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San Rufo: Assolto l'uomo arrestato e accusato di abusi sessuali. La moglie: mia mamma voleva liberarsi di lui


14-11-2008

Nei giorni in cui la suocera invadente può diventare motivo di separazione coniugale, c’è una suocera che si era inventata una storia di violenza sessuale in suo danno da parte del genero. Ma stavolta è finita nale e i giudici del tribunale di Sala Consilina hanno assolto con formuna piena l’uomo che si è fatto anche dieci giorni di carcere con la tremenda accusa di violenza sessuale in danno dell’anziana suocera. Da presunto mostro a vittima certa. Antonio D'Andrea, 53 anni originario di Sacco, accusato di aver abusato sessualmente della suocera di 82 anni, da ieri pomeriggio è un uomo libero. Il tribunale di Sala Consilina (presidente Santoro, giudici a latere Di Benedetto e Milucci) ha assolto ieri pomeriggio, il boscaiolo di Sacco perché «il fatto non sussiste». A scagionare l'uomo è stata la moglie Angiolina Cerulli di 46 anni, ritrattando la deposizione fornita in un primo momento agli inquirenti, che inchiodava il marito, incarcerato e poi con obbligo di dimora nel comune di Sacco. «Mia madre si era inventato tutto - ha detto la moglie - per liberarsi di mio marito. Ed io per evitare che ci cacciasse di casa, perchè stiamo con lei, ho assecondato al sua versione». I fatti risalgono allo scorso mese di ottobre. D'Andrea fu accusato di aver tentato di violentare la suocera, Emma S. di 82 anni, nel cuore della notte. Fu proprio la moglie a richiedere l'intervento dei carabinieri della stazione di Polla che, giunti nell'abitazione di via Fontana del Vaglio, nel territorio di San Rufo, raccolsero le deposizioni della moglie e della suocera che inchiodavano l'uomo. Secondo la versione fornita dalle due donne, Antonio D'Andrea si era recato nel cuore della notte nella stanza dell'anziana suocera per soddisfare le sue voglie dopo essere stato respinto dalla moglie. In preda ad un violento raptus - questo era il racconto ai carabinieri -, si era infilato nel letto della suocera e dopo averla immobilizzata tappandole la bocca con una mano, aveva tentato di violentarla. Ma era solo una trappola ben congegnata per incastrare il povero boscaiolo, difeso dall'avvocato Giovanni De Paola. Il gip emise ordinanza di custodia cautelare e poi obbligo di dimora nel paese natio prima del processo. La moglie ha riferito ai giudici che il marito si era recato nella stanza dove dormiva la suocera perché aveva sentito lamenti. L’occasione era sembrata propizia all’anziana donna per attuare un piano suggerito dalla madre adottiva per liberarsi dell'uomo. La famiglia D'Andrea vive in casa dell'anziana donna. Gli atti del processo e le ritrattazioni della donna sono stati inviati subito alla Procura della Repubblica che dovrà valutare la possibilità di incriminare le due donne per calunnia. D'Andrea ha chiesto il risarcimento danni per ingiusta detenzione e calunnia alla suocera. «La giustizia ha trionfato - le prime parole dell'avvocato Giovanni De Paola dopo la sentenza- l'assoluzione è la logica conclusione di una vicenda che lasciava facilmente intendere quanto fosse inverosimile prestare fede alla dichiarazioni delle due donne».

ROCCO COLOMBO

tratto da: www.ilmattino.it




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