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Codacons Sala Consilina: "Comunella" sull'impianto di compostaggio e sulla centrale termoelettrica


19-10-2008

 

CODACONS CAMPANIA ONLUS

Sede di Sala Consilina – Corso V.Emanuele 30 –
84036 Sala Consilina (SA) tel 0975 21550

 

Non possiamo mantenere le promesse di silenzio, perché dobbiamo informare i cittadini circa due questioni nevralgiche per il Vallo di Diano: impianto di compostaggio e centrale termoelettrica. E lo dobbiamo fare, purtroppo, con un lungo e articolato intervento, mentre, a detta dell’Assessore Rivellese, i sindaci di Atena Lucana e Sala Consilina fanno “comunella”.

 Le recenti dichiarazioni alla stampa dell’Assessore con delega al Commercio del Comune di Sala Consilina, Antonello Rivellese, riaprono due fronti nevralgici per l’intero comprensorio del Vallo di Diano: l’impianto di compostaggio e la costruenda centrale termoelettrica di Atena Lucana, eufemisticamente definita “centrale a biomassa” forse per buttare fumo negli occhi e, si suppone, nei polmoni dei valligiani. Ed è significativo analizzare il punto di vista dell’Assessore Rivellese, che ringraziamo per aver portato all’attenzione della pubblica opinione questi aspetti (soprattutto perché alle nostre scomode opinioni riesce difficile “bucare” il muro della notizia).

Sull’impianto di compostaggio l’Assessore fa riferimento a dei fondi, provenienti dal Commissariato Rifiuti, da spendere per la costruzione di un impianto “ex novo”. Fondi che l’amministratore vorrebbe, comprensibilmente, per il suo Comune; egli novello “Cicero”? Ma quale è la molla che sembra animare questa azione informativa nei confronti del pubblico? La domanda, naturalmente, prescinde dalle ragioni inerenti l’imminenza della campagna elettorale, sulla quale vorremmo già da adesso specificare che intendiamo manifestare attenzione solo per i temi che verranno trattati e non per le persone che si proporranno a questa o a quella carica di amministratore. E diciamo già da adesso che, per chi volesse riproporre l’ecomostro di Via Roma, in una zona verde da salvaguardare e valorizzare, ci sarà solo la nostra più agguerrita opposizione politica. Sì, politica, perché questi sono temi che attengono alla politica locale e alla vita sociale; e in quest’ultima (e non nella prima) rivendichiamo per noi stessi un ruolo attivo.

Sull’argomento dell’impianto di compostaggio, tuttavia, permetteteci di dire qualcosa, visto che abbiamo seguito da vicino la vicenda nel passato. Questo anche per informare il cittadino, ponendo all’attenzione dello stesso un punto di vista diverso. Cercheremo, nel contempo, di dare una risposta alla domanda di sopra.

Esiste già un impianto di compostaggio nella zona industriale di Polla. Per la messa in funzione di questa struttura è stato speso tanto danaro (qualche miliardo delle vecchie lire), ovviamente pubblico. Infatti, bisognava riconvertire un impianto concepito come inceneritore in un moderno impianto di compostaggio per il trattamento della frazione umida della raccolta differenziata dei rifiuti, ed è stato fatto. Si pensava che, finalmente, non fossimo più in presenza di un'ennesima cattedrale nel deserto in questo Vallo di Diano, che ne ha conosciute non poche, oltre ai capannoni “nominali” nelle campagne. L'illusione è durata un lasso di tempo limitato. Infatti, oltre un anno fa, il Consorzio che gestisce immondizia e sport in una superba sintesi logica, il Consorzio Bacino SA/3 - Centro Sportivo Meridionale, ha deciso di chiudere l'impianto con il risultato che i Comuni trasportano la frazione umida in SICILIA. Questa sorta di turismo dell’immondizia è stato sottoposto all’attenzione della Procura della Repubblica di Sala Consilina, anche perché, nel frattempo, il Comune di Sala Consilina si è affrettato ad aumentare, sembrerebbe proprio a causa dei costi del ferryboat col quale l’umido attraversa lo Stretto di Messina, la tassa sui rifiuti solidi urbani del 60%. Ricordo un astuto slogan che suonava così: “La meta è il viaggio”. Ecco, anche in questo caso, la meta (di alcuni) è proprio il viaggio dell’immondizia a spese della collettività, mentre esiste un impianto di compostaggio “perfetto”, come lo ha definito l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini. Tutto questo potrebbe far pensare che la nostra azione informativa presso la Procura di Sala Consilina avrà un seguito. Eppure, pensate veramente che, quando a pagare è Pantalone, a qualcuno interessi che Pantalone non continui a pagare? E Pantalone pagherà anche per un nuovo impianto di compostaggio, mentre ve ne è uno “perfetto” che aspetta solo di essere utilizzato. Misteri della nostra assurda storia di territorio martoriato. Quando si tratta di fondi pubblici, poi, bisogna fare a gara ad accaparrarseli, non importa se poi servano per costruire infrastrutture per una zona industriale inutilizzata in una zona di pregio ambientale. Ecco le logiche. Ecco, forse, anche la risposta alla domanda di sopra.   

