ha diritto di sapere la piena realtà dei fatti –, almeno tre precisazioni in ordine all’intervista del sindaco di Atena Sergio Annunziata,.trasmessa ieri sera da Italia 2.

1. S’è fatto un po’ di confusione nella terminologia usata. Il sindaco ha parlato di «blocco» del provvedimento: nel corso dell’audizione alla Regione di martedì scorso non è mai stata utilizzata una parola del genere – del resto le associazioni presenti erano accompagnate da un legale di fiducia, motivo per il quale non sarebbero sfuggite improprietà di linguaggio –. Il presidente della VII Commissione «Ambiente Energia e Protezione Civile», alla fine del dibattimento, al funzionario dirigente responsabile del procedimento di cui s’è discusso ne ha distintamente chiesto la «sospensione», in attesa della convocazione d’un Consiglio regionale monotematico in cui ridiscutere l’intero piano energetico della Campania.
Il funzionario, nonostante che avesse mostrato durante tutta la seduta uno zoccolo per nulla scalfibile, alla fine ha ceduto col dire che avrebbe sottoposto il suo operato al parere dell’Avvocatura dello Stato.

2. Il «cavillo» a cui ha fatto riferimento il sindaco – facciamo notare che il termine in italiano significa ‘astuzia’, ‘espediente per dimostrare vere affermazioni che non lo sono’ – e sul quale le associazioni del Vallo fondano la loro azione è in verità il punto di forza dell’intera vicenda, e non ha alcun carattere di artificio più o meno legale (oltretutto un comportamento del genere verrebbe a ledere la credibilità professionale e l’integrità morale di quanti avversano l’operazione).
Si tratta invece della mancata presentazione della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) nella documentazione del progetto di costruzione della centrale a biomasse, che si rivela necessaria per impianti che superino una determinata dimensione in aree contigue a Parchi naturali.
Tant’è vero che davanti alla giustificazione addotta dal suddetto funzionario, il quale, messo alle strette, ha dichiarato che nelle Conferenze di servizio previste dal procedimento da nessuno era stata segnalata tale necessità, tutti i partecipanti all’audizione, soprattutto la parte politica, hanno mostrato un palese fastidio.
In ogni caso, proprio in virtù della sua forza, tale motivazione è stata in qualche modo «sorvolata» in attesa di definire meglio le posizioni della regione Campania.

3. Infine la dichiarazione del sindaco che una centrale per la produzione d’energia alternativa o sia valida qualunque dimensione abbia oppure non lo sia per nulla si mostra da sé poco efficace: anche un veleno usato in minime quantità può non nuocere – ad esempio l’acido cianidrico, notoriamente tossico, contenuto nei semi delle mele o nelle mandorle non ha ammazzato nessuno –.
Ha sostenuto che anche l’assessore regionale all’Ambiente Ganapini sia favorevole a tali soluzioni: forse il sindaco in quello, come in altri momenti, doveva essere un po’ distratto, perché gli è sfuggito che l’assessore, dopo aver decantato le qualità degli impianti a cogenerazione dell’Alto Adige, di ridotta potenza, da cui si ricava sia energia elettrica che calore, ha affermato che ogni impianto può essere valido in relazione al contesto in cui va ad essere inserito. E il Vallo di Diano, con la sua conformazione orografica che lo racchiude a corona, non pare proprio il territorio adatto ad accogliere un’alta concentrazione di gas e polveri residue, oltre al calore prodotto che, non utilizzato perché il progetto non lo prevede, rischia di alterarne profondamente il microclima.
Invece proprio stamane dalla conclusione dei lavori per la Settimana europea dell’energia sostenibile 2009 (9-13 febbraio, Bruxelles) viene la forte affermazione che siano «ecosostenibili» non i piccoli, ma addirittura i «microimpianti», compatibili anche con aree di tutela, come i parchi naturali.

Antonio Tortorella
 




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