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Politica: dopo la crisi della comunitÓ montana, rischio commissariamento per l'unione dei comuni di San Pietro al tanagro, Sant'Arsenio e San Rufo.


15-07-2008

DOPO LA COMUNITA’ MONTANA, RISCHIO COMMISSARIAMENTO PER L’UNIONE DEI COMUNI DI SAN PIETRO AL TANAGRO, SANT’ARSENIO E SAN RUFO.

Dopo la crisi politica che ha investito in pieno la Comunità Montana del Vallo di Diano, anche l’Unione dei Comuni di Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo si trova in prossimità del commissariamento prefettizio. Il Prefetto della Provincia di Salerno, infatti, il 9 luglio scorso ha fatto recapitare al presidente dell’Unione dei Comuni la diffida ad approvare il bilancio di previsione per l’anno 2008, corredato della relativa documentazione programmatica, entro un termine massimo di 20 giorni trascorsi i quali, senza ulteriore preavviso, verrà disposta la nomina di un commissario ad acta ed avviata la pratica di scioglimento anticipato del consiglio dell’ente.
Sulla vicenda è pieno scontro politico tra maggioranza ed opposizione ed a dare voce al dissenso è Giuseppe Procaccio, il consigliere di Alleanza Nazionale di San Pietro al Tanagro e vice capo gruppo del Popolo della Libertà in seno al parlamentino dell’ente.
“Ormai non mi sorprende più nulla – attacca Procaccio – la maggioranza consiliare dell’unione dei comuni, nel corso degli anni, ci ha abituati ad un fallimento dietro l’altro e la crisi politica che sta portando allo scioglimento anticipato del consiglio dell’ente è la ciliegina sulla torta dell’incapacità amministrativa dimostrata dal centro sinistra nel gestire un ente con una maggioranza bulgara di 15 consiglieri sui 17 totali”.
Ma Procaccio non si limita alla sola maggioranza consiliare, ne ha praticamente per tutti anche per coloro che hanno cambiato schieramento in corsa passando dalla minoranza alla maggioranza.
“Purtroppo – commenta Giuseppe Procaccio – lo statuto dell’ente assegna alla minoranza soli tre consiglieri che nulla possono rispetto alle determine assunte dalla maggioranza. Certo è – affonda il consigliere aennino – che le cose si complicano quando consiglieri come Ammaccapane hanno la disinvoltura di andare ad infoltire le fila della maggioranza nonostante si fossero presentati ai cittadini con altri propositi tradendo sia il mandato originario ricevuto sia la fiducia degli amici che lo avevano sostenuto, è l’ennesimo esempio di poca serietà nel rivestire cariche pubbliche”.
La critica del Popolo della Libertà si sposta poi sulla produttività dell’unione dei comuni.
“Negli ultimi sette mesi – non usa mezzi termini il consigliere Procaccio – il consiglio è stato convocato una sola volta, un mezzuccio di bassa lena per mettere il bavaglio all’opposizione e che la dice tutta sull’attività della maggioranza votata completamente a difendere interessi di bottega. Stando alle cose – chiosa lapidario Giuseppe Procaccio – meglio un commissario prefettizio che continuare a perdere tempo”.



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