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Buccino: Quattro morti e tre feriti nello schianto tra auto Le testimonianze dei soccorritori del 118


10-11-2008

«Lavoro da 15 anni a bordo delle ambulanze. Non ricordo una tragedia così grave». Gregorio Policastro, medico del 118 di Buccino, tra i primi soccoritori arrivati sulla Basentana sul posto dove si è verificato l’incidente, alterna lo sconcerto all’impegno che il ruolo e la circostanza gli impone. Fa parte della squadra del 118 arrivata sulla Basentana per intervenire su quell’incidente che è costato la vita a quattro persone Luigi Mercaldo, 53 anni, assicuratore casertano, il figlio Paolo, 14 anni, Emanuela Gallicola, 32 anni, bancaria, Gianluca Noia, 27 anni, vice allenatore. Feriti Franco Maiolo, salernitano, alla guida di un furgone che trasportava i giornali in Basilicata e che, dopo un cambio di carreggiata, ha impattato frontalmente l’auto dei casertani, ed ancora Andrea Turini e Felice Di Rosario, entrambi di quattordici anni, giocatori della Eldo JuveCaserta under 15. Policastro, con l'ambulanziere del 118 Luigi Rumolo, ricostruiscono le fasi della mattinata: «Ci hanno allertato alle 9,16. Siamo arrivati sul posto. C'era l'eliambulanza già pronta a trasferire un ferito a Salerno. Noi abbiamo trovato Franco Maiolo sull'asfalto. Era il conducente del furgone che ha fatto il salto di carreggiata. Aveva una ferita grave al piede, un trauma cranico, una gamba rotta. Ma era vivo, respirava. Aveva gli occhi aperti». Nella Lancia Phedra intanto proseguiva il lavoro per liberare i feriti: «I vigili del fuoco hanno tagliato la cappotta dell'auto, per liberare i due feriti. All'interno di quell'auto c'erano i quattro morti». La macchina dei soccorsi ha funzionato senza un attimo di tregua. Pronti a ricevere i feriti gli ospedali di Vallo della Lucania, Oliveto Citra, il Ruggi di Salerno e il Maria Santissima addolorata di Eboli, dove sono state composte le salme. Al San Luca di Vallo della Lucania, dopo un primo ricovero all’ospedale di Polla, si trova Francesco Maiolo. Siciliano di origini, 35 anni, residente a Salerno, lavora per un’agenzia di distribuzione di gironali. Era alla guida del furgone che ha impattato la Lancia Phedra. «Non me lo hanno ancora fatto vedere. Aspetto che mi dicano come sta», davanti alla porta dell'unità operativa di Rianimazione, l'attesa dei suoi familiari è carica di angoscia. Assieme alla giovane moglie Angela, due figli che aspettano a casa notizie del papà, c'è uno zio e alcuni amici. Solo quasi le 17, l'ora in cui le porte gialle del reparto guidato dal primario Giancarlo Bellucci si aprono per i familiari dei degenti che entrano uno alla volta e con indosso un camice verde monouso. Ma Francesco invece è al sesto piano, dove l'equipe medica del chirurgo vascolare Meucci, uno specialista del Cardarelli e un ortopedico stanno eseguendo un complesso intervento: nel terribile impatto Maiolo ha riportato infatti gravi ferite al bacino, trauma cranico, la lesione vascolare a una gamba e la frattura di tibia e perone. Le sue condizioni sono gravissime e la prognosi è riservata. I minuti, davanti alla porta di Rianimazione, trascorrono lentamente, tra decine di telefonate di persone che da Salerno chiedono notizie. «Non ho parole, mi dispiace», riesce solo a dire la giovane donna con gli occhi lucidi e il pensiero rivolto al marito che intanto lotta tra la vita e la morte. «È una tragedia», commentano gli amici poco distante. Le poche informazioni che hanno sull'incidente sono quelle apprese dai tg della mattina. «In tv hanno detto che un pulmino ha invaso la corsia». Solo qualche ora dopo hanno saputo che era coinvolto anche Maiolo. «Francesco guida camion e mezzi pesanti da molti anni. E io lo conosco un conducente qualificato e con la testa sulle spalle», afferma subito un amico. Ma poi aggiunge: «Certo una distrazione può capitare a chiunque. Ma lui ci tiene molto al suo lavoro, non sia mai dovesse sapere di essere stato lui a provocare questa strage. Penso che non se ne darebbe mai pace». Poi i medici chiamano la moglie e la fanno salire al sesto piano, dove è in corso il lungo intervento del marito. Prima l'ortopedico stabilizza la frattura, poi è la volta del chirurgo vascolare che deve tentare di trattare la grave lesione alla gamba. Sarà una lunga notte di attesa.

 

FRANCESCO FAENZA ELISABETTA MANGANIELLO

 

tratto da: www.ilmattino.it




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