 

E veniamo alla centrale termoelettrica di Atena Lucana, nella quale non siamo sicuri che verranno utilizzati soltanto residui del sottobosco e altre sostanze legnose come materia combustibile. Questo Comune, forse abbagliato da altri fondi pubblici messi a disposizione della Regione Campania, sta per costruire un “impianto a biomassa” nel suo territorio. L’Assessore Rivellese asserisce che i sindaci dei paesi di Atena Lucana e Sala Consilina hanno fatto “comunella” e che, il Sindaco di Atena non ha avuto un comportamento in armonia con gli enti pubblici comprensoriali proprio in merito alla questione dell’impianto a biomassa. Bel termine, “comunella”, a cui si vorrebbe che l’Assessore desse un significato a noi più chiaro. E magari, andasse a spiegare la cosa alla Magistratura, da buon cittadino e da fedele rappresentante delle istituzioni, se è anche in possesso di notizie di reato, come il termine utilizzato potrebbe far supporre, visto che nella vicenda è in gioco la salute dei cittadini, per rispetto della quale non si può fare “comunella”, ma ci si deve comportare da persone serie, attente e oneste.

Fumo negli occhi e nei polmoni, dicevamo, dei valligiani. Negli occhi, per il motivo che abbiamo detto sopra. Nei polmoni, perché questo “anfiteatro naturale”, così definito da un illustre figlio di queste terre, si tramuterà in una “camera a gas naturale” nelle giornate senza vento, quando l’umidità della nebbia mattutina si mescolerà al residuo gassoso della combustione (di chissà che cosa) e ci avvolgerà in un amorevole abbraccio mortale. Amore e morte, suggerivano i Greci. E già! Professiamo pubblicamente amore per queste terre e per i loro abitanti e poi ne decretiamo la morte con l’inquinamento del suolo, delle acque e dell’aria. Il Cavarelli, a proposito di inquinamento delle acque, ancora scorre spumeggiante nei pressi di una Scuola Elementare. Non si ha rispetto nemmeno più dei bambini. In tempi andati i mafiosi erano anche più attenti alle situazioni di rischio per i piccoli. Mi vergogno, come cittadino di queste terre, nel ribadire ciò, mentre si tenta di fare inutili analisi delle acque per capire di che inquinante si tratta. E’ sapone, tanto sapone; non scomodate l’ARPAC. Lo sa anche un bambino che il sapone fa la schiuma. E quella roba nel fiume è schiuma, per giunta fetida.

Anche nel caso della centrale termoelettrica, allora, la logica è quella solita delle zone industriali nei siti di pregio ambientale. Arriva il finanziamento, arriva l’occasione d’oro. Che poi qualcuno si lamenti, che poi qualche pezzo di questa vallata venga sacrificato, che poi c’è sempre qualcuno che fa l’affare, significa poco, perché qui arriveranno i danari, tanti tanti danari. E tanti altri ne arriveranno con i contributi statali per le energie alternative o “assimilabili”, direttamente prelevati dalle nostre bollette dell’elettricità, i famosi CIP6. E saremo noi, alla fine, a finanziare il nostro stesso amorevole mortale soffocamento. Amore e morte, appunto. A tale proposito, vorrei solamente dire questo: qualcuno sa che cosa ne è stato dell’impianto fotovoltaico di Teggiano? Produce ancora energia elettrica? Per quanto a noi è dato di vedere, sembra un impianto abbandonato al proprio destino, con circa la metà dei pannelli trafugati, mentre nessuno li sostituisce, nonostante abbiamo già da tempo segnalato la cosa. Anche in questo caso sono stati spesi soldi pubblici, tanti soldi pubblici. Ancora miliardi delle vecchie lire. E voi avrete certo captato una logica in tutto questo; eppure, chi dovrebbe controllare fa finta di non voler capire queste logiche. De Magistris docet, si potrebbe dire. Sembra quasi una tautologia, visto che “magister” significa proprio insegnante e “docet” significa “insegna”. Così, l’insegnante insegna e noi rimaniamo somari. Anche dalla costruzione della centrale fotovoltaica di Teggiano avremmo dovuto avere dei benefici; pochi, al momento, sembrerebbe, ma con la ben chiara speranza di un prossimo amorevole abbraccio con i fumi di scarico di una centrale termoelettrica collocata nel mezzo della vallata.

Onore a questo “sistema”, allora. Esso regnerà incontrastato per lungo tempo ancora, con la forza che gli proviene dalle nostre tasche e dal nostro stesso consenso. E buon lavoro a tutti quelli che compartecipano, coi fatti, con le parole o solo col loro silenzio, a queste belle imprese pubbliche e private.

 

Roberto De Luca

Responsabile sede CODACONS

di Sala Consilina (SA)    




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